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Vulcano

È un itinerario che parte da Portorosa a Messina e in 15 miglia approda a Vulcano dove si può ormeggiare a Baia Levante davanti ai fanghi o a Baia Ponente, alle sabbie nere. Da non perdere Cala del Monaco o dietro Capo Secco, la grotta del Cavallo e la piscina di Venere. Unico ridosso in caso di vento teso da nord-ovest è il Gelso (punta Bandiera, all’estremo sud ), dove c’è anche una bella spiaggia.

 

Lipari

eolie-parte-due-6A Lipari, a qualche miglio, rocce in basalto rosso scuro, giallo oro, e bianco smagliante: è il colore delle cave di pomice dove si getta l’ancora nel mare blu cobalto. Sulla costa occidentale ci si immerge alla Pietra del Bagno, grande scoglio, a poche decine di metri dall’isola e ai Faraglioni a guardia della costa. Il porto è caro e sempre pieno in agosto. Grande natura, ma anche divertimento on the beach, dal pomeriggio all’alba, sulla White Beach, in stile californiano non lontano da Canneto dove si balla a piedi nudi.

 

Panarea

A 12 miglia, Panarea, la più mondana, profumata di capperi, al centro di un piccolo arcipelago di isolotti, Basiluzzo, Spinazzola, Dattilo, Lisca Bianca circondati da secche. La costa occidentale scende in mare con ripidi picchi, mentre il lato est di Panarea  a tratti si apre in baie e insenature dai buoni ancoraggi. Il migliore è senza dubbio cala Milazzese, fondo sabbioso, ridossata da venti da N e da W con ottimo fondale di sabbia e poseidonia. Accanto, la spettacolare Cala Junco, estrema punta sud, protetta in seguito a ritrovamenti archeologici e quindi vietata alla navigazione.

eolie-parte-due-5Cala della Nave, sul versante NW, l’unica alternativa con venti da sud, si riconosce per il grosso scoglio alto 40 metri, la Nave, appunto. L’avvicinamento non presenta pericolo, solo i fondali sabbiosi disseminati di lastre vulcaniche sono molto irregolari. Sconsigliato sempre l’attracco al molo Ditella, scalo di linea per i collegamenti tra Panarea e le altre isole delle Eolie. A mezzo miglio del versante SE, si incontrano Le Formiche, gruppo di scoglietti circondati da bassi fondali rocciosi e semiaffioranti. Aperitivo al Be Bridge, locale glam, piatti generosi a base di maki e sashimi. Cena in stile isolano Da Francesco, a san Pietro.

 

Stromboli

A dieci miglia, Stromboli. La sagoma di Iddu, il vulcano guardato con rispetto come una divinità, veglia su una delle isole più belle del mondo. Per ancorare a Stromboli o a Ginostra bisogna essere sicuri di avere tempo stabile. Con vento forte, cima a terra a sud di Scari. A nord del pontile, si può ancorare su un fondale tra 7 e 15 metri. Con venti da sud un buon ridosso è di fronte al Tartana. In caso di venti forti da ovest, si dà fondo alla Forgia Vecchia con cime a terra.

 

eolie-parte-due-8A piedi o in motorino si gira tra i vicoli, si beve un bicchiere di malvasia al tramonto al Pardès Wine Bar in frazione Piscità, con giardino paradisiaco, si cena a lume di candela, a base di pesce, al ristorante Le Terrazze di Eolo, con vista sull’isolotto di Strombolicchio dove si fanno i bagni migliori: attenzione alle secche. A Ginostra si cena sulla terrazza di Il Puntazzo (prenotare). Ci si incanta davanti alle eruzioni partecipando a un’escursione organizzate da Magmatrek. Il must è arrivare in navigazione sotto la sciara durante la notte illuminata dai lapilli incandescenti.

 

Leggi anche la prima parte: Alicudi, Filicudi e Salina

Reportage powered by Marinanow

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