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Per sognare, per scappare lontano e trovarsi vicino, gli uomini spesso devono attraversare il mare”, diceva la scrittrice Karen Blixen. Ma anche poter ritornare quando l’isola comincia ad andare stretta. L’arcipelago di Porquerolles è a sole tre miglia dalla costa provenzale di Hyères. Un mondo a sé, da scoprire prima che sbarchi biblici anche di 10 mila persone al giorno invadano le isolette verdissime che non stonerebbero nell’Italia del Sud o in Grecia.

 

Da Paul Valery a Clint Eastwood

porquerolles-6Parco naturale con molte regole: niente auto, né moto, né tende da campeggio, né barbecue, sigarette fuori dai centri abitati, né pesca subacquea o reti a strascico. Una filosofia apprezzata da un’enclave di appassionati, da Clint Eastwood che durante il festival di Cannes arriva qui in elicottero, all’intellighentia francese e italiana: un famoso avvocato milanese che ci arrivò in barca molti anni fa, tra maggio e giugno, trascorre abitualmente un mese a Le Manoir, l’unico albergo di Port Cros. Ma in passato famosi scrittori come Paul Valery, Colette, Andrè Malraux, sono approdati qui. Forse attratti anche dalla storia avventurosa delle isole. I pirati nascondevano qui i loro bottini, il primo proprietario di Porquerolles che aveva fatto fortuna scoprendo una miniera d’argento in Messico, la comprò all’asta nel primo Novecento e la offrì alla moglie come dono di nozze. 

 

Il luogo geometrico di tutte le passioni

George Simenon, il papà di Maigret,  la scoprì negli anni Trenta e ci ambientò il primo romanzo, Le Grand Langoustier. “Il luogo geometrico di tutte le passioni” la definiva. Qui ricordano l’uomo arrivato delle nebbie del Belgio come  gaudente pescatore, giocatore di carte o bocce e soprattutto tombeur de femmes, incantato dalla vita isolana “tutti pescano, tutti giocano, tutti sparlano, non tutti amano ma nessuno ha fretta, nessuno insegue un obiettivo” ha scritto.

 

porquerolles-8Place d’Armes, il cuore dell’unico villaggio

I pochi abitanti dell’isola si concentrano nelle poche case basse dai balconi fioriti attorno a place d’Armes, cuore dell’unico villaggio, una bomboniera che dà il nome all’isola. Dove si cimentano in sfide alla pétanque, con le bocce conservate nelle caselle allineate degli sportelli chiusi a chiave, all’Escale, atmosfera da club inglese, sedie e tavoli in mogano, sede dello Yacht Club locale. Nella penombra brillano le coppe delle tante gare disputate nella piazza. E’ l’appuntamento per l’aperitivo, servito nella terrazza sul porticciolo, una foresta fitta di vele, di alberi maestri, con le sartie che cigolano al vento. Dappertutto risuonano i campanelli delle biciclette, sulle due ruote si macinano chilometri lungo le strade sterrate, settanta chilometri in tutto, si raggiungono le spiagge affacciate sul mare dai colori caraibici, dove fare picnic, tra il frinire di cicale, e il profumo intenso del rosmarino, della lavanda, la resina degli immensi pini marittimi con le radici contorte.

 

In barca: il nord dell’isola tra calette incantevoli

Ma è la barca il modo migliore per raggiungere calette inaccessibili. Incantevoli come La Courtade, preferita dai surfisti, o la Pointe de Lequin e quella di Alycastre, uno dei luoghi più suggestivi, a destra del porto, e la minuscola Aiguade. Risplende al sole la plage d’Argent che deve il nome alla sabbia di quarzo bianco. Qui ci si rifugia nei giorni di vento che spazza l’isola con raffiche. E’ alla sinistra del paese, dieci minuti in bicicletta, mezz’ora a piedi, attraverso una pineta. ll ristorante in legno che offre insalate, bouillaibaisse e bourride du pecheur, è l’unica costruzione. Un quadro idilliaco per cenare al chiaro di luna. Dalla parte opposta, la spiaggia più lontana e meno frequentata è Notre Dame, ridossata dal mistral, location negli anni Sessanta di alcune scene del film Pierrot le Fou di Jean Luc Godard. Se si imbocca il sentiero Les calanques, si abbraccia con lo sguardo anche Port Cros, Levant e l’isola della Gabinière.

In barca: il sud e le falesie alte cento metri

porquerolles-4A sud, invece, il paesaggio è drammatico, strapiombi, falesie alte cento metri, calanchi a picco come quelli sull’Oustaou de Diou, la “casa di Dio”, l’unica spiaggia di questa parte dell’isola. Ma anche fiordi che fendono la roccia come lo spettacolare Bréganconnet, con la minuscola spiaggia solcata da un filo di acqua sorgiva. Vale la pena di salire al Forte Sainte Agathe, roccaforte del 1200 che domina il villaggio, per rendersi conto della forza del mistral. Tra le mura della torre, sono conservati cimeli dei relitti di tante navi di Celti, Etruschi, Greci, Saraceni fracassate sugli scogli.

 

Port Cros

L’Ile du Levant, colonizzata dai nudisti, è riserva militare. Ma si può invece dare fondo per la notte nella stupenda baia di Port Man, sull’isola di Port Cros, quasi totalmente coperta da un parco naturale. E andare alla scoperta di questo paradiso naturale, una sfilata di meraviglie, dalla spiaggia di La Palud, racchiusa dall’isolotto di Rascas e da scogli affioranti, ma anche punta di La Galère, a nord.  Le Tuf, l’angolo più bello,è a metà della costa orientale: uno spettacolare anfiteatro in tufo bianco che degrada in mare. Parte dalla Grande Garde il sentiero delle creste, tra fortini e belvedere, che porta alla Plage du Sud, quasi esotica. Chi non  se la sente di affrontare questa camminata, può imboccare il  sentiero in direzione opposta al porto che raggiunge direttamente la spiaggia: 20 minuti di passeggiata nella macchia mediterranea tra falesie a picco e calette dall’acqua turchese, limpidissima.

 

porquerolles-5I fondali del Parco Nazionale

La vera meraviglia sono i fondali, sotto la tutela del Parco Nazionale, ricchissimi di pesce: da scoprire immergendosi con muta e bombole o facendo snorkeling lungo il sentiero sottomarino, tra la spiaggia di La Palud e l’isolotto di Rascas seguendo una guida o con una carta itinerario fornita dall’ufficio del porto. Una gita sottomarina che non si dimentica: si nuota, tra pareti di roccia scoscese alte fino a 40 metri, su praterie tappezzate di poseidonia viola intenso e gorgonie colorate.

 

Alla sera, quando l’ultimo battello se ne va, l’isola ritorna ai suoi abitanti. E alle fortunate barche in rada a Port Cros. 

 

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