Che i cantieri nautici abbiano subito una mazzata pesante è ormai ovvio a tutti. I numeri delle barche varate negli ultimi anni sono una bazzecola rispetto a 5-10 anni fa. Tuttavia l’uomo reagisce in fretta a tutto, ed a questa crisi ha in parte reagito rivitalizzando il mercato dell’usato… molto usato.

Se 10 anni fa erano davvero rare le richieste di perizia d’acquisto di una barca prodotta tra il 1970 ed il 1985 oggi sono frequenti quelle per barche costruite tra il 1980 ed il 1995 cioè barche che hanno dai 20 ai 35 anni. 

 

Le ragioni: la prima e più ovvia è il costo, queste imbarcazioni, considerando una lunghezza compresa tra i 10 e 12 metri possono costare anche 20-40mila euro ovvero il costo di una vettura media di oggi, mentre alla loro epoca potevano anche costare come un piccolo appartamento. La seconda ragione è che a causa della prima, si avvicinano alla nautica tipologie di persone che normalmente passavano il tempo libero altrove, come le famiglie con figli, oppure pensionati che scoprono essere più stimolante investire nella barca in porto piuttosto che affittare sempre il solito appartamento al mare. 

 

Questo stesso fenomeno era avvenuto una decina di anni fa in Svezia (primo stato al mondo per barche pro capite). Il numero di barche varate negli anni 70-80 era così alto da far crollare il prezzo dell’usato negli Anni 2000. Ricordo lo stupore nel vedere barche da 9 metri in buono stato a prezzi intorno a 10000 euro. 

 

Quindi centinaia di 30-40enni con figli, si misero ad acquistare barche per farsi delle estati tra le isole degli arcipelaghi svedesi. Mentre la prima generazione di armatori (60-70enni) intasava gli hotel e i villaggi di Spagna e Canarie.

Commenti

CONDIVIDI