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Dopo gli anni di lotte legali tra Oracle e Alinghi, la farsa della 33ma Coppa, il tragico incidente di Artemis con la morte di un velista e i biglietti rimborsati, una nuova minacciosissima nube si aggira sulla 34ma America’s Cup, in programma a San Francisco dal 4 luglio 2013.

Èamericas-cup-timoni-2 di qualche giorno fa, infatti, la dichiarazione di Iain Murray, Regatta Director, sulla mancanza del permesso della Guardia Costiera per disputare le regate. Un problema risolvibile solo con l’approvazione di tutti e 37 i punti sulle nuove normative di sicurezza divenute necessarie dopo l’incidente di Artemis dello scorso maggio e la morte di Andrew Simpson. Ma, come ha dichiarato Bryan Willis, uno dei due membri della Giuria Internazionale, “I quattro team coinvolti si sono accordati sulla stragrande maggioranza delle raccomandazioni di sicurezza. E’ stato utile e positivo e il tutto si è concluso al meglio, con soli due punti ancora da definire“. Già, due punti ancora da definire. E qui iniziano i problemi.

Uno dei due punti in questione sarebbe infatti relativo agli “impennaggi sui timoni più grandi e regolabili fino alla partenza”. Ma come leggiamo in un ampio e ricco articolo pubblicato su Farevela.net, in cui vengono anche spiegati nei dettagli tutti i pro di avere impennaggi regolabili, i sopracitati timoni richiesti per questioni di sicurezza sarebbero già stati testati da mesi da Oracle Racing (in rosso nella foto in alto a destra), mentre né Emirates Team New Zealand né Luna Rossa li avrebbero costruiti né tantomeno progettati, in quanto, fino ad oggi, vietati dal regolamento di stazza. Ovvio dunque l’immenso vantaggio tecnico che Oracle si troverebbe tra le mani, come altrettanto ovvia è l’opposizione dei due challenger, a cui è venuto il ragionevole dubbio che il punto in questione non avrebbe proprio nulla a che vedere con la sicurezza, ma che servirebbe soltanto a “coprire un vantaggio per un altro team”.

americas-cup-timoni-4A tal proposito, due giorni fa il Legal Advisor di Luna Rossa, lo spagnolo Luis Saenz de Mariscal, ha dichiarato alla Reuters: “Siamo pronti a fare tutto ciò che serve per il rispetto delle regole. La regola di classe non prevede impennaggi regolabili dei timoni. Pensiamo che essi non abbiano nulla a che fare con la sicurezza. Sono uno strumento relativo alle prestazioni, e noi non crediamo che il Regatta Director dovrebbe occuparsi di impennaggi regolabili dei timoni. Il Regatta Director ha tutto il diritto del mondo di emettere raccomandazioni, ma non può cambiare le regole di classe”.

Riassumendo (e semplificando): Oracle sta testando da mesi dei timoni con impennaggi regolabili vietati dalle regole di stazza, dunque mai presi in considerazione da Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand. A una settimana dal via nel nuovo “pacchetto sicurezza” viene inserito l’obbligo di timoni proprio come quelli testati da Oracle. Luna Rossa e New Zealand non ci stanno, e non credono ovviamente alla necessità di tale punto ai fini di sicurezza.

americas-cup-timoni-5Quindi ora che succede? Dopo una prima fase presso la Giuria Internazionale, se la questione sicurezza non si dovesse sbloccare a causa di punto contestato, Luna Rossa sarebbe pronta a ricorrere anche alla Corte Suprema dello Stato di New York, competente per le tutte le questioni legate all’America’s Cup. Insomma: Oracle nell’occhio del ciclone, punti del regolamento su cui discutere, possibili coinvolgimenti della Corte Suprema di New York, Coppa a rischio. Non vi sembra una storia già sentita?

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