Tre nodi di velocità guadagnati nell’andatura di bolina e soprattutto una crescita realizzata in pochi giorni, grazie alla fortunata sequenza di regate annullate (due per troppo vento ed una per sopraggiunto tempo massimo). L’incredibile crescita del team Oracle che da una quasi condanna data dall’8-1 risorge con un 8-9 e tiene la Coppa in USA pare una storia da film. Incredibile però per chi è competente di vela, credere a un rovesciamento delle parti quando in ballo ci sono due team di così alto livello.

La domanda ovvia che tutti ci poniamo è: “Ma se in 3 anni di lavoro hai raggiunto certe performance, e hai anche avuto modo di studiare l’avversario per due mesi mentre faceva la LVC, come è possibile che in 3 giorni rivoluzioni il tuo assetto, le manovre e le velocità finali???” Ovvio che viene da pensare male soprattutto conoscendo il curriculum del team, pescato con le mani nel sacco un mese prima per la faccenda dei 45.

Questa settimana mi capita di incrociare in Inghilterra uno degli stazzatori della Coppa e non mi lascio sfuggire l’occasione di chiedere lumi…”Pesavate le barche? Le controllavate? Ecc…” Le risposte mi sono sembrate serie: ogni sera ricevevano la lista lavori e modifiche dei team a cui seguivano le pesate delle piattaforme ed in più su Oracle due telecamere controllavano la corrispondenza tra l’azione del foil trimmer e la reazione del foil stesso per eliminare ogni possibilità di incertezza sull’eventuale intervento automatizzato. Ovvio tuttavia che si possono fare comunque delle congetture all’infinito tipo: “È vero che è l’uomo a muovere il foil ma magari un software a dirgli come fare, bla bla bla…

Quello che resta è lo sbigottimento nel vedere ETNZ che si scioglie come neve al sole e perde una Coppa che sembrava ormai vinta da due mesi, vedere il team americano che di americano ha solo i dollari che continuerà a tenere e questo trofeo e dettare legge anche per la prossima edizione.

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