vento-home

 

Sfidare il vento, ma non solo. Si può anche farsi accarezzare dalla brezza gentile mentre si legge un libro in un aranceto, ascoltare il suo linguaggio antico in una caletta profumata di mirto o passeggiando tra le rocce che sembrano sculture di Henry Moore, a picco sull’acqua più azzurra del Mediterraneo, ma anche in un’isola dell’Atlantico dove si scoprono immense spiagge di sabbia dorata, come ai Caraibi. Via col vento, allora, dal golfo di Orosei all’isola di Boazcada, in Turchia. Nel bagaglio, un cd vintage, il mitico Blowin’ in the wind di Bob Dylan, un aforisma di Seneca “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare…” e Il Libro del vento (Sperling & Kupfer), per dare un nome al soffio leggero o alla folata impetuosa.

vento ogliastraI mille colori dell’Ogliastra, nel Golfo di Orosei

Blu, azzurro, turchese, verde ma anche oro. Cambia il colore del mare in Ogliastra, nel Golfo di Orosei, increspato dal grecale o dal maestrale. Un tratto di Mediterraneo selvaggio, da Mari del Sud, annunciato da una foresta millenaria di uliveti, lecci, lentischi e euforbie. Quattordici miglia di calette ricoperte da distese di asfodeli come Cala Mariolu o la celeberrima Cala Luna location di Travolti in un mare d’azzurro della Wertmuller, del remake con Madonna e da un’infinità di altre pellicole. Una costa ben difesa dai sardi che hanno costretto il tycoon Paul Allen, numero due di Bill Gates e della Microsoft, a sparecchiare tavole imbandite dentro una grotta e a ritornare al largo. Nei pressi del capo Monte Santu si impennano le falesie dei Falchi, predilette dai rapaci per le loro acrobazie, che annunciano la spiaggia di ciottoli bianchi di Goloritzé, dominata dal pinnacolo dell’Aguglia. I fondali sono un acquario tropicale: si fa snorkeling attorno a un menhir calcareo di 120 metri che emerge dal mare. Termina qui il trekking Selvaggio Blu, uno dei più belli del mondo, quattro giorni di cammino, senza mai perdere di vista il mare. Compagno di viaggio il vento che non manca mai, assicurano gli habitué. Lo spettacolo continua a cala Sisine, incuneata  nelle rocce punteggiate di verde della macchia mediterranea: in età romana ospitava un piccolo porto, ora solo silenzio e folate benefiche, sotto il sole implacabile. Accanto a grandi olivi, vicino a una torre aragonese per l’avvistamento dei pirati e alla chiesa del Mille, Santa Maria Navarrese, a metà del golfo di Arbatax. A pochi chilometri dal mare, Tortolì, capoluogo dell’Ogliastra. Poco charme, ma un indirizzo prezioso, la trattoria Da Lenin, rifornita ogni giorno dai pescatori: insalata di mare, bottarga, spaghetti all’astice, crostacei bolliti.

vento roccapinaFar perdere le tracce in Corsica
Dove la Corsica finisce, all’estremo sud ovest, il vento, maestrale, levante o libeccio, è un presagio di litorali arruffati e insenature capricciose. Ma anche di bestiari come il gigantesco leone di granito che sorveglia la polinesiana Roccapina, sabbia rosa, acque turchesi e cespugli del raro ginepro fenicio o l’infinita Erbaju, due chilometri di sabbia e dune color ocra. Solo la brezza costante permette di percorrere anche in piena estate i sentieri che attraversano distese di maquis, la macchia mediterranea e portano ad altre cale protette dal provvidenziale Conservatoire du Littoral. Dove flaner, vagabondare, dal Tralicetu a Cala Barbaria dalla sabbia d’argento. Lungo la strada per Sartène invece, città fortezza aggrappata alla montagna, si assaggiano i piatti della cucina dei pastori, l’agnello, i formaggi come il saporito brossu. Al tramonto, si ritorna al mare. Per far perdere le tracce all’hotel Lilium Maris, una costruzione senza fascino ma con location mozzafiato, sulla spiaggetta di Tizzano.

