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La vittoria di Telefónica
Era il quarto giorno di regata, l’8 novembre, quando Telefónica ha preso per la prima volta la testa della flotta ai danni degli americani di PUMA Mar Mostro guidati dallo skipper Ken Read. Un duo che ha coperto le mosse dell’avversario in maniera continua, per quella che si è dimostrata una prima tappa piuttosto inusuale del giro del mondo a vela in equipaggio. Delle condizioni molto impegnative, immediatamente dopo la partenza, hanno obbligato a dare forfait a Abu Dhabi Ocean Racing condotto dall’olimpionico britannico Ian Walker e al team cinese guidato dal neozelandese Mike Sanderson Sanya, prima dell’uscita in atlantico dove invece la flotta ha incontrato condizioni di vento piuttosto debole. Sia Iker Martínez sia Read hanno scelto una rotta molto occidentale, e da quel momento è inziata la corsa a due fra Telefónica e Mar Mostro che sarebbe andata avanti per gran parte della tappa. Mentre i francesi di Groupama 4, con una scelta solitaria e coraggiosa, sceglievano di stare sotto la costa africana, mossa che li avrebbe portati a condurre la flotta per alcuni giorni. Il settimo giorno di regata, cambio di posizione fra PUMA Mar Mostro e Telefónica e poi ancora il giorno seguente, quando le due barche sono entrate finalmente nel sistema meteo che avevano così tenacemente cercato, potendo abbandonare l’andatura di bolina.
Giorno 11, dopo oltre 2.000 miglia di navigazione, Mar Mostro dista solo 7,2 miglia dalla barca azzurra degli spagnoli e, mentre i due entrano nella zoan delle calme equatoriali, il match race oceanico continua. PUMA Mar Mostro e Telefónica tagliano la linea dell’equatore a una sola ora di distanza, un gap ridottissimo quello quello che li vedrà girare l’isola brasiliana di Fernando de Noronha, separati da soli 55 minuti. E’ al quattordicesimo giorno che la fortuna gira per Telefónica, che prende il comando quando le due barche entrano nel fronte freddo che li deve condurre fino al traguardo di Città del Capo. Quel giorno Martínez dichiara: “Siamo vicinissimi a PUMA. È molto bello, la regata diventa più divertente.
Una volta liberatisi dal controllo stretto di PUMA, gli spagnoli riescono a distaccarli, facendo rotta verso sud per evitare l’anticiclone di Sant’Elena che blocca loro la via per i venti occidentali e la consueta corsa finale a grande velocità verso Città del Capo. E’ il 21 novembre, il diciassettesimo giorno di regata, quando a sole 31 miglia alle spalle di Telefónica, PUMA Mar Mostro disalbera, segnando la fine dell’appassionate testa a testa fra le due barche leader. Gli americani, con un armo di fortuna, poco carburante e poco cibo sono costretti a far rotta per la remota isola di Tristan da Cunha, da dove cercheranno di raggiungere Città del Capo via nave in tempo per poter prendere parte alla In-port e alla seconda tappa, mentre Telefónica naviga in modo assolutamente impeccabile fino alla fine, resistendo agli attacchi degli ispano/neozelandesi di CAMPER fino alla meritata vittoria di oggi.

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Il secondo posto di CAMPER
Nel corso della navigazione da Alicante a Città del Capo, CAMPER ha fatto registrare la migliore percorrenza sulle 24 con 554,16 miglia il 24 novembre, record che farà guadagnare loro l’ambito IWC Speed Record Challenge, per la prima tappa. Una frazione che ha visto CAMPER protagonista con alterne fortune, dopo aver guidato la flotta nelle fasi inziali e fino all’uscita dallo stretto di Gibilterra, gli ispano/neozelandesi hanno pagato caramente la scelta tattica presa in Atlantico. Inizialmente il team ha scelto di seguire l’opzione dei francesi di Groupama 4, mantenendosi vicino alla costa africana. Il quarto giorno, tuttavia, Nicholson ha deciso di sacrificare le miglia guadagnate verso la boa (il traguardo) e ha portato la sua barca bianca e rossa su una rotta occidentale e più al largo,  come avevano fatto PUMA Mar Mostro e il futuro vincitore di tappa Telefónica.
È stata una decisione costosa, che  il team non è mai riuscito veramente a recuperare, tanto che al quinto giorno CAMPER lamentava un distacco di 105 milgia ed era in ultima posizione. Il distacco ha continuato ad aumentare mentre l’equipaggio cercava di portarsi più a ovest, al settimo giorno raggiungeva il massimo gap con 334 miglia. ma, proprio da quella notte la fortuna è cambiata per CAMPER. Recuperando ben 56 miglia, il team è riuscito a riportarsi sotto e nella scia dei leader. Continuando a riprendere terreno, CAMPER si è  riportata in gara.
Al nono giorno il team si trovava infatti in terza posizione e al passaggio obbligato dell’isola di Fernando de Noronha il tredicesimo giorno aveva un distacco di 126 miglia dai leader di PUMA Mar Mostro. Nel tragico giorno del disalberamento degli americani, il diciassettesimo, CAMPER si era avvicinata fino a 110 miglia. Nel tentativo di farsi ancora più sotto, l’equipaggio spingeva la barca al massimo e la pressione psicologica ha provocato l’incidente che ha visto protagonista il giovane prodiere sudafricano Mike Pammenter. Sbattuto violentemente da un’onda sulle sartie mentre stava effettuando un cambio di vela, Pammenter si è rotto un dente e il labbro ma è stato prontamente curato dai suoi compagni. Certo un evento che ricorda quanto dura e impegnativa fisicamente può essere la regata. Fortunatamente, già il giorno dopo, il sudafricano era in coperta e pronto a collaborare con il resto del team per far camminare la barca il più velocemente possibile verso Città del Capo all’inseguimento del battistrada Telefónica ormai a sole 94 miglia davanti.
Adesso dobbiamo pensare al nostro nuovo avversario” scrivevano da bordo di Telefónica. Ma, la ruota della fortuna ha girato ancora una volta contro CAMPER, che è riuscito ad agganciare il fronte freddo, con i suoi venti favorevoli, in ritardo rispetto agli spagnoli che ormai avevano preso il largo. CAMPER ha concluso la prima tappa con oltre 200 miglia e oltre sedici ore e mezza di ritardo, ma con un eccellente secondo posto e, soprattutto, senza riportare danni maggiori.

