Ogni anno passano tra le nostre mani circa 70 imbarcazioni che hanno avuto incontri ravvicinati con scogli o secche di diverso tipo. È dunque sicuramente possibile stabilire una classifica dei danni subiti dagli scafi a seconda delle scelte progettuali. 

 

 

 

1. Scafi con “keel tower” ovvero nei quali la chiglia è sovrastata da una struttura (tipo una scatola) che collega il fasciame alla coperta: danni sono minimi o nulli; 

2. Scafi con canting keel (ex Imoca, Volvo ecc.): danni minimi e solo alle strutture secondarie;

3. Scafi con paramezzali e madieri particolarmente alti con “plancks” sopra i 10mm di spessore (ovvero la piattabanda che corre al di sopra delle strutture): danni modesti alle intersezioni tra strutture e localmente alle fascettature;

4. Scafi con strutture basse e unite al fasciame con tessuti+colla: rottura in modo evidente dei paramezzali e/o dei madieri a poppavia della deriva. Appariranno anche delaminazioni nel fasciame;

5. Scafi con strutture basse e incollate: subiranno vaste fratture delle strutture se l’incollaggio era ben fatto. Diversamente non succederà nulla alle strutture, ma queste si staccheranno dal fondo in modo esteso. Appariranno anche delaminazioni nel fasciame.

 

Leggi la seconda parte: la classifica dei danni allo scafo

 

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