vento ile-d-yeuIle d’Yeu, angolo di Francia dai colori d’Irlanda
Ma il vento può essere un soffio gradevole e il clima mite anche in Atlantico, grazie alla Corrente del golfo che riscalda le acque dell’Ile d’Yeu, al largo della Vandea. A fine giugno, appaiono all’orizzonte gli ultimi thonier, i pescherecci di germon, i tonni bianchi sopravvissuti dalla flotta di anni fa, quando l’isola era il primo porto di pesca di Francia. Un angolo che ha i colori dell’Irlanda, dove crescono fichi, agavi e rosmarini. Sulle casette bianche di port Joinville, il capoluogo, poco più di un villaggio, sulle fattorie sperdute tra distese di fiori, non manca mai la tradizionale girouette, la banderuola segnavento in ferro smaltato variopinto, a forma di sirena, gabbiano, delfino (in vendita nella bottega A’ la forge coco, 3 rue de la Lutin, tel.0033251583393). Il must sono le spiagge, una ventina di mezzalune di sabbia dorata, annunciate da fioriture di orchidee, biancospino e gigli marittimi che contrastano con la pietra scura di menhir. Da scoprire in bicicletta, il mezzo di trasporto dell’isola. Al tramonto anche il vento più sostenuto cala. E’ il momento di un pastis al Café Maritime, sul Quai Carnot. Tra pescatori col basco blu e la faccia alla Jean Gabin. La cena è in riva al mare, alla Marée, rifornito dall’asta del pesce. Fino a ottobre protagonista è l’astice.

vento primostenIl quadretto bucolico della penisola di Primosten, in Croazia
Ritornando nel Mediterraneo, è un quadretto bucolico la penisola di Primosten, in Croazia, tra Sebenico e Spalato, allungata come un vascello di pietra nel mare punteggiato di isolotti rocciosi. Un angolo d’antan sotto il cielo azzurro attraversato da nuvole bianche, il vento leggero, il profumo dei pini inebriante, le cicale impazzite che friniscono, un asino solitario. Qui non ci sono monumenti importanti, ma solo la Chiesa di San Giorgio del 1400, con il campanile che fa da faro ai naviganti, casette medioevali di pescatori, qualche konoba, trattoria ruspante come il Restoran Kamenar, un trionfo di sapori locali. Patron indiscusso è il Maistro, il maestrale, il vento dominante in estate che porta a Sudest, nel Mare d’Oriente e ha levigato forme bianche, massi carsici sotto le quali si proteggono lecci e ulivi. I vigneti degradano verso il mare protetti da una geometrica ragnatela di muretti a secco, la macchia mediterranea sfiora la spiaggetta di ciottoli bianchi di Popozo dove gli happy few aspettano il  tramonto quando il  mare diventa color porpora.

vento boazcadaVerso l’Oriente: Turchia, un luogo dell’anima
Verso Oriente, in Turchia, l’Imbat, il vento fresco del Sud  che porta bel tempo, si incanala nello Stretto dei Dardanelli, accarezza la distesa di vigneti dell’isola di Boazcada, l’antica Tenedo cantata da Omero, rinfresca la spettacolare fortezza ottomana costruita sulla punta del capo racchiusa tra le mura possenti erette da Solimano il Magnifico, le case in pietra colonizzate dall’enclave di attori, giornalisti, bon vivant che si è affiancata a contadini, pescatori e militari, fino a vent’anni fa unici abitanti dell’isola. Una Turchia che ha il sapore della Grecia a cui apparteneva fino al 1912, dove può capitare di incontrare uno studioso che declama versi dell’Iliade in riva al mare. Boazcada è un piccolo paradiso soprattutto per le spiagge: le più spettacolari sono lungo la costa meridionale. Di sabbia e sassi come l’Ayana, affacciata su acque dai riflessi caraibici come Ayazma dominata dal monastero greco, attrezzata con chioschi e ombrelloni come Habbele. Ancora più affascinante la solitaria caletta di Ariana, circa 30 minuti a piedi dal villaggio. Attorno al porto, invece si affacciano ristorantini riforniti ogni giorno dalle barche da pesca e alberghi di charme. Il più suggestivo è il Marti Restaurant Café, pochi tavolini sullo sfondo della fortezza illuminata. Protagonista dei piatti e dell’infinità di mezé, gli antipasti, il pesce, dai calamari ai branzini. In una vecchia stradina, si scopre invece il Salkim, facciata decorata con affreschi di grappoli d’uva, piatti  locali. Lo stile dell’isola si ritrova negli hotel di charme, ospitati in antiche dimore ristrutturate. Come il Kaikias, insospettabile in un’isola sperduta: volte, letti a baldacchino, pezzi di antiquariato. Ma il posto più romantico è sull’incantevole Aquarium Bay. Anche se la ruspante pensione è diventata l’Akvaryum Otel, l’emozione è la stessa, il mare a pochi passi, il bagno nelle piscine naturali turchesi, lo snorkeling sui fondali ricchissimi di pesci,le passeggiate nelle grotte.
Unico rumore, il vento e il canto degli uccelli marini. Un luogo dell’anima.

© Sailing & Travel Magazine 2012 – Riproduzione Riservata

Commenti