schema-frontale-1

 

Siamo stati poco precisi e poniamo rimedio. Nello schema pubblicato due giorni fa sul funzionamento idrodinamico dei nuovi Open 60 con i foil, come quello di cui ci parla Andrea Mura, il momento indicato con la freccia rossa sulla destra e identificato dalla scritta «momento creato dallo spostamento della chiglia» non è corretto.

 

Mandiamo tutto in tilt

Quella spinta verso l’alto che appare -e che nel disegno qui sopra viene indicata come «momento generato dal tilt della chiglia», non è un effetto causato dallo spostamento sopravento della chiglia, come se poteva erroneamente pensare leggendo la spiegazione, ma è una risultante voluta che ha lo scopo di aumentare la spinta verso l’alto di tutta la barca, diminuendo così la superficie immersa. Questa forza (il momento è proprio una forza che fa ruotare qualcosa) nasce proprio dalla presenza del tilt, ovvero l’angolo che forma l’asse su cui ruota la canting keel rispetto al piano orizzontale.

schema-laterale-2

 

Bastano pochi gradi

Nel disegno qui sopra sono rappresentate le tre configurazioni possibili: chiglia con perno orizzontale (A), con perno ruotato verso il basso (B), con perno con tilt verso l’alto (C). Questi angoli variano da due a cinque gradi, a seconda del tipo di barca e delle prestazioni che si ricercano. Semplificando molto: se il perno della lama di deriva è ruotato di qualche grado di modo che la parte anteriore sia più alta della posteriore (configurazione C), quando la chiglia è basculata sopravento si crea un angolo di attacco che aumenta la portanza del profilo (con la configurazione B si ha l’effetto opposto, la portanza aumenta ma dalla parte indesiderata, verso il basso). A piccoli angoli di sbandamento e a pochi gradi di basculamento della chiglia questo effetto è soprattutto antiscarroccio, tanto che le barche più performanti possono avere uno scarroccio positivo, sopravento, tanto aumenta l’efficienza della lama. Se la canting keel è ruotata ancora più in alto, subentra l’effetto della spinta verso l’alto (vedere il disegno in basso per confrontare una canting con un tilt di zero gradi e una con cinque gradi di rotazione). 

 

E le barche si alleggeriscono

Tanto per capire la portata di questa innovazione «Su un Mini, che in assetto da regata pesa intorno ai 1100 kg, la spinta verso l’alto di un sistema canting con tilt e foil può arrivare a 250 kg», spiega Oris Martino D’Ubaldo della Skyron Labdesign di La Spezia che ha  lavorato sul Mini 6.50 Onlinesim di Alberto Bona e che ha effettuato molte simulazioni sull’uso di questa nuova configurazione di appendici. In pratica riduce quasi si un quarto il peso dinamico sull’acqua, diminuendo così tanta superficie immersa. Basta immaginarsi una barca all’ormeggio, toglierle un quarto di peso e vedere come idealmente la linea di galleggiamento si sposta verso il basso (in realtà è lo scafo che sale, ma l’immagine è quella).

schema-frontale-3

 

Volereste in solitario su un Imoca 60?

A questa chiglia devono essere associati dei foil che forniscono sia la spinta in alto sia l’effetto contro lo scarroccio, da ciò la necessità di trovare forme curve che assolvano a queste due funzioni. «E per la prima volta gli Open 60 sono più avanti dei Mini in termini di ricerca su soluzioni innovative», chiosa D’Ubaldo, «i piccoli 6.50 sono stati fermati dal regolamento che fino allo scorso anno non permetteva l’uso di appendici idrodinamiche che in qualsiasi momento fossero più larghe del baglio massimo. Non è stato così negli Open 60 che hanno potuto sperimentare e i risultati teorici già si stanno vedendo, per quelli pratici si dovrà aspettare ancora le prossime regate in cui parteciperanno i primi esemplari di questa generazione. Ma in molti sono convinti che la prossima serie degli Imoca, e anche dei Mini, sarà in grado di volare. Certo, bisognerà vedere chi se la sentirà di navigare in solitario lasciando la sua barca sospesa sui foil…».

Commenti