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Sono in cima ai desideri dei sub di tutto il mondo, ma anche di appassionati del mare che nuotano a pelo d’acqua con maschera e pinne. Spot spettacolari dove inseguire pesci e fotografare coralli variopinti.

quattro-spot-sub-6Nel cuore dell’Oceano Indiano, le Laccadive sono le Maldive di 50 anni fa, milioni di palme, laguna turchese, spiagge bianchissime, e un solo resort prenotato da chi vuole davvero staccare la spina. Le barche che arrivano dall’India non portano giornali, non ci sono telefoni, alla televisione si vedono solo documentari sulla vita sottomarina. I sub scoprono nel parco nazionale affacciato sulla costa sud occidentale dell’India, la barriera corallina che si inabissa fino a 120 metri di profondità, habitat ideale per barracuda e cernie, mante sinuose e anemoni di mare, pesci pagliaccio, gorgonie e spugne. In due ore si fa il giro dell’isola, sostando al calar del sole al laghetto naturale dove si abbeverano aironi e cicogne. A bordo dei down, le tradizionali barche in legno, si raggiungono le isolette di Thinnakara e Parati, un giardino sommerso di coralli sul versante orientale, dove depongono le uova le tartarughe giganti. La sera, la luce giallastra delle torce annuncia il resort. Sulla spiaggia, barbecue di pesce, sotto il cielo carico di stelle.

Nei Caraibi invece il meglio è in Belize. Un luogo new age dove si incontrano colonie di scimmie e tucani nella giungla. Qui c’è la seconda barriera corallina più grande del mondo, dopo l’Australia, 298 chilometri, uno dei luoghi cult per il diving. Leggi di più sullo spot per immersioni in Belize.

quattro-spot-sub-4Ma è il Sultanato dell’Oman, sulla punta sud-orientale della penisola arabica, la nuova meta dei sub. Bastano poche ore di volo per raggiungere il paradiso. A 80 chilometri dalla capitale Muscat, una sfilata di portici merlati, cupole e minareti, c’è un mondo sommerso insospettabile che ricorda il mar Rosso di decine di anni fa con fondali e barriere coralline che l’uomo non ha mai esplorato. Avamposto per scorribande sottomarine, il Sawadi Beach Resort, una sfilata di cottage in materiali locali,  affacciato su una spiaggia di sabbia con splendida vista sulle isole Sawadi. A disposizione degli ospiti, tre barche veloci che possono ospitare una ventina di subacquei l’una. Prendono il largo ogni giorno per la riserva naturale delle Dimaaniyat Island, rifugio di pesci Picasso e pappagallo, barracuda, tartarughe che vivono tra la distesa di coralli cervello e le praterie di anemoni variopinti. Con un po’ di fortuna, un’emozione in più: il vis à vis con squali leopardo, innocui, lunghi più di tre metri e gli impressionanti squali balena che si nutrono solo di plancton e pesciolini. 

quattro-spot-sub-7Sul Mar Rosso, non è affollata come Sharm, la Rimini egiziana e offre reef intatti, immersioni con grandi pelagici, pinnacoli madreporici di unica bellezza, pareti mozzafiato, grotte misteriose e relitti ricoperti di coralli. Marsa Alam, sul Tropico del Cancro, dove il Mar Rosso incontra il deserto del Sahara, fino a qualche anno fa era un piccolo villaggio di pescatori. Oggi il tratto di costa di cento chilometri pullula di centri diving e alberghi a misura di sub, ma anche di pigri vacanzieri. Come il Dreams Beach Resort, a pochi passi dall’acqua. Ma ci sono anche parchi nazionali come Wadi el Gemal. Mentre nella baia di Abu Dabab si possono avvistare i dugonghi, mucche di mare; Samadai chiamato anche Dolphin House, è un reef a mezzaluna a circa cinque chilometri a sud est di Marsa Alam che si apre su una laguna naturale protetta, rifugio di una comunità di delfini. La piattaforma corallina si estende fino a riva ma un pontile consente l’ingresso in mare oltre la barriera. Ma i sub più esperti preferiscono l’Elphinstone Reef, in mare aperto:  pelagici, barracuda, pareti incrostate di corallo..

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