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La voglia di velocità ha sempre più seguito tra i velisti. I record del Vor 70 Maserati, quelli del mega trimarano Spindrift 2 (ex Banque Populaire 5), il ritorno a nuova vita di Mari Cha IV (il monoscafo più veloce del mondo) sono tutti indici di un acceso interesse verso le alte prestazioni. Che sono sempre più alte. Merito delle innovazioni progettuali come i software di calcolo fluidodinamico, dei nuovi materiali e delle nuove tecniche di costruzione. Così oggi si riescono a ottenere barche molto più rapide. Soldini è pronto ad attraversare l’Atlantico, così come l’equipaggio di Spindrift. Jim Clark, il fondatore di Nestcape, tramite il velista Ken read ha commissionato allo studio Van Peteghem-Lauriot Prevost (VPLP): «il monoscafo più veloce del mondo», purché limitato ai 100’di lunghezza fuoritutto, estremo superiore degli yacht che possono partecipare alle grandi classiche dell’altura come la Rolex Sydney Hobart.

 

Quindi, prima che si riapra la stagione dei record, ecco cosa è successo finora. Tutti i dati sono verificabili nel sito del World Sailing Speed Record Council, l’ente che sovrintende e certifica i primati di velocità a vela.

 

Clicca sui grafici per ingrandirli:

 

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Grafico 1 – L’accelerazione delle prestazioni dal 1854 al 2009

Il grafico illustra l’andamento delle velocità medie sulle 24 ore. Si nota che dal 1854 al 2014 (il 2009 è l’anno dell’ultimo record, tuttora valido) ovvero in 150 anni la velocità è circa raddoppiata. Tuttavia è utile osservare come l’80% di questo incremento si sia avuto negli ultimi 15 anni.

 

Grafico 2 – Le migliori prestazioni sulle 24 ore

Ecco i protagonisti, in solitario e in equipaggio, mono e multiscafo sulle medie di percorrenza giornaliere.

 

Grafico 3 – Velocità a vela sulle 24 ore

Oltre a evidenziare quanto siano diventate veloci le barche a vela e quante miglia riescano a macinare in un solo giorno di navigazione, si nota anche di come sia sempre aperta la sfida tra i multiscafi: sarà un tri, barca più potente, o un cat, barca più leggera, la prossima barca più veloce? Per il momento i due scafi hanno fatto segnare dieci primati, il trimarano solo cinque. Tutto il fervore intorno al 2000 è merito delle barche realizzate per The Race, giro del mondo senza limiti per barche ed equipaggi partita da Barcellona il 31 dicembre 2000 (. Per la cronaca a vincere fu Club Med con Grant Dalton come skipper).

 

Grafico 4 – Giri del mondo

Come sono variate le velocità medie e i conseguenti giorni di navigazione sulle 21.600 miglia nominali del giro del mondo passando per i tre capi : Buona Speranza, Leeuwin e Horn. Nel grafico sono indicati via via i vari primati: per mono e multiscafi, per singoli ed equipaggio.

Una nota: English Rose V, in realtà non era uno yacht condotto da una persona sola, ma un doppio. Seconda nota, l’assenza di regate no stop in equipaggio riservate ai monoscafi ha di fatto lasciato libero il campo ai solitari: chi deve puntare al record assoluto, oggi, sceglie un multiscafo.

 

Grafico 5 – I protagonisti sui 500 metri

Le diverse ‘macchine da guerra’ che hanno fatto segnare le più alte velocità medie.

 

Grafico 6 – Le velocità medie dei mezzi a vela raggiunte sui 500 metri

Ecco come invece sono variate le velocità di punta raggiunte con mezzi appositamente progettati per questo scopo in condizioni ideali (vento forte e acqua piatta: Luderiz e Walvis Bay in Namibia sono attualmente gli spot più gettonati da chi mira al record). A onore del vero la barca a vela classica è da tempo fuori dal gioco, da quando il proa Crossbow nel 1972 superò i 25 nodi. E le prestazioni da urlo sono merito di attrezzi ben strani come Yellow Pages e il Vestas Sailrocket 2. Alla fine l’Hydroptere (la prima barca a vela superare i 50 nodi sul miglio, il primo mezzo a vento in assoluto è stato un kite) era il più marino di tutti, nel senso che naviga anche in acque aperte. Windsurf e kitesurf, per alcuni anni al vertice della piramide prestazionale, oggi paiono lontani da quelle «velocità smodate», anche se rispetto alle barche, non hanno perso la loro vicinanza formale e progettuale all’idea iniziale.

 

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