Giraglia-big

Sailing&Travel non ha resistito al richiamo e ci ha fatto un secondo giro di #regateamodonostro, sfidando eccessi di bonaccia e focaccia. Ci è tanto piaciuto che ci siamo tornati in gran eleganza con la flotta griffata della Giraglia Rolex Cup (Saint-Tropez – Giraglia – Genova). E poi non riuscivamo a farne a meno e ci siamo andati di nuovo, meno di una settimana dopo, con la Roma Giraglia (Riva di Traiano – Giraglia e ritorno). Cosa hanno in comune queste tre regate? lo scoglio della Giraglia, per l’appunto, la lunghezza del percorso (151 miglia la prima, circa 250 le altre due) e l’insistente assenza di vento.

 

Quale ci è piaciuta di più delle due che non vedete in video? De gustibus: se amate la mondanità velistica, i racconti di partenze mure a sinistra (con tipici gesti di mani appaiate o spaiate) al ristorante, gli arrivi in boa con centinaia di barche, i maxi yacht con vele nere e i bei ragazzoni australiani palestrati, allora scegliete St. Tropez. Se una non vi basta, se non collezionate polo in piquet (alla cosiddetta «Giraglietta», davano una t-shirt bianca. In ogni caso ricordate che al traguardo di Riva di Traiano, il comitato di regata arrivava col gommone per portare lo spumante a tutti) o se preferite sfidare meteo e conformazioni orografiche in una flotta smilza ma agguerrita, se amate le strategie difficili e gli slalom tra isole e refoli, allora dirigete su Riva di Traiano.

 

Commento tecnico

Giraglia-2La regata di St. Tropez, con flotta numerosa di oltre duecento barche e più compatta, ha sollecitato maggiormente gli equipaggi e i tattici, navigando a vista degli avversari nei golfi lungo costa, di bolina fino a La Fourmigue. Poi bordi quasi obbligati: tutto dritto fino in Corsica, poi tutto dritto fino a Genova. La scelta si limitava a stare più bassi o più alti: nella prima parte ha pagato stringere, nella seconda ha guadagnato chi ha potuto tenere un gennaker magro a prua (una cavalcata notturna indimenticabile, a recuperare posizioni su posizioni).

Scelte in molti casi azzerate dalla lotteria della bonaccia, che ha ricompattato la flotta e  rifatto tutti i giochi, avvantaggiando le barche piccole e pesanti. Lemme lemme, l’Hallberg Rassy Gianin ci ha recuperati tutti.

 

Giraglia-5La Giraglia romana ha impegnato molto di più la mente strategica di navigatori e meteorologi, obbligandoli a giostrarsi tra bonacce annunciate, ma che si presentavano nei momenti e posizioni più variabili, e a mettere a frutto le conoscenze delle isole e delle coste.

Indispensabile il tracking per verificare, quando la linea prendeva, le scelte altrui.

Solo 23 le barche iscritte, ma oltre la metà erano “per due”. Ventisette ore e quattro minuti tra il primo e l’ultimo. Nella categoria “per due” ha vinto un ragazzino di tredici anni, Manuel Brinati col papà Valerio.

 

Commento turistico

Giraglia-8Innanzitutto, St. Tropez è sempre St. Tropez, se non l’avete mai vista regalatevi anche le regate costiere perché lo spettacolo dal mare è impagabile.

Poi le regate in flotta così numerosa e tutta di belle barche, e con gli elicotteri dei fotografi e i fuochi d’artificio della festa: una bella vacanza.

Ma quest’anno lo spettacolo che valeva il biglietto era il passaggio al tramonto, intorno allo scoglio, di un centinaio di barche sotto spi. E le balene! Soprattutto le balene che sbuffavano pigre tra la flotta ciondolante nella calma piatta. Ne abbiamo viste almeno quattro, e due in coppia ci hanno accompagnato a prua per un quarto d’ora.

 

Giraglia-1Però, balene a parte, navigare sull’altro lato della Corsica provenendo dal Lazio è tutta un’altra gita. Vento pochissimo, e quindi – se non altro – il tempo di godersi lo spettacolo di albe e tramonti e crepuscoli e controluce nell’arcipelago. Giannutri, Giglio, Montecristo, Pianosa, Capraia, l’Elba e tutti i loro scogli e formiche e i profili inconfondibili. E le luci di Giglio Porto di notte e gli inevitabili racconti di schettini e malinconie. E le stelle, tantissime: cadenti e no. E delfini e pesci luna e mangianze di tonni e salti di spada. La cosiddetta giraglietta stravince a panorami.

Infine, per gli amanti di memorabilia, una gita a Civitavecchia vale la pena anche solo per salutare il relitto di Eco40, la barca di Matteo Miceli recuperata in oceano e ora in cantiere a Riva di Traiano.

(Credito foto di apertura: Alex Ricci Goghigo).

 

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