In un bellissimo fumetto di Davide Besana che risale a ben più di 20 anni fa, un velista del futuro che stringe tra le mani una specie di cloche spiega che le barche sono mezzi aeronautici con foil, ali rigide e fusoliere al posto degli scafi.

Wow! Tipo le previsioni di Jules Verne nei sui libri che presagivano i dirigibili e i sottomarini! Ci aveva azzeccato in pieno. Basta mettere assieme alcune delle novità dell’ultimora più altre assodate da qualche mese:

 

1-la Coppa America sarà su barche volanti con vela rigida.

 

2-la prossima generazione delle barche per l’Extreme Sailing Series (2016-17) sarà su 40’ volanti mentre il Red Bull Foiling Generation con i Flying Phantom, i GC32 (nella foto di apertur), e gli AC45 volanti sono circuiti in essere e che funzionano.

 

3-a breve il circuito match race mondiale (Swedish Match Tour) sarà  probabilmente su multiscafi volanti.

 

4- una delle poche derive in crescita enorme è quella dei foiling moth ed il nuovo moth one design ha già prenotazioni per coprire almeno 10 settimane di produzione.

 

5-non si contano i retrofit di maxi multiscafi che passano ai foil così come gli Imoca60 ….e si potrebbe continuare all’infinito talmente è alto il numero di iniziative che stanno coinvolgendo qualunque mezzo a vela, dalle barche da crociera ai mono e multiscafi di vario tipo.

 

Le particolarità sostanziali sono due, quella costruttiva e poi quella dell’uso finale. Per quanto riguarda la costruzione basti pensare a un semplice concetto: quella deriva che chiamiamo genericamente foil dovrà essere il più sottile possibile nella parte del verticale, probabilmente più lunga possibile e, per volare, dovrà sobbarcarsi per lo meno tutto il peso della barca e del suo equipaggio. Non male come richiesta!! (Vedere qua la spiegazione sul perché vola un Imoca 60 in foiling, ndr)

 

Ovviamente la fibra di carbonio, la grande panacea strutturale, sarà/è una scelta obbligata, a meno di piccoli carichi come sul moth one design. A differenza però delle appendici del passato, questi nuovi foil sono talmente critici dal punto di vista strutturale da non poter concedere praticamente nulla in termini di qualità. Il più piccolo difetto che sia un scollamento, una delaminazione o semplicemente una grinza del tessuto saranno sufficienti ad accorciare radicalmente la vita del foil stesso. Tanto è vero che ormai l’attenzione alla qualità nella realizzazione di questi pezzi si è spinta talmente in avanti da determinare un pesante aumento delle ore necessarie a realizzare i componenti con relativo aumento dei costi. Tuttavia se consideriamo che i foil sono il nuovo Graal per la velocità come a suo tempo lo furono le barche in carbonio, le vele in 3DL e poi 3DI, va da sé che il prezzo sarà un problema presto superato.

 

Per quanto riguarda l’uso, il difficile sarà imparare a trarne il massimo vantaggio. Sicuramente supporti informartici e GPS sono d’obbligo per valutare VMG e prestazioni in genere, da un lato potrebbe spaventare tutto questo hi tech, poi cambio idea pensando a una gara di corsa in montagna alla quale ho assistito pochi giorni fa in cui molti concorrenti avevano talmente tanti gadget elettronici addosso da trasformarsi in porta batterie umani (musica, cellulare, gps, cardiofrequenzimetro). Ci si abitua anche a questo ! la velocità è divertimento, inutile negarlo.

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