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Sardegna
Come Porto Massimo, in Sardegna, all’arcipelago della Maddalena, avamposto verso le isole disabitate come Razzoli o Barettini. Preferito da un folto gruppo di habitué che ritornano ogni anno come rondini snobbando il blasonato Porto Cervo, a poche miglia,  da cui partono i megayacht di emiri e divi che affollano le baie più famose dell’arcipelago,  ignorando la splendida Marginetto o Corcelli, rifugio di uccelli marini. Ma anche il piccolo porto ha i suoi riti. Aperitivo al tramonto al baretto con vista sulle rocce rosse di Caprera, consulti sulle nuvole a forma di osso di seppia che annunciano  brutto tempo,  shopping di oggetti ispirati al mare alla Bottega del nodo, cambusa di mozzarelle, pane carasau e vermentino Terre bianche nel market.
Sempre in Sardegna, il marina di Arbatax, inaugurato qualche anno fa, è annunciato dalla casetta in stile caraibico: fanno tappa qui marinai provetti che raggiungono la spettacolare Cala Mariolu dalle acque turchesi e la sabbia borotalco e l’arco naturale Su Goloritzè.

Corsica
Avvistare il settecentesco paese di Centuri, in Corsica, un pugno di casette bianche, mare color cobalto, poche barche di pescatori nel piccolo porto, è un sollievo per chi ha doppiato capo Corso, il promontorio a forma di dito all’estremo nord dell’isola, perennemente spazzato dai venti. E’ il primo approdo sicuro, ma anche il più importante porto peschereccio della Corsica. Si getta l’ancora dietro l’isolotto e con il tender si raggiunge la terrazza ombreggiata di bougainvillae del ristorante Le Vieux Moulin: lasagne ai gamberoni con salsa allo zafferano e ravioli al brocciu, il tipico formaggio locale. Proseguendo verso ovest, si naviga verso la selvaggia costa del desert des Agriates: non ci sono dune e palme, ma alberi piegati dal vento, sconfinate distese di sabbia come la Saleccia dove è stato girato Il giorno più lungo, il film dedicato al D-day, lo sbarco in Normandia.

Francia
È il mare duro e più bizzarro del mondo, dicono i pescatori dell’Atlantico che si ritira lasciando dietro di nastri di sabbia dorata e un patrimonio di ostriche. Si affaccia qui La Rochelle, la cittadina francese patria di velisti doc come Isabelle Authissier, salvata da Soldini in pieno Pacifico. Qui si costruiscono le barche che partecipano alle regate più famose del mondo, qui fanno tappa i grandi navigatori che partono e arrivano dall’oceano. Alle sette di sera appuntamento a Le Glacier, sotto la Torre dell’Orologio, per un bicchiere di pineau, il liquore del posto, nato per errore mescolando vino e cognac. Ci si siede a tavola da André, un bastimento di duemila metri quadrati, più di un ristorante: le finestre sono oblò, le pareti fiancate di navi, il soffitto reti: il resto è un’orgia di salvagenti, gomene, lampare. Ci si rifornisce di capi da barca al grande emporio Les Sardiniers, sul porto di pesca, quai du Coureau: dalla vareuse, la camicia dei pescatori ai maglioni a righe blu di Le Minor o o quelli in lana pesante di Saint James.

Spagna
Se a Maiorca c’è il Real Club Nautico, lo storico yacht club feudo di re Juan Carlos, dove si cena tra coppe e cimeli, il porto preferito dai marinai è il lunghissimo fiordo di Minorca, nell’antica città di Ciudadela, uno dei più ridossi più sicuri del mondo, secondo l’ammiraglio Nelson. Ormeggio spettacolare a Cala Pregonda, sulla costa settentrionale, spiaggia rosa, acqua trasparente e aragosta alla catalana al ristorante Es Pla a Fornells.

Croazia
Vele gonfie tutto l’anno e mare calmo: le Incoronate, in Croazia, sono il paradiso dei velisti che navigano in Adriatico. A Sipnate, sul lato nordovest di Kornat, mare blu cobalto e le insalate di pesce e di granchi di Solana, ristorantino bomboniera con vista mozzafiato. Aragoste da Mare, a Katina, con ormeggio privato. Imperdibile anche Trogir, di fronte a Spalato, dall’anima veneziana e un centro storico chiuso al traffico.

Grecia
Proseguendo verso la Grecia, si scopre che Salvatores poteva scegliere ancora meglio per il film Mediterraneo, nell’isoletta di Agathonissi, nel Dodecanneso settentrionale. Solo pochi navigatori conoscono la piscina naturale lungo il fiordo profondo, a poche miglia dal porto di Samos. Si ormeggia al pontile, davanti al ristorantino e si assaggiano pesce e polipo freschi, ma anche agnello e capra, gli unici abitanti.

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