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Portare da soli un trimarano di 40 metri non è facile. Soprattutto per manovrare tutta la tela che ci si porta dietro. In genere ci pensa un equipaggio a girare le maniglie, ma Yann Guichard alla prossima Route du Rhum dovrà contare solo sulle sue forze per cazzare le vele di Spindrift 2. Per questo userà una bicicletta.

 

Édouard Touchard, un membro del design team cresciuto nel vivaio di Frank Cammas per sei anni, ha adattato al maxi trimarano, proprio un’intuizione che aveva avuto per Groupama 3, il tri da 31,5 metri, con cui Cammas ha vinto l’ultima edizione della Route. Al posto delle solite colonnine da coffee grinder, su Spindrift 2 versione solo ci sarà una vera e propria bicicletta, ma senza le ruote e con il telaio un po’ riadattato. “Abbiamo utilizzato una bicicletta da corsa in carbonio e abbiamo tolto le ruote per installarla in pozzetto. Il tubo orizzontale del telaio, la “canna”, è stato segato, accorciato e spostato in basso, per velocizzare la salita in sella. Il manubrio è del tipo triathlon, su cui si poggiano gli avambracci, più comodo”, spiega Touchard. “La particolarità è nel sistema di trasmissione. Non avendo le ruote per spostare la catena e cambiare marcia, abbiamo dovuto aggiungere una seconda catena che azionasse una sorta di volano che rimane in movimento, come una ruota delle bici da spinning, che oltre a permettere le cambiate fornisce anche una energia di riserva per le manovre. L’altra catena, quelal che in origine andrebbe alle ruote, è invece collegata ai winch”, illustra l’ingegnere meccanico.

 

Possiamo solo permetterci però di ricordare che la bici in barca l’avevano già portata gli svedesi. Nel 1977, con Sverige, il 12 m. S.I. con cui Pelle Petterson portò l’attacco del Royal Goteborg YC all’America’s Cup.

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