Sono in Bretagna, siamo tutti d’accordo che qui ne sanno qualcosa di barche. Sebbene molti dei team di maggior successo di oggi vengono da qui (ricordiamo che sono stati i bretoni a vincere le ultime Vendee Globe, Volvo Ocean Race e Mini America’s Cup) è strabiliante vedere quanto la tradizione viva fianco a fianco con l’innovazione più estrema.

 

Mi trovo nel piazzale del cantiere Multiplast di Vannes. Vi descrivo cosa vedo. Lato mare c’è il trimarano di 105’ di Thomas Coville Sodebo, costruito nel 2007 per andare a caccia di record per gli oceani, oggi abbandonato perché… troppo lento e non al passo coi tempi.

 

beltrando-bretagna-3

 

All’angolo opposto c’è, nascosto dalla sua immancabile sigaretta, sua maestà Loick Peyron fresco di riconferma con Artemis per la prossima Coppa America. 

«Cosa fai qui Loick?», chiedo io.

«Sto mettendo in pista questa meravigliosa barca gialla!», risponde lui…

 

beltrando-bretagna-2

 

Io guardo… una specie di hobie cat oceanico, bruttino, ma che in realtà ha fatto un po’ la storia dei multiscafi. Si tratta di A Capella del 1979: nessun foil, ale rigide o accrocchi elettronici. Una barca che più o meno chiunque potrebbe portare.

 

La passione e la competenza per la vela, da queste parti portano alla condivisione tra due mondi apparentemente lontani. Il passato e il futuro.

 

Commenti

CONDIVIDI