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ac-4luglio-2Dovrebbe essere una grande festa, la festa della vela, quella che andrà in scena oggi a San Francisco con l’apertura della 34ma America’s Cup. Invece l’aria che tira è tutt’altro che gioiosa, con il caso “Timonegate” di cui vi abbiamo parlato settimana scorsa a tener banco, e la guerra in corso tra Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand da una parte, Oracle e Artemis dall’altra. E nessuno sembra voler fare nulla per calmare le acque.

ac-4luglio-5Ian Murray: “Offensivo, un attacco alla mia persona”
A partire dalla stessa organizzazione (ma, dici America’s Cup, e leggi Oracle), che negli scorsi giorni ha diramato un comunicato piuttosto teso nei confronti dei due Challenger (italiani su tutti), definendola “Una guerra di parole” con tanto di attacco ai team: “Martedì – si legge nella nota – durante un tour dei media italiani in base, Max Sirena, skipper di Luna Rossa, ha dichiarato che tutti i cambiamenti sono stati fatti a favore di Oracle, che sin dal varo del 24 aprile ha navigato senza rispettare le regole di stazza. Ma – si legge nelle parole del Race Director Ian Murray – Luna Rossa era lì quando il 22 maggio ho diramato le nuove regole sulla sicurezza, e tutti i quattro team hanno aderito in principio alla proposta. Personalmente, trovo fastidioso sentire persone che dicono che le raccomandazioni non sono state fatte per la sicurezza ma per migliorare le performance di un team, perché implica che io sia a favore di Oracle Team Usa. È un attacco alla mia persona e non lo accetto. Francamente lo trovo offensivo.

ac-4luglio-4Max Sirena: “Sciacallaggio”
La posizione di Luna Rossa, è però ben chiara, e il team sembra intenzionato a non lasciar correre. Tanto che, come ricordato dal sito America’s Cup, lo skipper Max Sirena non ha voluto utilizzare mezzi termini per descrivere la situazione, rilasciando a La Repubblica un’intervista dai toni estremamente duri e severi: “Sciacallaggio. Ecco cos’è. Nient’altro. Mi spiace dirlo perché la vela è la mia vita, il mio mondo, il mio sport. Ma non possiamo continuare a fingere, a dire che questa è la Coppa America dei gentiluomini, del fair play. Non è vero niente. Oracle e Artemis stanno facendo una cosa illegale, vergognosa e lo stanno facendo sfruttando la morte di ‘Bart’ Simpson, un velista, un amico. E io mi sono rotto di accettare tutto in silenzio“.

ac-4luglio-6La protesta di Luna Rossa
Il team ha dunque presentato una protesta alla Giuria Internazionale nei confronti del Direttore di Regata, chiedendo l’annullamento delle regole introdotte dal Direttore di Regata venerdì 29 Giugno (Regatta Notice 185 e 189): “Luna Rossa considera che […] il Direttore di Regata abbia sfacciatamente violato i regolamenti che reggono la 34^ America’s Cup, eccedendo la sua giurisdizione e la sua autorità. […] uno dei pilastri fondamentali di qualunque America’s Cup è il Regolamento di Classe, regolamento che viene proposto dal Defender ed è accettato dai challenger al momento in cui lanciano la sfida. Queste regole possono essere cambiate unicamente con il consenso unanime dei team concorrenti […]. Lo scopo di questa norma è di impedire al Defender – o a qualunque terzo – di cambiare le regole del gioco improvvisamente e/o unilateralmente, come il Direttore di Regata sta tentando di fare in questo caso: il suo è un chiaro tentativo di mettere fuori stazza la nostra barca, a soli pochi giorni dall’inizio delle regate, con la scusa della sicurezza. Luna Rossa è assolutamente favorevole all’introduzione di nuove e più severe norme di sicurezza (ha votato in favore di 35 delle 37 Raccomandazioni del Direttore di Regata), ma le regole relative ai timoni, agli elevatori dei timoni nonché al maggior dislocamento non hanno nulla a che vedere con la sicurezza; il loro unico effetto e la loro sola ragione di essere è quello di aumentare la velocità e le performance della barca. Luna Rossa ha anche chiesto alla Giuria di programmare l’udienza a una data precedente alla prima regata dei Round Robin (Luna Rossa contro Emirates Team New Zealand), in calendario il 7 Luglio.

Voglia di vela
I presupposti per le prime sfide ufficiali della 34ma America’s Cup, non sono quindi dei migliori. E con le regate in programma tra soli 3 giorni, tutto sembra ancora in alto mare. Per quanto ci riguarda, non possiamo che augurarci di poter tornare il prima possibile a parlare di vela, di classifiche e di prestazioni, lasciando da parte una volta per tutte le proteste, i tribunali e le “guerre di parole” e comunicati. L’America’s Cup, con la sua storia, il suo fascino e la sua importanza, non si merita tutto questo.

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