atollo
Atollo di Raiatea

Siamo inchiodati immobili a 8 nodi nel punto più stretto, vortici ovunque. Proprio NO! Ci lasciamo risputare fuori per non correre il rischio di essere buttati sul corallo dalle correnti laterali…eppure non abbiamo voglia di mollare, bordeggiamo un po’ sottovento al reef. Almeno il mare qui è relativamente calmo, il sole splende. Cerchiamo qualche nicchia di acque abbastanza basse all’esterno per provare un ancoraggio, ma non c’è niente che offra appiglio. Troppo profondo o troppo vicino. Ritentiamo l’ingresso…dai, dai, dai!!! Ci sembra persino di essere partiti meglio, ma NO! Usciamo sulle rapide come schegge.

È tempo di pensare al piano B

L’acqua è davvero un torrente in piena impossibile da risalire però nella zona limite sul lato della pass improvvisamente scopriamo un fondo relativamente chiaro sui 7 metri. Immediatamente scatta il piano B. Tiriamo giù al volo ancora e 40 bei metri di catena ben distesa. Tiene!! Ma davvero tiene? Tiene proprio!!

Maupihaa – Isole della Società

Adesso che la concentrazione della manovra lascia spazio al rilassamento, finalmente ci godiamo il posto. Non ci era ancora capitato di fermarci esterni alla pass e di fianco al ribollire del mascarè. È emozionante e magico, gli uccelli tutto intorno e l’acqua blu fremente. Il cielo è uno spettacolo di nuvole che corrono e squarci di porcellana azzurra.
Il vento è bello teso adesso, vediamo spuma bianca ovunque anche all’interno della pass. Best brandeggia su un angolo strano per via della corrente. Riposiamo, ci facciamo una bella pasta e aspettiamo che il mare si calmi un po’ fotografando senza posa i minacciosi mulinelli dell’acqua a pochi metri da noi. La sera scende riportando a casa sule e rondini di mare che volano sopra di noi, negli ultimi raggi di sole arancione. Si accendono un fantastilione di stelle e ci addormentiamo tranquilli nel mezzo di un nulla selvaggio e straordinariamente bello.

piano b

Veduta della pass

Domani va bene, domani in attenuazione

La sveglia è sotto un’acqua torrenziale, scarichiamo fortunosamente le previsioni via radio per darci un tempo probabile di ripartenza. Domani va bene, domani in attenuazione. Usiamo questo tempo per lavoretti di ordinaria manutenzione, panificazione, un paio di cosette da scrivere che non si riescono mai a finire. Mentre piove, piove, piove. Tutto scompare nella cortina di pioggia. La pass non c’è più, sentiamo solo il rumore di torrente e l’atollo è solo un coro di stridii. Il vento non accenna a calare. Ci mettiamo l’anima in pace. Aspettiamo mattina e ci vediamo un film.

Al mattino il cielo è sgombro, le ochette all’interno della laguna sembrano più piccole. Il windex ci dà una quindicina di nodi. L’acqua è di un colore che ti fa sentire in paradiso, il fondo brilla chiaro. Caspita, mi attacco una bella cima e mi butto! È da non credere: siamo su una dolce discesa di corallo intatto e vibrante di vita, l’acqua è davvero blu come uno zaffiro con una visibilità che sarà 40 metri.

barriera corallina

Vita sottomarina

Mentre la corrente mi tira come un’aquilone, legata al mio filo d’Arianna strillo a Nanni di buttarsi. Intorno a noi il mondo. Sul letto della corrente passano tonni e squali, sotto pescioloni e pesciolini di ogni genere, in banchi o solitari, di ogni forma e colore, fiori di corallo nuovo e grandi madrepore antiche. Abbiamo tre remore che cercano sistemazione intorno alla pancia di Best, fucilieri e maccarelli ci sfrecciano accanto. Non sembra neanche vero. Tiro la mia cima al massimo per protendermi verso questa vertiginosa esplosione di vita e resto senza fiato quando dal mare arriva l’ultimo regalo. Appare in lontananza, risalendo dal blu, il volo maestoso di una grande manta che lentamente ci passa accanto e si allontana.

isole cook

Rarotonga – Isole Cook

Mi accorgo di non avere neppure respirato ed è con animo traboccante di gratitudine che leviamo l’ancora e vediamo Maupihaa sparire in lontananza. Tre giorni di navigazione relativamente agevole, un po’ di fiocco, un bel vento al traverso, il mare che comincia a rilassarsi e le 450 miglia verso Rarotonga passano quasi senza rendersene conto. Dobbiamo persino ridurre il fiocco per evitare di arrivare prima dell’alba nell’ennesimo porto sconosciuto e pieno di nuove promesse.

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