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Il 20 febbraio il Consiglio della Federazione Italiana Vela (FIV), dovrà decidere riguardo alla revoca del riconoscimento di Assolaser, l’associazione dei regatanti in Laser, attualmente rappresentante in Italia della International Laser Class Association (ILCA), l’ente mondiale che governa l’attività del monotipo nelle sue tre forme: Standard, Radial e 4.7. Tale decisione fu presa, lo scorso 23 gennaio, in seguito a una non rispettata richiesta federale di aggiornamento delle modalità di redazione della ranking list per la selezione degli atleti e di aggiornamento dello statuto. 

 

40 anni di convivenza

Le modalità utilizzate dall’Assolaser, dal 1974 l’associazione italiana dei regatanti e attualmente la più corposa al mondo, prevedono la creazione della classifica su una base di due anni con vari fattori correttivi per numero di partecipanti, livello dei timonieri e anzianità del risultato. Un modo non conforme a quanto stabilito dall’Isaf, la federvela mondiale, che invece richiede una ranking stagionale. La richiesta risale all’entrata in vigore del nuovo regolamento per il quadriennio olimpico 2013-16, ma per «oggettive difficoltà informatiche dovute a un sistema complesso che non ci consente di riassumere i dati e fornire dei risultati validi alla FIV, che tuttavia abbiamo già deciso di modificare per venire incontro alle richieste», ancora la situazione è ferma. Il virgolettato è di Macrino Macrì, segretario esecutivo della classe dal 1979 che abbiamo sentito insieme agli altri protagonisti della vicenda. In ogni caso, la posizione della Classe a riguardo è leggibile qui. Per infittire le carte, la vicenda che passa anche attraverso un commissariamento della Assolaser da parte della Federvela la scorsa estate che però non ha risolto la situazione. Secondo la Federazione non c’è stata collaborazione da parte della classe. Secondo Macrì, «credo che avesse problemi di salute, il commissario, perché lo abbiamo visto ben poco, anche se noi avevamo dato tutta la nostra disponibilità…».

 

Questione di statuto

In più, ad acuire i fastidi del momento, si è aggiunta anche la questione dello statuto. Secondo Gianni Galli, segretario generale della neonata Associazione Italiana Classe Laser, «Non è democratico ed è blindato. Assolaser ha un segretario esecutivo in carica dal 1979, il tesoriere Donatella Mariani, che è anche la moglie del segretario, dal 1977. Possono essere sostituiti solo se danno le dimissioni (ma anche per diversa nomina tra i delegati di zona eletti da almeno un anno, come cita lo statuto, ndr)… Questo dà idea di quanta poca mobilità ci sia. Abbiamo proposto che si adeguasse con uno statuto più vicino a quello di altre classi, ma nulla è cambiato». L’organizzazione che si pone come alternativa ad Assolaser, ma ancora non riconosciuta dalla ILCA né ufficialmente dalla Fiv, afferma di aver ricevuto già oltre 200 iscrizioni, segno di una evidente volontà di cambiamento. «Inoltre, il fatto che ci siano ancora tanti laseristi iscritti all’Assolaser», continua Galli, «è perché non si sono preoccupati di fare sapere agli associati quello che sta succedendo con la Fiv».

 

Dove nasce il malcontento?

A tutto questo Macrì replica che la nascita della nuova associazione è frutto più di pretesti che d’altro: «Lo Statuto è stato approvato dalla Fiv nel 1986 non capisco cosa ci sia di sbagliato adesso. Per quanto riguarda il resto non ho problemi. Ho detto più volte che avrei volentieri lasciato il mio ruolo, ma nessuno si è presentato per sostituirmi. Se fossi così inviso dai quasi 1300 atleti che fanno parte della nostra associazione che raccoglie non i proprietari di Laser ma chi in Laser regata, basta che un deputato di zona invii la propria candidatura e si presenti alle elezioni, se viene votato mi sostituisce, non c’è niente che lo impedisca». Anche la composizione della classe non è perfettamente in linea con quanto richiesto dalla FIV, che per le classi che riconosce impone che gli iscritti siano i proprietari e non i semplici regatanti. «Ma la nostra barca è un bene mobile, non è immatricolata», spiega il segretario di Assolaser, «quindi il possesso determina la proprietà e quindi chi timona un laser in quel momento è proprietario di un Laser, quindi, anche formalmente, non c’è differenza. A noi preme proteggere gli interessi degli atleti, non degli istruttori o dei circoli o dei chiunque altro. Ma con le modalità di gestione che ci chiede la FIV tutto ciò sarebbe più difficile. A partire dalla nuova organizzazione dei calendari agonistici che limita, di fatto, la partecipazione alle regate, che promuove certi eventi e ne asfissia altri, che non tiene conto della carriera dell’atleta, che, in pratica, esalta i supercampioni, i vertici delle ranking list, ma deprime tutti gli altri». 

 

Che sarà

Insomma, il destino della più affollata (e di conseguenza più potente) tra le associazioni di classe delle derive italiane è a un punto di svolta. I 1285 regatanti iscritti nel 2014, i 64mila euro di quote di iscrizione, la gestione delle regate che vanno dai campionati zonali, alla Italia Cup, fino ai mondiali, la preparazione Olimpica e giovanile nelle sue tre manifestazione (Laser Standard, Radial e 4.7) sono un patrimonio da preservare. Magari per qualcuno sono anche un potere allettante da raggiungere, ma principalmente sono una risorsa per fare crescere la vela sia a livello agonistico sia culturale. Intanto, dopo il lavoro degli avvocati di tutte le parti coinvolte, aspettiamo che il Consiglio FIV decida come muoversi, poi cercheremo di capire chi davvero aveva ragione. E a parlare sarano solamente i risultati sull’acqua.

 

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