Volvo-oceanic-pole-of-inaccessibility

Durante la cavalcata negli oceani del sud, nella quinta tappa del giro del mondo, da Auckland in Nuova Zelanda a Itajaì in Brasile, la Volvo Ocean Race passa in uno dei cosiddetti poli dell’inaccessibilità. Oggi 25 marzo la flotta dei sei VO 65, guidata da Team Brunel, seguito da Abu Dhabi Ocean Racing e Alvimedica a chiudere il podio momentanteo, passerà per il Point Nemo (così chiamato in onore del Capitano Nemo, il misterioso personaggio di due romanzi di Jules Verne: Ventimila leghe sotto i mari e L’isola misteriosa) che ha coordinate: 48°52,6′S 123°23,6′W. 

 

Lontani da tutto

Volvo-oceanic-pole-of-inaccessibility-1Questo luogo, nel bel mezzo di quella famosa area di oceano meridionale conosciuta come i Quaranta ruggenti (confinante con i Cinquanta urlanti a sud), è il punto oceanico più distante da tutte le terre emerse, posto a 1451 miglia (2688 km) dalla costa più prossima: l’Isola di Ducie (nelle Isole Pitcairn), a nord. Gli alti punti prossimi, si fa per dire, sono a nord-est l’isola Motu Nui (nei pressi dell’Isola di Pasqua) e a sud l’isola Maker (a largo della Terra di Marie Byrd in Antartide), leggermente più lontani.

 

Curiosa similitudine

Il polo dell’inaccessibilità terrestre (coordinate: 46°17′N 86°40′E) è situato nella parte nord-occidentale della Cina, vicino al confine con la Mongolia. Da qui la costa più prossima è a soli 2645 km: solo 43 km di differenza rispetto alla distanza che separa il Point Nemo da una terra.

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