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Quando Caravaggio consegna l’Incredulità di san Tommaso, il marchese Vincenzo Giustiniani, collezionista d’arte ed estimatore del pittore bergamasco, nonostante sia il committente dell’opera e già proprietario di molte sue opere, rimane più scandalizzato che colpito dalla forza del quadro. Contro uno sfondo nero, la luce impatta senza pietà il Cristo che guida la mano dello scettico apostolo all’interno della ferita che si apre nel suo costato. Evidente nelle fronti corrucciate dei tre uomini che stanno di fronte alla figura del Nazzareno, lo stupore e la presa di coscienza di una realtà fino ad allora solo raccontata e non sperimentata.

 

NautorFinlandia-btcEcco, a volte capita di sentirsi come san Tommaso. L’occasione per infilare il dito nella piaga è stata, per fortuna di chi scrive, molto meno cruenta e trascendente, ma ugualmente illuminante. Un viaggio in Finlandia, organizzato dalla Nautor che per tre giorni ha ospitato un ristretto gruppo di giornalisti provenienti da tutto il mondo a Pietarsaari-Jakobstad, là nel nido dei cigni, dove nascono gli Swan. Giorni trascorsi nelle tre principali sedi del cantiere, il Boatbuilding Technology Centre (BTC, nella foto a sinistra) di Pietarsaari, la falegnameria di Kronoby e il centro di laminazione a Kallby, dove vedere se quel che si racconta (e si paga) per uno Swan è giustificato dalla realtà dei fatti o è solo leggenda. Per noi mediterranei abituati all’alternanza di giorno e di notte persino nel solstizio d’estate, l’aura di leggenda è data, anche dalla totale assenza di buio: qui, a 63 gradi di latitudine nord, in questo periodo dell’anno, la luce non svanisce mai dal cielo. Certo, la teoria si conosce, ma vivere in pratica 72 ore di luce naturale è un’altra cosa. 

 

NautorFinlandia-postoIn questo spicchio di Finlandia (a destra) si parla più svedese che finlandese, “in effetti siamo stati più a lungo svedesi che finlandesi: dal XII all’inizio del XIX secolo, la Finlandia era una parte della Svezia e dopo oltre un secolo di dominazione russa, abbiamo dichiarato l’indipendenza nel 1917, con la rivoluzione d’ottobre”, spiega lo studioso di storia locale Guy Björklund, che aggiunge: “la prima carta geografica del golfo di Botnia, risalente alla fine del XVII secolo, in cui si vedono slitte trainate da renne che attraversano il mare gelato tra i due stati, nella zona di Jakobstad riporta la scritta in latino: qui si costruiscono buone navi”. Come dire, la cantieristica da queste parti è nel dna.

 

NautorFinlandia-interno-115Riprova di tutto ciò si trova dentro i capannoni della Nautor, antri segreti in cui l’accesso è consentito solo a chi ci lavora o ai fortunati membri del Club Swan, il circolo che riunisce gli armatori della barche uscite dagli scali del cantiere rilevato da Leonardo Ferragamo nel 1998 e pochi altri eletti. Qui si scopre che cosa significa costruire uno Swan 115, la più recente ammiraglia del marchio, che è stata visitata con lo scafo appena laminato e post curato in forno, ancora senza coperta, capovolto e pronto per la stuccatura (a sinistra).

 

NautorFinlandia-laminazioneDiventa chiaro, vedendo come procede la  laminazione dei due semiscafi che prendono forma negli stampi femmina (a destra), che i 10mila metri quadrati di fibra di carbonio utilizzati, sono esattamente quelli che servono per avere un manufatto che garantisca sicurezza e prestazioni. Calcolando che i tessuti di questo tipo costano 50 euro al metro quadrato, è facile calcolare a quanto ammonta la spesa del cantiere solo per acquistare la materia prima.

 

Enrico-Chieffi“Chi sceglie uno Swan non cerca una barca sperimentale, il custom ipertecnologico,” Spiega Enrico Chieffi (foto a sinistra), l’amministatore delegato del cantiere, “desidera, invece, uno yacht realizzato con teconlogie all’avanguardia, ma già conosciute e affidabili. Che garantisca prestazioni sportive in linea con la tradizione del marchio, sin dalla nascita legato alle regate, con il comfort e l’eleganza che hanno da sempre contraddistinto i nostri modelli, sempre pensati per la crociera veloce”.

 

NautorFinlandia-libreria-essenzeParole che potrebbero rimanere slogan se non fossero accompagnate anche dalla visita alla falegnameria, dove esiste una particolare libreria (a destra) in sono conservati tutti i campioni dei legni usati su ogni modello Swan dall’inizio degli Anni 80, per garantire sempre che l’eventuale ricambio sia esattamente come il legno originale.

 

NautorFinlandia-interni-impiallicciatiQui, si capisce come mai, all’interno di un 33 metri sono utilizzati circa 600 metri quadrati di legno, necessari per impiallicciare (a sinistra) i mobili realizzati in composito. Quando si osservano gli arredi durante la loro realizzazione o assemblati fuori opera prima di essere inseriti nello scafo, ci si accorge che  “uno Swan dev’essere uno Swan anche dove nessuno lo vedrà mai, altrimenti non lo è affatto” come ci spiega Kjell Vesto, direttore delle operazioni del cantiere.

 

Swan-36-TarantellaOggi Nautor ha ritrovato la sua identità, dopo qualche anno in cui sembrava cercare un futuro diverso da ciò che gli suggerivano le sue esperienze passate. Cominciate nel 1966 con il primo Swan 36 Tarantella (a destra), oggi riacquistato e coccolato dal cantiere e messo a disposizione dei propri dipendenti per le crociere estive, e poi riaffermate con forza nel 1968 con il Casse Tete II, un altro 36′ che vinse la Cowes Week di quell’anno, e poi ancora nel 1974 quando lo Swan 65 Sayula II del messicano Ramon Carlin, vinse la prima edizione della Withebread Round the World Race, oggi Volvo Ocean Race. Questo ketch, che per molti rappresenta una delle più belle barche di serie mai realizzate, materializzava lo spirito Nautor: una barca marina, competitiva e allo stesso tempo confortevole.

 

NautorFinlandia-freseOggi, si diceva, a Pietrasaari hanno ritrovato quello spirito. Una linea di barche che comprende sette modelli dal 53′,  al 115′, rigorosamente di serie anche se customizzabili negli interni, progettati tutti dallo studio German Frers, e totalmente ingegnerizzati e realizzati da uomini Nautor, anzi, uomini e macchine, come le frese a controllo numerico di Kallaby (a sinistra), che danno forma ai modelli per gli stampi su cui saranno costruite le barche vere e proprie.

 

NautorFinlandia 105-rsOddio, qualche strappo alla regola si riesce a negoziare, come il 105 RS (a destra) già varato e in allestimento durante i giorni della visita, con soluzioni altamente personalizzate, tanto da essere considerato semi-custom, con la cabina armatoriale a poppa che quando lo specchio di poppa è aperto affaccia direttamente sul mare, grazie a una porta scorrevole capace, però di garantire l’assoluta resistenza agli elementi, anche in caso di collisione.

 

Insomma, dopo l’esperienza finlandese ci si sente come l’apostolo che ha ricevuto la prova materiale di quanto aveva sentito solo dire. E da quel momento si affronta la realtà in modo più consapevole.

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