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La più alta opera di ingegneria del XX secolo compie 100 anni. Tanti ne sono passati da quel 3 agosto 1914 quando 43.781 operai di cui quasi 2000 italiani, sbarcati nella terra promessa, consegnarono al mondo il Canale di Panama. I numeri per stupire c’erano tutti: 81 chilometri di lunghezza, profondità massima di 12 metri, larghezza tra i 240 e i 300 metri nel lago Gatún, e di 90–150 metri nel tratto del taglio della Culebra.

 

Il Canale di Panama e l’incontro tra due oceani

san-blas-8Ma la grande attrazione è soprattutto l’incontro tra due oceani, una sfida per gli skipper che si danno appuntamento bar dello Yacht Club di Puerto Colon, all’entrata atlantica. Qui si formano gli equipaggi, quattro persone alle cime e una al timone è la regola imposta dalla direzione del Canale che stabilisce anche la lunghezza delle cime, due a prua e due a poppa, di almeno 50 metri: sono quelle che dovranno tenere la barca al centro delle chiuse che governano il dislivello di 27 metri, aumentando l’altezza delle acque del lago Gatùn. Tutta l’estate ci saranno eventi che celebrano la storia e l’importanza del Canale come l’apertura dell’avveniristico Biomuseo disegnato dall’archistar Frank O.Gehry, tempio della biodiversità.

 

san-blas-6Tra le 11 destinazioni da visitare nel 2014

Da non perdere un giro al Casco Viejo, il colorato quartiere coloniale del 1670 protetto dall’Unesco. Con una sosta d’obbligo da Manolo Caracol, tra l’Avenida Central e Calle 3 Oeste, per gustare a 14 euro sette stravaganti e saporiti piatti tipici. Ma Panama, tra le 11 destinazioni da visitare nel 2014 secondo la Lonely Planet, è anche l’avamposto per scoprire l’arcipelago delle San Blas, 365 isole coralline dai colori maldiviani, sperdute nel mar dei Caraibi, di cui solo una cinquantina abitate.

Un’isola per ogni giorno dell’anno

san-blas-5Un’isola per ogni giorno dell’anno” dicono gli indigeni Kuna, gli uomini pescatori, le donne famose per le molas, le stoffe ricamate esposte anche in gallerie importanti negli States e in Europa. Bisogna essere skipper esperti per navigare in queste acque insidiose per le trappole della barriera, senza fari, le luci delle case dei Kuna unico riferimento. Il premio sono spiagge e rade deserte, dove gettar l’ancora  senza ingombranti vicini. Ci si imbarca a Corazón de Jesús, sulla punta opposta del Golfo di San Blas, mezz’ora di volo da Panama City. E ci si dimentica della foresta di grattacieli della capitale, per palmeti rigogliosi che lambiscono il mare dalle sfumature azzurro e turchese.

 

san-blas-7Piccoli paradisi tropicali

Il must è l’estremo ovest del golfo di San Blas. Qui si può scendere su isolette come Cartì Suitupo e risalire il fiume tra mangrovie e capanne dove le donne offrono molas e i pescatori, a bordo delle piroghe a vela, canestri di aragoste. A Green Island lungo la battigia si ammirano stelle marine giganti, Cayo Limon è un piccolo paradiso tropicale dalla sabbia bianco smagliante, l’isola dei Pellicani è famosa per le conchiglie bianche e rosa. Mentre all’isolotto Achutupu, chiamato anche Isla del Perro, ci si dedica a uno snorkeling spettacolare attorno al relitto di un cargo colombiano. All’estremo nord, i Cayos Holandeses, e la  spiaggia da sogno di Aguanargana, protetta dal reef.

 

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