Qui tutto ha avuto inizio. Su queste rive che dall’Equatore salgono al mare Mediterraneo, lungo l’immenso corso d’acqua di oltre seimila chilometri che attraversa deserti dal volto di Sfinge, è stata scritta la storia dell’umanità. Sulle acque fertili del grande percorso d’acqua si specchiano ciclopici templi e l’architettura in cemento armato della diga di Assuan. “Nel regno dei morti hai creato il Nilo, e l’hai fatto scaturire come ti è piaciuto, per mantenerci in vita”, recita un antico inno al dio Api, “L’Egitto è un dono del Nilo”, afferma Erodoto. Nei secoli, nella luce rossastra di albe e tramonti spettacolari, hanno navigato sul fiume sacro feluche, vecchi cargo, battelli postali. Pionieri, Antonio e Cleopatra, i primi, si racconta, ad aver percorso il Nilo per diletto.

250 chilometri a bordo di hotel galleggianti
nilo11txtUn’avventura che si può rivivere in una delle crociere organizzate dai vari tour operator a bordo di lussuose navi: veri e propri hotel galleggianti con cui trascorrere una vacanza di sette o più notti su un tratto di fiume lungo 250 chilometri, quello da Luxor ad Aswan (o viceversa), che ospita i reperti archeologici più importanti. Le motonavi, chiamate anche floating hotel, offrono ampie cabine, tutte esterne, dotate di una finestra a tutta parete che conferisce grande luminosità e una vista straordinaria sul Nilo. Tutte arredate con gusto ed eleganza, e dotate di servizi privati, phon, aria condizionata, cassetta di sicurezza, telefono, minibar, televisore a colori con programmi via satellite e a circuito chiuso. Il ristorante di bordo offre invece il meglio della cucina locale e internazionale, con menu studiati in funzione del clima e del programma del giorno.

Il primo impatto con l’antico Egitto
Giunti in aereo dall’Italia, la navigazione comincia a Luxor, situata lungo la riva destra del Nilo, dove un tempo sorgeva la leggendaria città di Tebe, antica capitale dell’Egitto. Qui si ha il primo vero incontro con l’Antico Egitto. Da vedere assolutamente i due complessi monumentali: quello di Luxor, edificato da Amenhotep III (XIV secolo a.C.) e quello di Karnak, a tre km dal centro, con i templi di Seti II e di Ramsete II (XIII sec. a.C.). Entrambi sono dedicati al dio Amon, padre di tutti gli dei, ed entrambi sono “templi dinastici”, frutto cioè di progressive edificazioni e aggiunte dei faraoni succedutisi al governo del regno. Ancora più strabiliante è la Valle dei Re, dove si trovano alcune delle più celebri tombe dei faraoni, tra cui quelle di Ramses III e Tutankhamon, l’unica a non aver subito l’oltraggio della profanazione. Ognuno di tali monumenti doveva servire alla celebrazione di una sola persona: dagli ipogei, alle mastabe, alle piramidi, immensi tesori venivano spesi per preservare il “Ka” del faraone, cioè la sua anima. Nelle vicinanze, completano la visita a Luxor l’imponente Tempio funerario della Regina Hatshepsut a Deir el Bahari e i Colossi di Memnon, due giganti di pietra alti 15 metri posti a guardia della vallata, raffiguranti il faraone Amenhotep III.

Fra dighe e chiuse
A 60 chilometri a sud di Luxor, all’altezza di una diga costruita all’inizio del Novecento che permette di irrigare oltre 70.000 ettari di terreno, si trova Esna, vivace borgo agricolo arricchito da un tempio dedicato a Khnum (di cui però rimane soltanto la sala ipostila con 24 colonne). La celebre chiusa permette alla motonave di superare il dislivello di oltre 7 metri, proseguendo la navigazione fino a Edfu. Il tempio tolemaico in onore di Horus a Edfu, la cui testa di falco domina il cortile, è il meglio conservato dell’intero Egitto e il più grande dopo quello di Karnak. La pianta dell’edificio è chiara e armoniosa: un portale affiancato da due piloni massicci conduce, in successione, ad un grande cortile, due sale ipostile, due vestiboli, il santuario vero e proprio circondato da cappelle. Il tutto racchiuso da un muro di cinta che si congiunge direttamente alla poderosa facciata d’ingresso. Lungo le pareti, è raffigurato, in rilievo, Neo Dionisio che prende per i capelli i nemici davanti agli dei Horus e Hathor, mentre il portale di ingresso nel pilone è protetto da due grandi falchi, la rappresentazione di Horus, di granito nero.

Verso Kom Ombo e Aswan
nilo3_artLasciata Edfu, la navigazione riprende verso Kom Ombo, famosa per un tempio dedicato a Horus e Sobek che sorge poco distante dal centro abitato, sulla riva orientale del Nilo. La costruzione, di epoca tolemaica, si eleva su una collinetta che domina il fiume, simile a una sorta di acropoli. È dedicata a due divinità ben distinte, Horus dalla testa di sparviero e Sobek dalla testa di coccodrillo. La tappa successiva è Aswan, dove la vita sembra scorrere intorno al pittoresco mercato, nel centro del paese, che offre ogni tipo di mercanzia. Negli Anni 60, la città è divenuta famosa nel mondo per la costruzione della nuova diga, colossale sbarramento contro la dispersione della preziosa acqua del Nilo divenuto l’enorme dinamo dell’Egitto. Grazie alla diga, è oggi possibile regolare le inondazioni, grazie alle quali il Nilo lascia sui terreni circostanti grosse quantità di limo, fondamentale per la fertilità del suolo. Ad Aswan è dunque il Nilo l’epicentro della vita cittadina: oltre la diga, ne è testimonianza il Nilometro, una lapide in marmo che riporta, in antica scrittura demotica, le misurazioni relative al livello dell’acqua. Da Aswan, navigando sul lago Nasser si raggiunge Abu Simbel, dove due templi testimoniano le straordinarie capacità architettoniche degli Egizi e l’alta tecnologia dei giorni nostri. I due templi, infatti, minacciati di venire sommersi dopo la costruzione della grande diga, furono smontati in blocchi di 30 tonnellate e ricostruiti più in alto al di sopra del livello delle acque che hanno formato il grande lago Nasser. Nel rispetto non solo dell’architettura originaria, ma anche dell’orientamento dei templi l’uno con l’altro, entrambi verso il sole.

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CON CHI PRENOTARE:

– Francorosso

http://www.francorosso.it/vacanze/mar_rosso_egitto/crociere_sul_nilo/index.asp
– Veratour
http://www.veratour.it/offers/search/

– Best Tours

http://www.besttours.it/WSPAG_WWW_TOUR.ASP?INDICE=2556

– Valtur

http://www.iviaggidivaltur.it/africa/index.html


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