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Che cos’è la barca a vela? Per alcuni è l’essenza dell’andar per mare. Ma è così semplice una vacanza in barca a vela? O nasconde trucchi e tranelli invisibili ai meno esperti? Sailing & Travel propone la prima parte del vademecum dedicato alle vacanze in barca, per organizzare tutto prima di partire. Leggi anche la seconda parte: la vita di bordo.

croazia_incoronate1. Dove andare
Se i problemi della barca non vi fermano, è tempo allora di scegliere la destinazione. Nei mesi di luglio e agosto, tutto il Mediterraneo può offrire splendidi scenari per le vostre vacanze in barca, Italia in testa: l’Arcipelago della Maddalena (leggi l’itinerario), la Sicilia (leggi l’itinerario), le Isole Pontine e l’Arcipelago Toscano sono veri e propri paradisi da vivere in barca. Ma in Italia, come in Spagna, il problema può essere rappresentato, ad agosto, dalla ressa presente in ogni singola rada: la magia della vela, sparirebbe in fretta. Meglio allora puntare verso la Grecia e le Cicladi: qui la solitudine non è un tabù, ma serve un po’ di esperienza nautica per confrontarsi con il Meltemi, il vento che in Grecia soffia per l’intera estate arrivando tranquillamente fino a 30 nodi. Una soluzione in grado di accontentare tutti, potrebbe essere rappresentata dall’Adriatico: la Croazia in particolar modo offre splendidi scenari, clima e vento perfetti, e una presenza di turisti ancora non eccessiva. Soprattutto lungo le coste dell’Istria (leggi l’itinerario) o nelle “lunari” isole Incoronate (nella foto a destra). Più a sud, anche la Grecia Ionica, non raggiunta dal Meltemi, rappresenta una buona opportunità. Altrimenti, perché non scegliere il Montenegro o l’Albania, splendide destinazioni in grande crescita dal punto di vista turistico ma con i prezzi ancora contenuti?

2. Ma quanto si spende?
L’idea che la vacanza in barca sia un lusso difficile da concedersi è ormai obsoleta. Per una settimana in Italia, su una barca di circa 11 metri, si può spendere in bareboat (ovvero senza skipper) dai 2.200 ai 2.500 €, circa 300 € a persona. Cifra più che abbordabile e non lontana dagli affitti per una casa vista mare in qualunque parte d’Italia. Le cifre si abbassano se si sceglie la Croazia. Molti sono poi gli optional solitamente offerti dalle società di charter al momento del noleggio. Fra gli extra proposti, spicca ovviamente lo skipper: se non avete la patente nautica, o se comunque preferite avere al timone un esperto del luogo, beh, allora questo è quello che fa per voi. Il costo della vacanza lievita però notevolmente, con cifre che si aggirano attorno ai 150 € al giorno. Non si può rifiutare, invece, la pulizia finale (dagli 80 ai 100 €).

3. Che barca scegliere
Solitamente dai 10 ai 12 metri le cabine a disposizione sono 3 con 1 bagno, da 12 metri in su le cabine diventano 4 con 1 o 2 bagni, con i 13-14 metri che arrivano a 5 cabine. Oltre ai posti in cabina ci sono poi 1 o 2 posti extra in dinette. Non lasciatevi ingannare dalle apparenze: se la privacy non è la vostra prima necessità, questo, in realtà, è il posto migliore della barca per dormire, per via del maggior spazio e del ricircolo d’aria. Vero, però, che questo comporta dover montare e smontare il letto ogni mattina ed ogni sera, con la dinette spesso in disordine. Il consiglio è comunque quello di stare sempre 1/2 persone sotto la capienza massima, così da non dover rendere la convivenza a bordo eccessivamente complicata.

4. Gli optional
Una volta decisa la dimensione, ci si può concentrare sui dettagli. Due sono i consigli principali: se non vi sentite dei draghi delle manovre in porto, l’elica di prua è una manna dal cielo, soprattutto nelle barche di grandi dimensioni (dai 14 metri in su). Fate anche un pensiero ai modelli con randa avvolgibile: un bell’aiuto per issata e ammainata, soprattutto se non avete compagni d’equipaggio particolarmente portati. Altro optional impossibile da non avere è il motore per il tender: la sera vi risparmierà notevoli fatiche nel raggiungere il ristorante di turno. Inutile lo spinnaker, a meno che non abbiate un equipaggio provetto e intenzioni bellicose. Per quanto riguarda i modelli specifici, i cantieri Jeanneau, Beneteau, Bavaria e Dufour sono tra i più proposti dai charter. La Beneteau in special modo ha realizzato una gamma, la Cyclades, pensata quasi esclusivamente per il charter: scafo molto largo, ampi spazi sottocoperta e uso esclusivo della vetroresina (niente legno da rovinare). Dimenticatevi ovviamente prestazioni a vela da America’s Cup. Stesso discorso per Bavaria: anche qui lo spazio è ottimizzato al massimo e quasi tutti i modelli sono dotati di randa avvolgibile ma steccata. Un consiglio su tutti: la barca va presa più nuova possibile, con un età massima di 2-3 anni. Trattate male e usate molto, le barche si logorano facilmente, e uno scafo con 6/7 stagioni di charter sulle spalle potrebbe nascondere molte sorprese negative.

vacanze_in_barca_65. Cosa mettere in valigia
Per prima cosa, procuratevi borse rigorosamente morbide, evitando trolley e valigie rigide, difficili se non impossibili da stivare. Non dimenticarsi mai poi di portare un maglione pesante, meglio un pile, meglio ancora una cerata: in mare, di notte, il freddo e l’umidità non perdonano. Anche a Ferragosto. Per i più romantici, il consiglio è di portarsi dietro anche un sacco a pelo: dormire in mezzo al mare, sotto un oceano di stelle, è un’esperienza indimenticabile. Per quanto riguarda le scarpe, o non si utilizzano (ma occhio a non lasciare i mignoli sul ponte), o se ne utilizza un paio dedicato solo alla barca, meglio se con suola in gomma per non scivolare. Per le signore, il consiglio è di lasciare a casa i tacchi: saltare su un molo con un tacco 12 potrebbe non essere così piacevole. Evitare poi di portare eccessive apparecchiature elettriche, la corrente a bordo è un lusso. Per chi soffre di mal di mare, fondamentale comprare i cerotti anti-nausea in farmacia: si applicano dietro alle orecchie, si cambiano ogni 72 ore, e sono miracolosi. Se oltre allo stomaco volete salvaguardare anche le mani (senza imparare di prima persona perché alcune cime sono chiamate “scotte”), procuratevi magari un paio di guantini da vela, possono essere sempre utili. Infine, un consiglio per i più “viziosi”: non scordatevi di portare un’amaca. Una volta appesa tra albero e strallo diventerà in pochi minuti il vostro luogo preferito.

Leggi anche la seconda parte: la vita di bordo

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