luna-rossa-tumori

Una Luna Rossa perché siano sempre meno le lune nere. L’equipaggio del sindacato challenge della 35esima Coppa America ha aderito volontariamente al programma di prevenzione oncologica organizzato nel Centro di prevenzione di Siena dal professor Franco Nobile, presidente della Legatumori del capoluogo toscano. A sottoporsi ai controlli il 17 febbraio scorso anche Max Sirena, Francesco Bruni e Matteo Plazzi, che hanno beneficiato delle strutture diagnostiche del centro senese, che rimarranno a disposizione del team con la banda rossa per tutta la prossima campagna di avvicinamento alla Vecchia Brocca.

 

Lo skipper Max Sirena è anche testimonial del progetto Tumore al seno: cosa dire ai propri figli. Un kit informativo che la Legatumori Senese distribuisce gratuitamente e contiene anche Mamma voglio che tu stia bene, testo scritto dalla psicologa Beatrice Chiodini edito da Humanitas. Il volume ricco di immagini è realizzato tenendo conto delle necessità delle madri cui viene diagnosticato un tumore al seno: come spiegarlo ai figli e come dovranno gestire i momenti difficili durante la cura della malattia.

 

Max Sirena: «Ritengo estremamente importante supportare la Lega Italiana per la Lotta contro i TumoriLa prevenzione e l’eventuale diagnosi precoce sono due armi indispensabili per combattere questo male e sono felice di poter contribuire alla sensibilizzazione su questo tema. Voglio inoltre ringraziare il Professor Nobile e i suoi collaboratori per l’estrema professionalità e per l’opportunità che hanno offerto al team», ha concluso il comandante delle barche del team di Patrizio Bertelli. A fargli eco Franco Nobile: «La diagnosi precoce è fondamentale per prevenire il tumore, diventa una patologia curabile. Come hanno potuto constatare anche gli atleti del team Luna Rossa si tratta di esami non invasivi, che è bene svolgere almeno una volta l’anno. Luna Rossa è un simbolo per gli italiani e spero che la disponibilità del team a sottoporsi al check up completo possa essere di esempio per molti».

Commenti

CONDIVIDI