tattico

Con questa ultima puntata si arriva alla fine della barca: è il turno del tattico, del navigatore e di quegli errori che possono essere fatti da chiunque, come cadere fuoribordo mentre si fa la pipì.

Per chi non lo sapesse, il tattico è quello che sta in piedi a poppa, si guarda intorno, poi confabula col timoniere e infine gli ordina cose la cui possibilità di realizzazione è inversamente proporzionale alla qualità dell’equipaggio: in un Coppa America, se il tattico dice: «stramba!», si stramba; se lo dice all’invernale di Anzio (o Chiavari o Ravenna, è uguale) si può anche arrivare alle mani. Il fatto che il tattico delle barche più tirate abbia in mano la maniglia con cui aziona i winch delle volanti è solo uno dei motivi per cui il timoniere mette in pratica i suoi suggerimenti.

Tattico

1. Partire “contromano”. Non mure a sinistra (lo sappiamo, tutti sognate di sfilare mure a sinistra una flotta di 30 barche a un metro dalla loro prua, ecco, rassegnatevi e tornate sottovento, solo pochi eletti ce la fanno se ci sono almeno tre barche uguali in partenza), la partenza contromano è proprio quella in si è gli unici a planare di spi mure a sinistra in mezzo una flotta di barche che sale…mure a dritta, ovvio;

2. far fare una “bretone” alla fine della prima bolina, sbagliarla, e trovarsi mure a sx con un muro di barche in arrivo; tattici e timonieri amanti della bretone possono comunque disputare ottime regate purché i due individui non facciano contemporaneamente parte dello stesso equipaggio;

3. sbagliare il tempo della partenza; partire oltre il minuto di ritardo per tempo male calcolato equivale a uno spi per la bugna e a mezzo abbordo mure a sinistra;

4. di notte e col Gps cartografico a disposizione e con le indicazioni del prodiere che sconsiglia la manovra, chiamare una virata dentro una baia e speronare l’isola;

5. lamentarsi che l’isola era mure a sinistra.

Navigatore

1. «Vai! Vai!…..c’è fondo, ci si passa benissimo, il deckman dice che abbiamo ancora 1,5 metri sotto la chigl…» STUMPCRACK! Segue precipitosa discesa in cabina a spagliolare…

2. Avere caricato sul pc le carte nautiche di un’altra regata e pretendere di fare tornare le rotte con una geografia aliena, spiegando agli altri che «con questa foschia è facile sbagliare riferimenti…».

Altri membri dell’equipaggio

1. Stare in piedi sulla scotta randa in poppa;

2. stare in piedi sulla scotta randa in poppa e urlare in giro di lasciare libera la scotta randa;

3. di notte, in battagliola, nel mettersi i pantaloni della cerata, legarsi con le bretelle alle draglie basse. Ci si accorge dell’errore alla virata successiva, quando non si riesce a scappare e si rimane ciondoloni sottovento, condannati a una lenta agonia a muso in acqua;

4. Riaprire il passauomo dopo che era stato dichiarato chiuso e lasciarci sopra lo spi ad asciugare;

5. Durante un concitato passaggio in boa, essere catturato alla caviglia dalla scotta della barca accanto e saltellare fuori dalla barca legittima e atterrare nell’altra. In questi casi anche le barche vicine applaudono. Stupore e meraviglia in chi, tornando in assetto in falchetta, si trova accanto uno che nei lati precedenti del bastone non esisteva.

E con questo abbiamo concluso la panoramica sugli errori e le magagne più frequenti in regata. Avete altri errori da segnalarci? Fatelo commentando l’articolo!

Leggi le altre puntate:

Errori in regata, per ogni ruolo la sua magagna – Parte 1: prodiere e due

Errori in regata – Parte 2: drizzista e tailer

Errori in regata – Parte 3: randista e timoniere

 

Commenti