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Il prossimo 16 marzo dovrebbe essere il giorno in cui sarà svelato il protocollo per la 35a edizione dell’America’s Cup. In questo momento, a ragionare dell’argomento sono in due. Oracle, come defender, verosimilmente nella persona di Russel Coutts, e Team Australia come challenger of record, il primo inter pares degli sfidanti. A guidare il sindacato che porta i colori dell’Hamilton Island Yacht Club è Ian Murray, l’ex direttore di gara della scorsa edizione di Coppa. È stato proprio lui a rilasciare alcune interessanti novità a riguardo il nuovo formato, in occasione del varo dell’Ac45 del team aussie.

 

Le barche: cat da 62 piedi con foil

americas-cup-2014-aggiornamento-2Intanto la prima è proprio la prolungata esistenza dei catamarani da 45′ che rimarranno competitivi fino al 2017, quando si chiuderanno le World Series e inizierà la sfida tra i challenger (quella che una volta era la Louis Vuitton Cup, per il futuro si vedrà) per conquistarsi il diritto a sfidare Oracle. Quelle più succose riguardano, ovviamente, la nuova barca. Sarà di sicuro un cat con foil, ma da 62′-65′, dieci piedi (tre metri) più piccolo dei mostri visti a San Francisco e solo con otto persone di equipaggio. In più per limitare i costi, alcuni dei pezzi saranno monotipo: identici per tutti. «Ma lo spettacolo sarà lo stesso», ha dichiarato Murray «Le barche anche se più piccole avranno circa le stesse prestazioni in bolina e potrebbero essere addirittura più veloci nelle portanti». 

 

americas-cup-2014-aggiornamento-4Il vincolo di nazionalità: 25%?

Altra chicca, molto sentita dai velisti australi, è il vincolo di nazionalità. «Speravamo nel 100%, per ora ci siano dovuti accontentare di avere a bordo non meno di un quarto di velisti della stessa nazionalità della barca, ma non è detto che non si possa alzare il limite», ha spiegato il manager della squadra down under Murray. Per il momento il suo team sta combattendo nella flotta degli Extreme 40; con Seve Jarvin come skipper non hanno brillato troppo: ultimi su dodici iscritti. Probabile che dalla prossima tappa sarà Mathew Belcher, quattro mondiali e oro a Londra 2012 nel 470, a prendere la barra in mano.

 

50 milioni per Luna Rossa

americas-cup-2014-aggiornamento-3A quella regata è andata meglio a un’altro dei team in corsa per la vecchia brocca (budget permettendo) JP Morgan Bar (Bar sta per Ben Ainslie Racing). Il team del baronetto inglese, il velista olimpico più titolato in assoluto, ha chiuso al settimo posto, e si è detto sicuro di riuscire a trovare almeno il 70% dei fondi necessari a una campagna vincente. E a proposito di sponsor il Cda di Prada ha confermato la sponsorizzazione a Luna Rossa come sfidante per la prossima Coppa. Cinquanta milioni da qui al 2017 e, a sentire le parole di Murray, dovrebbero essere proprio quelli giusti per aspirare alla vittoria, rispetto ai 100 necessari nella scorsa edizione. 

 

americas-cup-2014-aggiornamento-6Team New Zealand

A un decimo della strada è Team New Zealand che ha iniziato a lavorare con i 5 milioni di dollari neozelandesi (circa 3,1 mln di €) messi a disposizione dal governo. Ma buona parte del lavoro Kiwi è comunque a livello di uomini: Il responsabile operativo è Kevin Shoebridge; Grant Dalton, (ritenuto il primo responsabile della sconfitta per aver deciso in autonomia di accettare il giorno di sospensione delle regate richiesto da Oracle quando a San Francisco si era sul 7-1 per Etnz) sarà a terra con un ruolo manageriale; in capo a Dean Barker la gestione dell’equipaggiorimarrà responsabile dell’equipaggio anche se a mettere le mani sulal ruota dovrebbe essere Peter Burling, il vincitore della scorsa Youth America’s Cup.

 

La sede: San Francisco, San Diego, Newport o Honolulu

americas-cup-2014-aggiornamento-5Non manca il da farsi anche per i momentanei proprietari della Coppa. Sembra che la città di San Francisco non sia stata affatto soddisfatta del ritorno economico e del modo in cui tutto il circo della Coppa avrebbe gestito i rapporti di lavoro con i propri dipendenti. E così Larry Ellison, il patron di Oracle, attraverso Russel Coutts, sembra interessato a Honolulu, ma non esclude Newport o di restare in California, ma a San Diego.

 

Insomma, i prossimi giorni dovrebbero già riportarci nel vivo della Coppa.

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