Centurion57-big

 

 

Sin di primi anni di vita del cantiere, fondato esattamente 50 anni fa da Henri Wauquiez, la linea Centurion ha identificato i modelli dedicati alla crociera, ma con spunti sportivi come il 32′ del 1968, probabilmente la barca più nota della grande W. Per il cantiere francese, il Centurion 57, a gennaio premiato come Barca Europea dell’anno, rappresenta il ritorno alla sua originaria filosofia costruttiva. Fedele alle barche classiche nell’aspetto, ma con qualche concessione al design contemporaneo, come il venturo Pilot Salon 48. Barche attuali nei contenuti e nella tecnologia, ma assolutamente lontane da quelle prodotte con la profonda industrializzazione vissuta quando il marchio è stato parte del gruppo Beneteau. 

 

Bentornato Centurione

Il Centurion 57, ammiraglia della linea che prevede anche il 42.2’, è la barca che celebra la ritrovata indipendenza di Wauquiez. Da dicembre scorso è totalmente nelle mani di Experton Revollier, gruppo da 500 milioni di euro all’anno di fatturato derivante principalmente dalla siderurgia, ma con numerose attività diversificate e di recente proprietario anche del marchio Latutude 46, produttore dei famosi Tofinou.

 

A prima vista

Al primo colpo d’occhio questo 17 metri progettato da Berret e Racoupeau, e provato con la livrea grigio scura di Alice, il primo esemplare, colpisce per la sua imponenza. La scelta è stata quella di dare notevoli volumi interni e altezze, ma salendo con l’altezza delle murate piuttosto che sulla sovrastruttura. Nonostante alcuni elementi di indubbia contemporaneità stilistica, come le finestrature poligonali a murata, o il taglio sfaccettato della tuga che prosegue nei paramare, l’aspetto è di quelli tradizionali, con slanci moderati, niente spigoli sullo scafo. Appaiono ben integrati nel profilo il bompresso a scomparsa a sinistra del dritto di prua e il musone dell’ancora sulla dritta.

 

La coperta

Se si eccettuano le scotte delle vele di prua, la coperta è totalmente sgombra dalle manovre: drizze, scotta randa alla tedesca, base randa, vang e mani di terzaroli corrono tutte incassati sotto il calpestio in teak. Anche tutti gli osteriggi e passauomo sono a filo dei listelli di legno. Due le zone manovra, una a ridosso della discesa, con due winch elettrici che lavorano sulle drizze che poi alloggiano in un gavone sotto i piedi del drizzista. L’altra è a proravia di ognuna delle due timonerie (entrambe con tutta la strumentazione a disposizione: bussola, plotter cartografico, centralina del vento e log), qui si trovano i winch primari e quelli della randa (elettrici entrambi). Da notare come alla vela principale sia stato fornito un vero trasto comodo ed efficiente per lunghezza e posizione: posto alla fine del boma consente di lavorare anche sulla tensione della balumina e non solamente sulla posizione del boma.

 

Centurion57-2Gli interni

Sottocoperta l’atmosfera è quella ricca, ma non opulenta delle barche tradizionali. Il teak cerato è usato sia per gli arredi: (tavoli, stipetti, cuccette e parte delle paratie) si per il pagliolo, ma di un tono più scuro. Per la tappezzeria è stata scelta la pelle color nocciola, mentre per i cielini rimane un luminoso bianco, ripreso anche su una fascia all’altezza delle aperture a murata e sulle paratie. La pianta è quella classica, con la cabina armatoriale a prua, con letto centrale e locale toilette privato, che nasconde anche l’albero passante. La dinette con tavolo da pranzo chiudibile e divano a C è a dritta; Un vero tavolo da carteggio, che sfrutta un ulteriore divanetto per murata sulla sinistra, è a ridosso della paratia maestra, mentre ai due lati della scala di discesa si trova la cucina (a sinistra) con un altro spazio di lavoro di rimpetto. A poppa due cabine, con cuccette matrimoniali e due toilette. 

 

In acqua

A vela, nonostante le ariette del giorno di prova siano state sempre tra i cinque e i 10 nodi, il Centurion 57 si è dimostrato reattivo e divertente soprattutto risalendo il vento, dove si beneficia del buon apparente che riesce a crearsi con il piano velico ad alta efficienza, molto allungato e stretto, sostenuto da un albero in alluminio con tre ordini di crocette acquartierate. Il dislocamento contenuto, a vuoto sono 18 tonnellate, offre anche una buona accelerazione. La scelta del fiocco con la base poco più lunga della J, oltre che all’efficienza del piano velico va anche a vantaggio della praticità in virata, se alle scotte c’è un trimmer minimamente agile, bastano due bracciate per portare la vela a segno. In ogni caso, i due winch di randa e fiocco sono facilmente raggiungibili anche dal timoniere. Con 8,7 nodi di vento reale e un angolo all’apparente di 40 gradi si naviga a sette nodi, ma in queste condizioni già allargando di qualche grado le prestazioni scendono ed è consigliabile armare il Code 0, che si mura all’estremità del bompresso. 

 

Data la brezza, la navigazione alle portanti è stata più goduta agli angoli molto stretti piuttosto che scendendo decisi: oltre il traverso con sette nodi d’aria si è veleggiato sotto i sei nodi. C’è da dire che su questo esemplare, lo spi asimmetrico con calza murato sul bompresso è sottodimensionato per scelta del comandante che ha preferito una vela più facile da gestire con equipaggio ridotto, piuttosto che quella di stazza. 

 

Buona la manovrabilità e le prestazioni a motore: con il 110 cavalli Yanmar di serie a 2500 giri la velocità di crociera è di 8,3 nodi.

 

Scheda tecnica

Lft: 17,40 m

L. Gall: 5,36 m 

Baglio massimo: 4,95 m

Pescaggio standard: 2,50 m

pescaggio chiglia corta: 2,10 m

Dislocamento a vuoto: 18 t

Certificazione CE A – 8 pers.

Piano velico

Randa: 87 m² 

Genoa rollabile: 65 m² 

Code 0: 98 m² 

Spinnaker: 198 m² / 2130 sq ft

Carburante: 615 L / 163 US Gall

Acqua dolce: 1015 L 

Motore: 110 cv /HP

Progettista: Berret/Racoupeau Yacht Design

Cantiere: Wauquiez

 

{igallery id=7809|cid=2564|pid=17|type=category|children=0|addlinks=0|tags=|limit=0}

Commenti

CONDIVIDI