A sorpresa si scopre che nella vela a volte bisogna fare dei passi in dietro. Questo è assolutamente in controtendenza rispetto alla ricerca del limite e dell’estremo cui si va incontro nello sviluppo di qualunque classe o regata velica. 

Eppure nella supertecnologica classe IMOCA60 i mostri oceanici che ci hanno abituati a record sempre più strabilianti è successo, e proprio in uno degli elementi chiave dell’imbarcazione: la chiglia. Ebbene, dal 2014 le canting keel potranno essere solo e soltanto in acciaio: escluse le leghe esotiche e soprattutto escluso il carbonio che fino a ieri era uno dei jolly da giocare per migliorare la stabilità. la regola dovrà essere applicata anche alle barche già naviganti che dovranno sostituire la deriva entro pochi mesi.

Ultima chiamata per il carbonio è la traversata atlantica in doppio che partirà quest’autunno, dopo di che si passa al caro, vecchio, solido acciaio. Come a voler dire: “ragazzi adesso basta giocare, cerchiamo di portare a casa più barche dell’ultima Vendee Globe”. Questa non va presa come una modifica qualunque al regolamento ma è una rivoluzione epocale, qui si mette giustamente un forte limite allo sviluppo, tornando tecnologicamente indietro in funzione di statistiche delle avarie. È bizzarro notare che il singolo skipper di IMOCA accetti una maggior tutela della propria sicurezza solamente se la scelta è imposta perché di suo invece continuerebbe a rischiare. Ovvero “tutelo la mia vita solo se tutti quanti lo facciamo”.

 

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