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A dar retta ai portolani ad Alicudi non si dovrebbe mai approdare. Non ci sono ridossi nella più selvaggia delle isole eoliane, sei miglia di perimetro, 138 abitanti dove ci si sposta a piedi o con l’asino. Una sfilata di calette e grotte da scoprire rigorosamente in barca. È la più occidentale e isolata delle sette Sorelle, patrimonio dell’Unesco. Eppure c’è chi ci ritorna ogni anno, incantato dalle scogliere a picco nel mare color cobalto, dalla montagna di san Bartolo con la caratteristica chiesa ottocentesca e i terreni a terrazza. Si può dar fondo in contrada Bazzina dove il fondale non supera i 10 metri. 

 

eolie-parte-uno-5Doppiata punta Rossa, a nordest, chiamata così per il colore delle rocce, si costeggia l’isola più maestosa, impressionante, senza traccia d’uomo, regno di uccelli marini, percorsa dai ‘fili’, lingue di lava solidificata lungo il profilo della montagna e le grandi valli. Con maschera e pinne si nuota attorno allo Scoglio Galera tra pesci variegati. Mentre al Canalone dell’arpa, un’ampia sciara scivola verso il mare. Al di là di punta dello Scario Vecchio, ex approdo dell’isola, si ammira l’arco Perciato, una roccia dalla forma arcuata.

eolie-parte-uno-9Filicudi

Filicudi, a 9 miglia, è con Alicudi la più antica dell’arcipelago. Colonizzata dai vari Minoli, Barbareschi, ma anche da intellettuali in incognito, non ha tradito la sua anima ruspante. Non ci sono hotel o ristoranti stellati, ma casette bianche con i colonnati sospese nell’azzurro. E un’unica strada asfaltata che collega il porto con i paesi di Valdichiesa e Pecorini. In barca si scopre la Grotta del Bue marino (foto a sinistra) che lascia senza fiato per il gioco di colori e di rifrazione delle luci o la scenografica spiaggia delle Punte dove si tuffava De Niro quando frequentava l’isola. Mentre a Lidalina in luglio e agosto si organizzano concerti pieds dans l’eau.

 

eolie-parte-uno-6Punta Perciato regala sfumature turchesi, allo scoglio del Gianfante, a nord, si nuota tra piscine naturali dai colori caraibici, la Canna e un obelisco di basalto di 71 metri. Alla grotta delle Cipree ci si immerge in una miriade di pesciu. A colazione si può scendere alla terrazza di Da Nino sul mare per assaggiare spettacolari granite agli agrumi e gelsi, cassate e cannoli. A cena non bisogna perdersi La Sirena, salsiccia di tonno con composta di cipolle, miele e arance.

 

eolie-parte-uno-7Salina

L’avamposto per raggiungere le due isole è Salina, verdissima, ricoperta di macchia mediterranea con il porticciolo attrezzato di Santa Marina. E tanti ormeggi. Da Lingua, sull’estrema punta sudorientale, con il laghetto salmastro, il faro e le granite di Alfredo, a Pollara (foto grande), annidata in un cratere vulcanico e il grande arco naturale del Perciato con le grotte in cui i pescatori ricoveravano le barche (foto a sinistra). A nuoto ci si spinge verso il Faraglione, punta emergente di una secca ricchissima di pesci. Si fa provvista di capperi e malvasia all’azienda agricola Virgona, ci si rifornisce di ricciole e gamberi di Mazzara alla pescheria La lampara a Santa Marina. Per godersi il tramonto si doppia Capofaro. Davanti a Pollara il cielo si incendia di pennellate rosso fuoco.  

 

Reportage powered by Marinanow

© Sailing & Travel Magazine 2014 – Riproduzione Riservata

 

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