Lanzarote, Jason Decaires

Dal 25 febbraio nelle acque di Lanzarote, Spagna, aprirà un nuovo museo d’arte contemporanea sottomarino. Il progetto è realizzato dall’artista Jason Taylor deCaires che presenterà anche l’opera The Raft of Lampedusa, un richiamo alle nostre responsabilità collettive.

Dopo il MuMart, il museo d’arte contemporanea sommerso nei fondali di Golfo Aranci, Sardegna, opera dell’artista Lucio Micheletti, il genio creativo Jason Taylor deCaires installa la prima fase di sculture per il Museo Atlantico, il nuovo museo d’arte contemporanea sottomarino d’Europa e dell’Oceano Atlantico, situato nelle acque cristalline al largo della costa di Lanzarote, in Spagna. L’installazione permanente è costruita 14 metri sotto la superficie, accessibile a sub e snorkelers. Il museo sarà aperto ai visitatori dal prossimo 25 Febbraio.

Lanzarote, Jason Decaires

Il progetto, finanziato e sostenuto dal governo di Lanzarote, sarà inoltre costituito da un giardino botanico subacqueo, celebrazione del rapporto di lunga data dell’Isola con l’arte e la natura. Progettato per conservare l’ecosistema, come tutte le opere di Taylor, diventerà con il tempo una vera e propria barriera corallina artificiale per aggregare le specie ittiche locali e aumentare la biomassa marina.

Lanzarote, Jason Decaires

L’obbiettivo dell’artista, però, è anche quello di sensibilizzare l’opinione pubblica alle minacce attuali che affrontano la società e gli oceani del mondo. L’installazione principale, il Rubicon, si compone di un gruppo di 35 persone che camminano verso un cancello, un punto di non ritorno o un portale verso un altro mondo.

Lanzarote, Jason Decaires

Tra le opere anche The Raft of Lampedusa, straziante rappresentazione della crisi umanitaria in atto, ispirata alla Zattera della Medusa, il celebre e iconico dipinto a olio di Géricault, del 1818. L’opera, in cui compaiono uomini e donne su di un barcone che li ha fatti affondare, vivono senza bisogno d’aria nella loro nuova realtà.

Lanzarote, Jason Decaires

L’installazione, le cui statue sono state create utilizzando come modello alcuni migranti, non è intesa quale memoriale per le tante vite perdute quanto piuttosto come monito della nostra responsabilità collettiva. Tutte le sculture protagoniste patiscono il destino della nostra società destinata a inabissarsi sotto il pelo dell’acqua, tra luce e ombra, al tepore di smartphone e tablet che ci stanno sottraendo alla vita.

Le foto sono tratte dal sito www.underwatersculpture.com.

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