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Che cos’è la barca a vela? Per alcuni è l’essenza dell’andar per mare, un mezzo che permette più di ogni altro di vivere a stretto contatto con la natura, con il mare e con il vento. Ma è così semplice una vacanza in barca a vela? O nasconde trucchi e tranelli invisibili ai meno esperti? Sailing & Travel propone la seconda parte del vademecum dedicato alle vacanze in barca, per gestire al meglio la vita di bordo. Leggi anche la prima parte: prima di salpare

vacanze_in_barca_check1. Occhio al check-in
Arrivati in banchina, è il momento di prendere in consegna la barca. Dovrete lasciare una cauzione, solitamente fra i 1500 e i 3000 euro, che sarà restituita se non ci saranno stati danni durante il noleggio. Alcuni charter permettono anche di formulare un’assicurazione di circa 200 euro a fondo perso: fatelo, sarete coperti da tutti i danni che potrebbero verificarsi a bordo. La cosa a cui porre la maggior attenzione riguarda ora il check-in: guardate scrupolosamente lo stato della barca, segnando insieme alla persona incaricata dal charter tutti i danni già presenti, il numero di parabordi e giubbotti a bordo, lo stato delle vele. È un classico, al momento del check out, vedersi attribuire danni già presenti al momento del noleggio. La questione varia poi da paese a paese: se la Francia è la patria dei pignoli (soprattutto nei confronti degli italiani), in Croazia il problema è l’opposto: spesso check-in e check-out non vengono nemmeno effettuati. Preoccupatevi, perché la barca potrebbe essere in qualunque condizione. In Italia sono scrupolosi, ma senza esagerazioni. Un’ultima cosa: al rientro vi sarà richiesto di farvi trovare in porto la sera prima del check-out (solitamente entro le 20 di venerdì), così da essere certi, sabato, di avervi a disposizione al mattino presto. Non lamentatevi, la norma purtroppo è questa. Se avete un charter di fiducia, magari chiedete di rientrare a notte fonda: se ve lo concederà, non sarete costretti a trascorrere l’ultima cena della vacanza fermi in banchina.

dinette-dufour-4052. Ritmi e abitudini
È il primo step da affrontare quando si pensa a noleggiare una barca: siete sicuri di conoscere ritmi e abitudini della vita di bordo? Ecco alcuni contro: le tempistiche di spostamento sono molto lunghe, il comfort è poco, soprattutto per quanto riguarda i servizi igienici (wc piccoli, scarico a manovella, e carta igienica da buttare in un apposito sacchetto della spazzatura); e, infine, gli spazi sono più che ristretti (nella foto a sinistra la dinette). Si dice che persino le migliori amicizie siano state su punto di finire dopo una vacanza in barca a vela. Già, perché con poco più di un metro quadro a testa di spazio di sopravvivenza, la minima discussione può rivelarsi mortale: in barca non si può prendere e andar via. Va risolto tutto. Oppure no, e tanti saluti all’amico.

vacanze_in_barca_pozzetto3. Acqua e luce
Fattore elettricità: in barca, a meno di non essere in porto, l’energia a disposizione è poca e solo a 12 volt (l’accendisigari da auto, per intenderci). Una piccola soluzione potrebbe essere l’acquisto di un inverter, ovvero un apparecchio in grado di trasformare, con il motore acceso, l’energia da 12 a 220 volt. Anche l’acqua, ovviamente, non abbonda. Le docce saranno dunque lunghe poco più di un minuto, e i piatti si laveranno anche con l’acqua di mare. Un consiglio: per la doccia utilizzate gli shampoo marini, in vendita nei negozi specializzati. Permettono di lavarsi anche con l’acqua di mare, risparmiando acqua dolce e senza inquinare.

dufour405-cuisine4. La cambusa
Per quanto riguarda la spesa da fare, frutta e verdure non devono mai mancare a bordo. Idem per il riso, ottimo per le insalate, e il tonno, sempre utile. Portatevi poi dietro sempre delle acciughe sotto sale: sono una salvezza in caso di mal di mare. Infine tanta pasta, perché anche in barca non ci si può rinunciare. Da bere, tutto è approvato, e le soddisfazioni che può dare un bicchiere di Vermentino freddo, gustato al tramonto in una baia deserta, sono difficili da raccontare. Evitate se possibile troppi cibi da mantenere al freddo: il frigorifero è molto piccolo (nella foto a sinistra), e spesso non riesce a raffreddare quanto necessario. Per la spesa evitate poi i supermercati presenti all’interno dei porti: i prezzi sono quasi sempre esorbitanti.

vacanze_in_barca_rada5. Porto o rada?
Per passare la notte ci sono due alternative: comodamente ormeggiati in qualche marina, oppure all’ancora in rada. Inutile dire come la seconda opzione sia quella più affascinante, caldamente consigliata a tutti coloro che desiderano scoprire le bellezze della vela. Anche se le notti, soprattutto per lo skipper costretto a dormire con un occhio aperto per tenere tutto sotto controllo, saranno un po’ meno tranquille, ne sarà valsa la pena. Per cena, se proprio manca la voglia di cucinare, si può scegliere qualche baia che abbia a disposizione un ristorante facilmente raggiungibile con il tender. Occorrerà sempre prenotare con buon anticipo, visto che probabilmente i vostri vicini di ancora avranno avuto la stessa idea. Per fare rifornimento di acqua e cibo sarà comunque necessaria almeno una sosta in porto alla settimana. Sarà l’occasione per un po’ di vita sociale e per sfoggiare quella camicia di lino appena comprata o il vestitino estivo fermo nell’armadio da più di un anno. Uno sosta che può anche nascondere qualche piacevole sorpresa, grazie ad alcuni marina davvero spettacolari, affascinanti come una rada attrezzata (leggi QUI degli otto porti più affascinanti d’Europa). Anche qui, prenotare sempre con largo anticipo un posto barca, con i prezzi che variano a seconda della zona (per una barca di 11 metri si va dai 30/40 € al giorno della Croazia ai 70/80 € per i porti italiani).

Leggi anche la prima parte: prima di salpare

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