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L’imbarco per Anguilla e le sue isole è al marina di Oyster Pond, a Saint Marteen, uno dei più attrezzati, in una laguna dalla forma di ostrica, Spinti dalla brezza costante degli alisei, si può arrivare ogni sera al tramonto in un’isola diversa, passando la notte alla fonda in calette solitarie. Una settimana da Robinson: si incontreranno tramonti infuocati, boschetti di palme e ibisco, pescatori di aragoste, cucinate in un rudimentale barbecue nella sabbia.

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Pinel Island

Pinel Island, verdissima, è protetta da una lunga striscia di sabbia: il fondale roccioso sul lato sud, buon tenitore, è riparato dai venti e dalle correnti. Una veleggiata porta a Tintamarre Island, annunciata dalla superba  spiaggia bianca e dal mare turchese. Qui si può gettare l’ancora, anche se spesso la barca rolla mossa dalle correnti, gli ancoraggi migliori sono sulla costa nord. Il grande scoglio di Anguillita, aspro, appare sulla punta sud occidentale  di Anguilla. Impossibile, però, doppiare il capo navigando nel canale di acque turchesi e smeraldo che separa l’isolotto dall’isola principale. Il fondale è profondo soltanto mezzo metro, qua e là affiorano pericolose rocce. Sosta d’obbligo Road Bay, il porto di Anguilla: qui si fa dogana, acqua e carburante e si ottiene il permesso per navigare nel parco marino protetto. Dal mitico Johnno’s Place (nella foto a destra), a Sandy Ground, intriso di rhum, arrivano echi di languide beguine, scatenati reggae.

 

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Sandy Island, l’isola delle barzellette

L’isoletta che appare, a un miglio dalla costa, è quella delle barzellette. Le altissime palme sono state spazzate via da un  uragano, ma Sandy Island (nella foto in copertina) è comunque spettacolare, un grande banco di sabbia rotondo dove i pescatori preparano piatti di lambis, le conchiglie rosa dal sapore prelibato. Attorno, il caleidoscopio di azzurri, blu cobalto, smeraldo dell’acqua. Si può ormeggiare solo sul lato ovest, muovendosi cauti per evitare i bassifondi. Dog Island, piatta, senza vegetazione, con belle spiagge, è l’isola degli uccelli, ce ne sono centinaia, soprattutto fregate. L’unica rada protetta dal mare, ma non dai venti è Bay Rock, a sud, con fondale di sabbia e roccia, in cui gettar l’ancora. Nuotando nel mare smeraldo, a nord, ci si insinua in un acquario tropicale popolato di pesci pappagallo, barracuda. Tre miglia a sud si raggiunge Prickly Pear, due isolotti con una baia protetta e alcune boe di ormeggio. E’ una delle isole più belle, un trionfo di piante, spiagge bianche, e lo snorkeling mozzafiato.

 

anguilla-5Scrub Island

Scrub Island è annunciata dalla grande spiaggia e dalla foresta tropicale. L’unico ormeggio possibile è sul lato ovest, al centro del canale che separa l’isola da Anguilla, ma l’onda lunga e il fondale sabbioso invitano alla prudenza: meglio una doppia ancora. Little Bay, una delle più spettacolari calette di Anguilla, si scopre con il dinghy perché è proibito ormeggiare nello specchio blu vicino alla spiaggia. I gaudenti danno fondo davanti al sibaritico hotel Cap Juluca, a Moundays Bay (nella foto a sinistra). Per godersi una cena sulla spiaggia nel ristorante George’s, sotto un cielo carico di stelle.  

 

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