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Che la Coppa faccia ogni volta discutere, ormai è dato certo. La 35esima edizione, c’è da esserne certi, non sarà da meno. Se fino a qualche giorno fa le polemiche erano relative al ritardo nella pubblicazione del protocollo, ora riflettori e critiche si spostano sul protocollo stesso e i tanti buchi che ancora ha. Su tutti, l’assenza di una sede certa e il rischio di forfait per molti team.

 

Team New Zealand rischia di affondare

Proprio sull’argomento, il New Zealand Herald, quotidiano kiwi, titola uno degli ultimi articoli con un preoccupante “Il ritardo della sede potrebbe affondare Team New Zealand”. Ipotesi confermata da Grant Dalton, leader indiscusso del Team: «Senza una sede non puoi trovare i soldi degli sponsor, e questo complica un bel po’ le cose ai team come il nostro. In questo modo gli sponsor non prendono una decisione finale: finché non hai una sede, finché non valutano che sia di interesse strategico per loro, è impossibile chiudere gli accordi.» 

 

Spunta l’ipotesi Louis Vuitton

E allora, che si fa? Una possibile soluzione alle immense empasse che ogni volta colpiscono la Coppa, mettendo a dura prova la pazienza dei challenger di turno e, soprattutto, degli appassionati di vela, si trova sempre sulle pagine del New Zealand Herald. Vi dice qualcosa il brand Louis Vuitton? Quello che per 30 anni anni ha sponsorizzato gli eventi pre-America’s Cup? Quello che già nel 2009-2010, mentre Bertarelli e Ellison erano intenti a scornarsi nei Tribunali, aveva dato vita al Louis Vuitton Trophy a Nizza, Auckland, La Maddalena e Dubai? Ecco, proprio loro potrebbero essere nuovamente protagonisti anche nei prossimi anni.

 

Un nuovo evento più economico e “corretto”

L’idea è tanto affascinante quanto apparentemente difficile da realizzare: un nuovo evento parallelo in stile America’s Cup, ma più economico, più corretto (al momento in Coppa i pro sono tutti – ma proprio tutti – per il defender Oracle) e dunque più accessibile ai team e sponsor, da disputarsi in Australia e Nuova Zelanda. Protagonisti certi i kiwi di Team New Zealand, liberi finalmente dalle assurde regole degli americani, più alcune vecchie conoscenze della vela mondiale pronte a riaffacciarsi alla finestra. Magari proprio Bertarelli? Quel Bertarelli che da tempo, ne siamo certi, vorrebbe rimettersi in gioco? 

 

Addio Coppa?

Insomma, un evento così rischierebbe di fare ombra una volta per tutte sulla cara e gloriosa Coppa delle 100 ghinee. Che, suggerisce sempre il New Zealand Herald, finirebbe per restare impolverata e dimenticata nella bacheca del Golden Gate Yacht Club. Una visione francamente eccessiva, ok (l’America’s Cup ogni volta scricchiola e barcolla, ma, ne siamo sicuri, non morirà mai), ma quel che è certo è che d’un tratto non sarebbe più l’unico evento tra le boe a richiamare un pubblico globale. Una cosa non proprio di poco conto.

 

Mr. Larry Ellison è avvisato…

 

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