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La terza piazza di Groupama
La storia della tappa di Groupama 4 è stata caratterizzata da una scelta strategica presa, nelle fasi iniziali: il terzo giorno di regata il 7 novembre, il team francese conquista la leadership ma il quarto giorno scommette su una decisione che avrebbe segnato la sua prova. Cammas e i suoi hanno infatti decidono di tenersi a terra e di navigare lungo la costa africana, in condizioni di vento debole e di bolina. Prendendo un rischio che, alla fine non ha dato i suoi frutti, il team si allontana dal resto della flotta fiducioso della propria opzione tattica. Anche CAMPER, in un primo momento, segue le orme di Groupama, per poi allontanarsene, pagandone comunque le conseguenze e decidendo di andare ad ovest come stanno facendo Telefónica, vincitore in Sudafrica e PUMA Mar Mostro che ha poi dovuto ritirarsi a causa di un disalberamento.
La scommessa tattica, comincia a dimostrarsi non vincente proprio il giorno che CAMPER with Emirates Team New Zealand opta per una rotta più occidentale. Con le vele che sbattono in una brezza inferiore ai due nodi, Groupama 4 tiene duro nella sua scelta di rimanere sulla rotta tradizionale a pochissime miglia dalla costa del Marocco. Il quinto giorno i francesi sono sulla “via dell’inferno” a oltre 300 miglia a est degli avversari: “Con il Marocco in vista, ci sembra proprio di aver iniziato il nostro giro del mondo… una rotta solitaria, che in realtà non era stata pianificata.” Scrivevano da bordo mentre si realizzava uno scenario incredibile che il team non pensava potesse realizzarsi. “Diciamo che non li vedremo di nuovo tanto presto” sono state le parole dell’MCM Yann Riou. E aveva davvero ragione.
Al sesto giorno Groupama 4 è al vertice del tabellone, e Franck Cammas ancora fiducioso: “Ho dei momenti di nervosismo ma cerco di non condividerli, cerco di condividere solo le mie speranze. Fino a ora abbiamo fatto quello che volevamo.” E, tuttavia dall’ottavo giorno la fortuna comincia a girare per la barca francese, quando coloro che si erano tenuti a ovest agganciano un nuovo sistema meteo mentre Groupama scivola in quarta posizione, una posizione da cui non riesce più a risalire. È stato allora che lo skipper ha detto con rammarico “Il risultato non sarà molto positivo, di sicuro. È il rischio insito nella nostra opzione, sapevamo che poteva essere favorevole a breve termine, ma incerto sul lungo periodo e non ha funzionato.
Malgrado ciò il loro piazzamento di tappa e il terzo posto nella classifica generale non è affatto negativo visto che i leader di Team Telefónica hanno 31 punti, CAMPER with Emirates Team New Zealand 29 e Groupama ne ottiene 22. Seguono le tre barche ritirate dalla prima tappa, Abu Dhabi Ocean Racing con 6, PUMA Ocean Racing powered by BERG con 5 e Sanya con 3.

Classifica generale della prima tappa Alicante – Cape Town
1. Team Telefónica (Iker Martínez), FIN – 21d, 05h, 14m, 25s
2. CAMPER Emirates Team New Zealand (Chris Nicholson), FIN – 21d, 21h, 48m, 04s
3. Groupama sailing team (Franck Cammas), FIN – 24d, 04h, 28m, 21s
4. PUMA Ocean Racing powered by BERG (Ken Read) ritirato dalla tappa 1
5. Team Sanya (Mike Sanderson), ritirato dalla tappa 1
6. Abu Dhabi Ocean Racing (Ian Walker), ritirato dalla tappa 1
 
Classifica generale provvisoria:
1. Team Telefonica, 31 punti
2. CAMPER with Emirates Team New Zealand, 29 punti
3. Groupama sailing team, 22 punti
4. Abu Dhabi Ocean Racing, 6 punti
5. PUMA Ocean Racing powered by BERG, 5 punti
6. Team Sanya, 3 punti

Il programma
La prossima opportunità di guadagnare punti per tutti sarà la seconda In-port race di Città del Capo, in programma sabato 10 dicembre alle 13 GMT mentre il colpo di cannone della seconda tappa verso Abu Dhabi verrà dato alla stessa ora il giorno seguente, domenica 11.

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