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L’IMOCA, la classe che governa gli Open 60, ha stabilito la settimana scorsa di allentare i vincoli di stazza consentendo l’uso di foil laterali che facilitino la spinta idrostatica dell’imbarcazione sotto vela. DSS, Dynamic Stability System, ha così proposto la sua soluzione per fornire a queste macchine da oceano un sistema adatto. Talmente adatto a questi yacht da poter essere installato anche sulle vecchie barche, allungando così la loro vita agonistica. 

 

Come funziona DSS? 

dss-open-60-2Le barche a vela hanno bisogno di un momento raddrizzante per contrastare il momento di sbandamento prodotto dal vento sulle vele. Forma dello scafo e soprattutto, per i monoscafi più grandi, la deriva e il bulbo terminale. Gli Imoca 60 enfatizzano entrambi gli aspetti grazie alle forme extra large delli scafi e l’uso di kanting keel che spostano sopravento il bulbo. Il Dss, invece, sfrutta la spinta idrodinamica generata da un foil che fuoriesce sottovento dalla parte immersa dello scafo: invece che schiacciare la barca da sopravvento col peso, la solleva da sottovento tramite la portanza data dal profilo alare del foil. 

 

Potenza e controllo

Il principale vantaggio, secondo quanto sostiene Hugh WelbournIl, l’architetto navale inventore del DSS è la modularità della spinta raddrizzante, che aumenta di efficacia all’aumentare della velocità della barca, ma può eliminare totalmente il suo attrito idrodinamico, sparendo dentro lo scafo in condizioni di aria leggera. 

 

La L che spinge

Gli IMOCA 60 già montano dei foil da usare come lama di deriva quando la canting keel è basculata sopravento, ma i foil verticali, non offrono la spinta di raddrizzamento come invece fanno i foil a L DSS. Alettoni curvi sono stati infatti usati anche nei più recenti yacht di questa classe: una parte funge da deriva, l’altra da profilo di spinta raddrizzante.

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