Massimo-Paperini

La polemica social che ha tirato in ballo Massimo Paperini sulla pagina Velisti in Facebook parte da un suo progetto, il Canard Quaranta5, disegnato per un armatore che, come spiega il progettista, «voleva semplicemente un daysailer per andare da Punta Ala, dove tiene la barca, all’Elba, circa 17 miglia. La voleva velocissima, leggera ed essenziale e questo è quello che gli abbiamo proposto: una barca costruita interamente in carbonio con deriva mobile e zavorra liquida».

 

canard-Quaranta5-big Tuttavia, per una certa parte degli iscritti al gruppo (e si pensa, quindi, per una certa parte della comunità velica) quella che si vede qua a sinistra era una cosa: «non degna di essere chiamata barca», «una clinica», «una sala d’attesa», e via disprezzando. Qualcuno ha scritto: «Dopo 10/15 ore di mare formato e vento a 30/35 nodi discendere sottocoperta e trovarmi in questo ambiente freddo e asettico da IKEA, risalirei immediatamente in coperta. Almeno il mare, il vento e i colori della natura mi rincuorerebbero. Con questo non voglio dire che il progetto degli interni non sia valido, anzi lo trovo ideale per un loft», «a piazza Navona», ha aggiunto un altro. 

 

40 anni di progetti

Quaranta5-poppaNon lontano dalla piazza menzionata dal critico Facebook user, in via del Babuino 144, Massimo Paperini, fondatore dello studio Duck Design, disegna barche da più di 40 anni e come progettista navale le firma dal 1980. Tra progetti IOR e IMS la sua matita ha dato le forme a quattro campioni mondiali oltre a numerosi campionati Italiani ed europei. È stato consulente FIV presso l’Orc di Londra per i regolamenti di stazza e, sempre per la federazione, fino al 1990 è stato team manager ai campionati del mondo di vela d’altura e all’Admiral’s Cup. Oltre ai nuovi progetti di maxi yacht a vela e a motore si occupa da alcuni anni di refitting di barche d’epoca. Come chiarisce lo stesso designer: «A oggi, a firma di Massimo Paperini, sono state varate oltre 400 imbarcazioni, One-Off e di serie». Insomma, un professionista che sa di quel che parla: ha tenuto anche molte conferenze proprio sui temi dello yacht design contemporaneo. E, a giudicare dai numeri, sa anche quel che disegna. Gli abbiamo chiesto di ribattere alle critiche. 

 

Quaranta5FB-83Cosa risponde, architetto, a chi dice che una barca come quella è troppo essenziale, senza i requisiti di sicurezza come i tientibene, con gli spigoli troppo vivi o la cucina non basculante?

«Richiedono risposte diverse. Intanto una barca si progetta in funzione di come sarà usata: il Canard Quaranta5 (nei rendering qui a fianco e sopra, a destra) è un daysailer e quindi non ha tante necessità di stare per mare a lungo. Visto il suo uso giornaliero, come una deriva, è difficile che navighi in mare aperto per molte ore e che sotto vela ci sia la necessità di cucinare o di muoversi spesso sottocoperta. Ecco cosa ha portato ad alcune scelte generali. Sulla praticità d’uso, poi, credo che più che da un solo rendering, si dovrebbe giudicare solo dopo una prova personale e una attenta visita interna.

Da un’immagine non si verificano le reali dimensioni, l’ergonomia e tutte quelle cose che consentono di capire se una barca è comoda e marina oppure no. Per esempio, su questa barca sono previsti tientibene incassati nel cieletto lungo tutto il percorso dall’ingresso fino alla cabina di prua. Gli spigoli esistenti sono solo quelli tra la dinette e la cucina da un lato ed il carteggio dall’altra ma non sporgono oltre il divano o la cucina stessa quindi non risultano né pericolosi né, tantomeno, poco confortevoli. Non dimentichiamo, poi, la presenza della cassa della deriva mobile che essendo al centro barca è un buon punto di appoggio a barca sbandata sia per quando si cucina sia quando si carteggia». 

 

46 small-11Quindi anche interni così moderni ed essenziali tengono conto di come si sta in mare…

«Ci terrei a segnalare che il sottoscritto, prima di diventare progettista, ha regatato per anni su barche IOR e IMS sia in regate costiere sia d’altura (Sardinia Cup, Giraglia, Middle Sea Race solo per citarne tre) e conosce bene le problematiche di vita a bordo durante lunghe e difficoltose navigazioni». 

 

Per cui si possono disegnare barche attuali e marine?

«A mio parere, la capacità di un buon progettista è proprio interpretare, quando richiesto, l’oggetto barca in chiave “contemporanea”, mentre per troppi anni è stato visto in modo ripetitivo e tradizionale. Quando abbiamo proposto il Canard Quaranta6 (nei rendering qui a lato e, sotto, gli interni), un’evoluzione più crocieristica del Canard Quaranta5, abbiamo comunque adottato un design attuale. Senza trascurare tutti quei dettagli di comfort ed ergonomici necessari quando si progetta l’unico mezzo di trasporto che si muove nella zona di confine tra due fluidi (aria e acqua) e sul quale si vive contemporaneamente all’interno e all’esterno, sia in situazioni dinamiche sia statiche». 

 

46 small-38Qualcuno sostiene che è un progetto troppo… moderno. 

«Tutto si evolve, perché non anche le barche? Il problema è la testa delle persone che non si apre e spesso non cambia e rifiuta tutto ciò che per loro non è rassicurante come la mamma o qualche volta la moglie. Ma anche in termini assoluti, se mi si chiede, o se voglio disegnare, una barca moderna, o meglio: “contemporanea”, perché dovrebbe essere esclusivamente classica? È una contraddizione in termini».

 

Ma così, si dice, se tutti i progettisti disegnano barche moderne ai velisti saranno solo proposte barche moderne, perché i cantieri produrranno solo barche disegnate in quel modo…

«I cantieri, pur di guadagnare, fanno sempre più spesso quello che chiede il mercato. Il mercato però, e per fortuna, aggiungerei, è molto vario, va dalle barche d’epoca alle barche con il DSS (il Dynamic Stability System, un sistema che usa un foil che esce dal lato sottovento della carena, ndr) è la clientela che deve scegliere ciò che preferisce senza demonizzare chi fa qualcosa di diverso e, forse, di più contemporaneo. E per avere certezza che non escludo il classico dal mio lavoro, vi invito a visitare il mio sito dove potrete trovare interessanti refitting di barche d’epoca a conferma che la nostra attività progettuale non è a senso unico, ma spazia in varie discipline dello yacht design».

 

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