Croazia

Una costa frastagliatissima, più di 1000 isole, 2600 ore di sole all’anno. Marine perfettamente attrezzate. Ma soprattutto insenature deserte dove gettare l’ancora nel silenzio ridossati da tutti i venti.

Si vola spinti dal maestrale tra i resti emergenti delle Alpi dinariche che oggi formano la formidabile linea costiera dall’Istria al Montenegro, poco più a sud del celebre parco marino delle Kornati.

 

Un labirinto di isolotti di bianca roccia carsica, simili a montagne lunari sospese nell’acqua di cristallo. Sono le Kornati, dal 1980 parco nazionale, dove il vento è gagliardo ma le onde non sono mai alte grazie ai mille ghirigori della costa. Navigare in quest’arcipelago della Dalmazia a un passo da casa, alle Kornati, nel Mare Nostrum, perfetto per i velisti che arrivano qui da tutta Europa e possono contare su marine attrezzatissime che non stonerebbero in Costa Azzurra.

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Veleggiare alle Kornati, Croazia – Foto shutterstock.com

Da Murter si prende il largo: destinazione Kornati

L’imbarco è a Murter collegata alla terraferma da un ponte levatoio che viene alzato per far passare le barche. Alle spalle della raffinata marina di Betina, cantieri di maestri d’ascia e un colorato mercato del pesce. Si prende il largo per le Kornati, a dieci miglia, spettacolari, aride e solitarie. E si entra nel parco dal passaggio tra la punta meridionale dell’isola di Kornat e il faro di Vela Smokvica. Lasciandosi l’isola di Lunga sulla sinistra, si naviga in acque calme. Il mare aperto si affronta dopo, tra Kasela e Kolobucar. Di fronte, falesie alte un’ottantina di metri su cui si frangono onde spumeggianti. Mentre è piatta come un lago la bella baia di Lavsa, ottimo approdo per la notte, ridossata da tutti i venti.

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Prua a nord ed ecco Piskera con la chiesetta costruita dai pescatori e uno dei pochi pozzi d’acqua dell’arcipelago. Ogni miglio regala emozioni. Dagli strapiombi scenografici sul lato est dell’isola di Rasit e di Mana a forma di àncora ai cliff di Mrtvac. A Zut, in croato l’isola gialla, ricoperta di ginestre, ci accoglie l’idilliaca baia di Burtina dalle acque smeraldo e una bella marina Aci. Un bell’approdo è la baia di Pristanisce, sulla sponda est.

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Splendida baia deserta, Dalmazia, Croazia – Foto shutterstock.com

A Setbenik inizia un altro viaggio. Ovunque si getti l’ancora, l’aria ha il profumo della macchia mediterranea; la natura è rigogliosa, i pini marittimi si specchiano nell’acqua trasparente. La città merita senz’altro una sosta. Il lungo dominio della Serenissima ha lasciato gioielli come la quattrocentesca cattedrale di San Giacomo, la rinascimentale Loggia Grande e gli imponenti forti di Sant’Anna. È emozionante veleggiare al tramonto fra le isole dell’arcipelago, i contorni si infiammano, mentre le nuvole all’orizzonte si tingono di sfumature giallo-arancione.

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Il magnifico arcipelago delle Kornati al tramonto – Foto shutterstock.com

A Zmajan, una distesa di vigneti attraversata da muretti a secco, si osservano i pescatori di calamari in piedi sulle barchette mentre si accendono le lampare e le prime stelle compaiono nel cielo azzurrino. A Hvar, il centro storico, i monumenti della dominazione veneziana rubano la scena al mare e ai suoi gioielli di roccia. Da qui, prua verso l’isola di Vis per un ormeggio commovente nella spettacolare Cala Stiniva, fiordo che nasconde una spiaggia da film e un anfiteatro naturale verdissimo.

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Sandy beach, Kornati, Croazia – Foto shutterstock.com

Doppiando il faro si raggiunge invece la marina attrezzata per fare rifornimento di acqua e magari pesce fresco. Poi si può scegliere un aperitivo musicale al Peronospora Blues, un bar alla fine del porto del capoluogo dell’isola dove tra candele, quadri e tavoli di legno si assaggiano rossi strepitosi. Ma anche una cena al ristorante del cuoco-filosofo Senko Karuza a Molo Travna, una casetta di pietra. Per assaggiare i saporiti piatti della tradizione ascoltando le storie isolane del patron. La favola continua.  

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