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La tua prima Route du Rhum arriva dopo una stagione in cui hai vinto tutto sul Mini. Senti molta pressione?  

«No, non per via di aspettative sul mio conto. La pressione l’ho sentita prima, quando ho accettato di prendere parte al progetto Class 40 Fantastica – Route du Rhum, perché avevo già firmato con il mio sponsor Prysmian per la stagione Mini, quindi avevo molto più lavoro di quanto inizialmente preventivato. Quando sono partito per la tappa di andata “Les Sables – Les Açores” dopo aver trascorso molto tempo a bordo del Class 40, lo stress mi ha fatto abbassato le difese immunitarie e son partito influenzato. A settembre, in soli due mesi e mezzo ho dovuto portare a termine la sfida contro il tempo per la Rhum. Mi rendo conto che i miei concorrenti preparano questa regata nell’arco di anni, hanno esperienza specifica. Da parte mia, essendo nella fase finale della mia stagione trovo molto importante fare bene.»

 

Che lavoro di preparazione hai fatto su Fantastica? Quali le differenze più grosse arrivando dal Mini 6.50?

«Innanzitutto abbiamo un nuovo albero, costruito da Axxon e nuove vele di All Purpose. Poi si è fatto il setting per navigare in solitario e non in doppio come nella configurazione originaria. Ho studiato con attenzione la forma della carena e l’impronta in acqua. La giornata trascorsa con Guillame Verdier a bordo si è rivelata davvero molto utile e la mia provenienza da un Mini dal design così particolare ha generato tra noi un rapporto interessante, spero di poterlo reincontrare al più presto per comprendere appieno la sua filosofia e saper interpretare al meglio il disegno. La differenza più grande rispetto al Mini sono i carichi, che fanno davvero la differenza sul Class 40, altra gran differenza è l’informatica a bordo.»

 

L’anno prossimo farai ancora i Mini 6.50 con Prysmian? Che evoluzione per la barca?

«Lo vedremo dopo il Rhum, ho in mente lo step evolutivo, c’è sempre margine di sviluppo.»

 

Com’è avvenuto il contatto con Lanfranco Cirillo, armatore di Fantastica?

«Ci siamo conosciuti alla serata del Velista dell’Anno, dove lui ha vinto come Armatore dell’anno, mi ha preso per un braccio e mi ha fatto la proposta. Non lo ringrazierò mai abbastanza. Lui ha preso in carico il costo dell’operazione mentre il mio main sponsor Prysmian ha deciso di sostenere anche il progetto Route du Rhum con una partecipazione su Fantastica.»

 

Cirillo potrebbe essere un mecenate per la tua Vendée a fianco del tuo storico sponsor?

«Non ne abbiamo parlato, non lo so, di certo mi piacerebbe. Per intanto mi ha affidato questo progetto e vediamo se saprò ricambiarlo, poi vedremo.»

 

È sicuro che farai Vendée? Sai già con quale barca? 

«No non è sicuro, non dipende da me. In ogni caso parteciperei con una barca esistente, non certo con un IMOCA nuovo, ma dipenderà dal budget disponibile. Oggi è prematuro dirlo. Vorrei una barca che sulla carta mi permetta di stare a metà classifica, farla tanto per farla no.»

 

Chiudiamo con l’opinione che di Pedote ha il suo mecenate, Lanfranco Cirillo, a sua volta ottimo timoniere nei Melges 32 e sul Finn: «Giancarlo è un professionista della vela, uno che per tutta la vita ha sognato di fare questo e che per raggiungere un obiettivo ce la mette tutta. Uno che parte da solo e attraversa oceani, che si allena e si prepara senza limiti con una disciplina al top… Nei suoi occhi vivi vedo i sogni suoi e i miei, ed è per questo che ha meritato la mia fiducia e il supporto necessario per arrivare sulla linea di partenza di questa regata. Ora tocca a lui farsi onore. Io lo seguirò su Internet, mentre continuo ad allenarmi e a regatare con il Finn che è la mia grande passione personale.»

 

di Giuliano Luzzatto

 

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