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François, partiamo dall’America’s Cup. Ti è piaciuta questa edizione?

«Moltissimo. Adoro l’America’s Cup e questi multiscafi con foiling, hanno regalato uno spettacolo incredibile. È vero che come sempre sono stati investiti tantissimi soldi, ma è grazie a quelli se in pochissimi anni abbiamo potuto ammirare un balzo evolutivo impressionante. E questo è un fattore davvero ottimo non solo per la Coppa, ma per tutto lo sport della vela in generale. Tutto quello che è accaduto intorno alle regate, tra sentenze, avvocati e penalità mi fa chiaramente arrabbiare, perché la Coppa non se lo merita. Mi viene ogni volta da pensare: andate in acqua e smettelea di litigare! Ma d’altronde è così da sempre, da quando è nata l’America’s Cup, e in fondo anche questi eventi fan parte della Coppa. Purtroppo.»

Ti abbiamo visto a luglio in Italia per i Mondiali Formula 18, poi al Fastnet. Cosa farai adesso?

«Con Macif (il suo IMOCA 60, ndr) navigheremo fino alla fine dell’anno prossimo, abbiamo in programma la Transat Jacques Vabre a novembre, da Le Havre a Itajai in Brasile, che affonterò in coppia con Michel Desjoyeaux. Poi nel 2014 parteciperò alla Route du Rhum, in solitaria da St Malo a Guadalupe. Due grandi eventi per me e Macif, per ora ci vogliamo concentrare a far bene qui, poi vedremo.»

A proposito di Route du Rhum, l’ultima edizione l’ha vinta Andrea Mura. Cosa ne pensi del movimento italiano nella vela oceanica?

«Con Andrea ho regatato sui Tornado una decina di anni fa, l’ho seguito molto in questi anni, sta facendo un gran lavoro. A giugno poi avevo a bordo con me Alessandro di Benedetto, altro velista fantastico. Sono contento di vedere tanti ragazzi italiani in oceano.»

gabart-2L’oceano e la vela, sono solo e soltanto regate e competizione per te?

«Guarda, ho scoperto la vela proprio grazie alle crociere, la mia passione è iniziata così, e per questo motivo fare crociera è una cosa che adoro. Purtroppo sono sempre stato molto impegnato ultimamente, con pochissimo tempo libero a disposizione, e non avendo nemmeno una barca mia, non è stato semplice trovare il tempo per un po’ di svago. Però posso dire una cosa: sicuramente uno dei miei obiettivi principali per l’anno prossimo sarà quello di trovare del tempo per veleggiare lontano dalle regate, con la famiglia o gli amici, fermandomi e godendomi quei posti meravigliosi davanti ai quali di solito passo via senza nemmeno vederli.»

Un posto che vorresti vedere in barca?

«Mi piacerebbe fare la Corsica, me ne hanno sempre parlato benissimo, credo sia uno dei posti migliori al mondo per veleggiare. E poi la Sardegna: sono rimasto impressionato da quello che ho visto durante qualche regata disputata a Cagliari.»

E il posto del cuore qual è? 

«Vivo nel sud della Bretagna, in una piccola isola fuori da tutto. È un posto incredibile. Lo adoro.»

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