surf

Al film Point Break ispirato al film culto del 1991 interpretato da Keanu Reeves e Patrick Swayze, in arte l’agente FBI Utah e il surfista sui generis Body, va di certo il merito di aver trasmesso al grande pubblico l’idea che chi entra nell’onda e vive profondamente l’esperienza, una volta uscito non sarà più lo stesso.

Il surf come stile di vita suggerisce l’idea di armonia con la natura, concentrazione, equilibrio, flessibilità, sintonia, ritmo, energia e fatica.

Per riuscire a superare i propri limiti fisici, avere il controllo del proprio equilibrio e della mente, molti dei più famosi surfisti al mondo, come lo statunitense Kelly Slater, praticano da anni lo yoga. L’interesse per la pratica congiunta delle due discipline è al momento sulla cresta dell’onda, ma come si influenzano le due discipline, come si correlano?

Abbiamo chiesto alle migliori referenti, Anna Inferrera, insegnante yoga e Rochelle Ballard, campionessa di surf, di aprirci le porte di una dimensione in cui l’uomo e la natura sono in perfetta armonia.

Lo yoga urbano

Anna Inferrera, conosciuta da tutti nel mondo dello yoga ma anche da moltissimi che stanno iniziando a farne parte (www.mondoyogamilano.it) ha guidato a Milano l’evento Oysho Yoga, la più grande Masterclass di yoga urbano per tutti i livelli, in tour internazionale. L’evento ha riscosso un successo anche superiore alle già alte aspettative.
Il profondo interesse per questa pratica, ci dice Anna Inferrera, «Dipende dal bisogno di non affidare a terzi la nostra vita e di avere strumenti per scoprire la forza che abbiamo noi come individui: nell’ascolto veritiero di te stesso, della nostra vita autentica, o Dharma. La pratica dello yoga influenza tutti i campi della nostra esistenza: si parte dagli esercizi a terra per arrivare a una più profonda consapevolezza sulla nostra alimentazione, al modo in cui si comunica e ci si relaziona con gli altri, a muoversi nel mondo e nei confronti della vita».

yoga

Ma come si inizia questo percorso: «Si parte dal tappetino per esplorare i nostri limiti fisici, pratica dopo pratica, fuori dalla nostra comfort zone». Come in una metafora green, prima si bonifica il terreno e poi si pianta per avere un buon raccolto. «Si agisce su cinque strati del nostro corpo (Kosha), dal più grezzo al più sottile. Nella consapevolezza personale migliora anche il collettivo, si attua una trasformazione; bisogna compiere il proprio percorso personale, chiarire i buchi della propria storia e lasciare dietro il passato».

Terapia globalizzata

Lo psichiatra francese Jacques Vigne, nel suo ultimo libro “L’urgenza di una meditazione laica”, parla di una terapia globalizzata. Chi pratica yoga impara a respirare consapevolmente, aumenta la propria flessibilità ed equilibrio: l’energia circola grazie al respiro e alle asana, la pratica delle diverse posizioni dello yoga. Si arriva a ciò che viene definito mental focus.
Respiro e mental focus sono attitudini che potrebbero tornare molto utili quando si è su una tavola sulla cresta di un’onda e su un muro di metri di acqua. La capacità di concentrazione è fondamentale per la performance sportiva.

La pratica dello yoga è utile a chi pratica surf perché prepara il corpo all’attività sportiva, riduce il rischio di incidenti grazie alla fase di riscaldamento prima di entrare in acqua e dopo la sessione di surf per allungare i muscoli contratti dallo sforzo. Il giorno dopo una lunga pratica in acqua se ne sentiranno i reali benefici.
“Ci sono delle sequenze per chi deve andare in acqua e surfare: si riscalda il corpo e si rinforzano le zone interessate: spalle, caviglie e anche. Si rinforzano il core (centro), cioè il ventre, e le gambe. Dopo le sessioni in acqua si allungano le fasce muscolari interessate, la zona cervicale, la zona lombare e le braccia”, continua l’insegnante.
Da tradizione secolare, lo yoga è una disciplina iniziatica, bisogna seguire i passi di un istruttore professionista per capire e praticare le posizioni correttamente.

Le posizioni per il surf

Per avere un’idea di quello che si pratica ecco tre posizioni consigliate da Anna Inferrera:

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PURVOTTANASANA : POSIZIONE DELLO STIRAMENTO ANTERIORE

Ideale da praticare sia prima che dopo la sessione di surf. Apre e riscalda le articolazioni delle spalle e rinforza il corpo donando stabilità.

 

 

yoga-surf-salabasanaSALABASANA: POSIZIONE DELLA LOCUSTA

Ottima in preparazione alla sessione in acqua. Richiama tutti i muscoli che vengono sollecitati durante la remata, in particolare la muscolatura che scorre lungo il retro del corpo

 

 

yoga-surf-balasanaBALASANA: POSIZIONE DEL BAMBINO

Ottima postura da praticare dopo aver surfato. Dona una buona distensione alla schiena e riporta calma al sistema nervoso

 

Paddle Board Yoga

Esiste poi il Paddle Board Yoga, una variazione del SUP, stand up paddle, con lo yoga. La tavola diventa un tappetino sull’acqua, la base non è stabile e quindi bisogna lavorare molto sul miglioramento dell’equilibrio, esercitando l’uso della muscolatura profonda. Durante le lezioni introduttive le posizioni si praticano su una tavola ancorata al fondo del mare o su una superficie calma.

 

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