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Il mito abita qui, fra il Tropico del Capricorno e l’Equatore, sotto le palme fruscianti al soffio degli alisei, all’ombra dei vulcani a picco sulle lagune. È l’arcipelago delle Sottovento, in Polinesia Francese, 180 miglia a nord ovest di Tahiti, un mondo antico dove si incontrano pescatori con le piroghe affilate che catturano prede da cucinare alla brace nel forno scavato nella sabbia, si ormeggia davanti a motu selvaggi nelle acque delle isole blasonate, immagine esportata in tutto il mondo attraverso film e spot, sfuggendo alle orde dei giapponesi. “Questa è la meraviglia degli atolli: che si è al sicuro nella laguna mentre fuori imperversa la bufera” ha scritto James Michener, il cantore del Pacifico.

 

Atolli come come gli anelli di Saturno

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Si naviga tra le cinque isole principali Raiatea, Tahaa, Huahine, Bora Bora e Maupiti, a sei ore al massimo l’una dall’altra, circondate da una sottile striscia di terra a forma di ciambella, come gli anelli di Saturno. Spinti dal maaramu, il vento del Sud che soffia regolarmente da giugno a settembre, si attraversano acque sempre calme, come in un’immensa piscina. Solo le lagune di Tahaa e Raiatea sono navigabili in tutti i sensi, le altre sono interrotte qua e là da lingue di sabbia bianca che affiorano in superficie, un paesaggio da cartolina dove si cammina in 80 centimetri di acqua trasparente tra conchiglie e stelle marine blu.

 

Circa 150 miglia di navigazione

L’imbarco è al marina Apooiti di Raiatea, a cinque minuti dal piccolo aeroporto, base di vari brooker, con belle flotte di catamarani, la barca  ideale che permette di arrivare quasi in spiaggia. La base è attrezzata di tutto, apparecchiature per snorkeling, acqua e corrente. A pochi metri, il ristorante Club House, sull’acqua, serve ottimo pesce. Dal marina si prende il largo per la navigazione di una settimana nell’arcipelago, circa 150 miglia, seguendo i segnali, boe rosse verso le isole, boe verdi verso l’oceano. L’unico rischio è rappresentato dai blocchi di corallo e dai fondali bassi che obbligano a navigare a vista.

 

sottovento-10Lagune e vulcani

Si fa cambusa nella capitale Uturoa, poco più di un villaggio, con il porto pieno di barche dai colori sbiaditi, una chiesa protestante dove la domenica mattina alle dieci le donne abbigliate con cappellini stravaganti accompagnano la messa con canti tradizionali. Qui c’è anche un fornito drugstore e soprattutto il mercato della frutta e verdura che arrivano da Tahaa, l’isola gemella che quasi si tocca, nella stessa laguna. La strada, che attraversa Raiatea, collega la baia di Faaroa con quella di Faatemu sulla costa meridionale, perfetta per le immersioni. Il profilo verde del monte Orotoaio, perfetto cono vulcanico, domina l’’isola sacra su cui approdarono le prime imbarcazioni degli uomini antichi in cerca di nuove terre. Dal paesino di Fetuna, parte invece il sentiero che raggiunge la cima del monte Temehani, poco più di mille metri, l’unico luogo al mondo dove fiorisce il rarissimo tiare apetahe.

Fiordi profondi anche quattro chilometri

A Raiatea non ci sono belle spiagge, ma fiordi profondi anche quattro chilometri come Faaroa, ottimo ormeggio, a metà della costa orientale, su cui si affacciano fare di pescatori e piantagioni di vaniglia. Con il tender si può risalire per un chilometro il fiume Apomau che sfocia sul fondo della baia. Poi si può sbarcare a Opoa Bay davanti al marae di Tapuatapuatea, il più grande del Pacifico, costruito interamente con blocchi di corallo e lava, sulla costa sud orientale: un luogo di grande suggestione, da scoprire alla luce del tramonto, seicentesco centro di culto con l’immensa corte che ospitava i sacrifici. Di fronte, la passe di Te Ave Moa che si apre sul grande oceano.

 

La barca sembra sospesa nel vuoto

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Ma i piccoli paradisi dove gettar l’ancora e passare una  giornata, sono i motu, come Iriru, degli uccelli, e all’estremo ovest di Nao Nao, a otto miglia da Tapuatapuatea, circondati da spiagge bianco-smagliante e fondali fantastici per lo snorkeling, grazie alla vicinanza con la passe e lo spettacolare reef popolato di gorgonie, anemoni rosso fuoco, coralli simili a cavolfiori aperti, rosa, malva e violetti. Piccoli pesci, castagnole blu cielo, chirurgo, farfalla piatti e coloratissimi si spostano lungo le hoa, canali poco profondi. Il mare è talmente limpido, che la barca sembra sospesa nel vuoto, attaccata alla catena dell’ancora. Accanto, sfilano le piroghe a bilanciere, i pescatori si chiamano tra loro soffiando nel tritone, la grossa conchiglia a righe gialle e nere.

 

Tahaa, la più selvaggia

Di fronte a Raiatea, a un miglio di navigazione, la giungla fitta, interrotta da piantagioni di ananas, papaie, e soprattutto distese di vaniglia, annuncia Tahaa, la più selvaggia, raggiungibile solo in barca, con la forma che ricorda una corolla di fiori. È la sola isola che si può circumnavigare completamente. La barca sfila accanto a villaggi come Patio, una manciata di fare, blu, verdi e rossi. interminabili distese di aito, conosciuti come “alberi del ferro” per la robustezza, simili a pini di montagna, pompelmi giganti, manghi. Eccellente ridosso è la baia di Haamene, che penetra per due miglia e mezzo nel cuore della montagna, mentre verso la passe Toahotu, si può dar fondo a ovest del motu Mahaea, sbarcando sulla spiaggia bianca. Al pontone privato della Vanilla Tour, nella baia di Hurepiti, si può salire a bordo delle jeep della società per visitare le piantagioni di vaniglia. Nella baia di Apu, davanti a Raiatea, si scende a terra, invece, per cenare al Taravana Yacht Club, specialità mahi mahi, il piatto tradizionale polinesiano, servito crudo e condito con lime, latte di cocco,vaniglia e verdure. 

 

sottovento-4Il tramonto dietro Bora Bora

Ma Tahaa è entrata nel gossip internazionale dopo l’apertura del Tahaa Private Island & SPA, spettacolare Relais & Chateaux. Divine e divi di Hollywood, come Tom Cruise, hanno colonizzato le suite con terrazza e pontile sull’acqua, nascoste tra le palme del motu Tau Tau. Un trionfo di materiali naturali, arredi etnochic. Tau Tau è anche una delle location preferite dai velisti che gettano l’ancora davanti alla barriera per un snorkeling indimenticabile e il rito irrinunciabile dell’aperitivo al tramonto dietro Bora Bora. 

 

Leggi la seconda parte: Bora Bora, Huahine e Maupiti

 

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