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Il ciclone Pam, che gli esperti giudicano come uno dei più violenti nell’area degli ultimi trent’anni, ha già prodotto condizioni meteo proibitive con venti intorno ai 200 chilometri all’ora (circa 107 nodi). Una situazione che ha spinto gli organizzatori a un altro rinvio della partenza della quinta tappa originariamente prevista per domenica 15 marzo. «Il ciclone Pam investirà il nord della Nuova Zelanda fra domenica sera e lunedì mattina» ha spiegato il meteorologo della regata Gonzalo Infante. «La coda sud-occidentale passerà sul Race Village di Auckland con venti fino a 60 nodi e una forte possibilità di pioggia intensa, che potrebbe causare inondazioni.» Per questo l’organizzazione della Volvo Ocean Race ha anticipato i lavori di smobilitazione delle strutture del porto che potrebbero essere a rischio con venti superiori ai 120 chilometri orari.

 

A nord raffiche già a 140 nodi

Ma non è tutto. Più a nord la tempesta sta infatti assumendo, proprio in queste ore, dimensioni ancora più considerevoli, data l’aspirazione di vaste quantità di calore latente dal Pacifico sud-occidentale. Pam si è velocemente evoluto in un esplosivo ciclone di 4a categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti davvero molto violenti, che hanno raggiunto la fatidica soglia dei 210-220 km/h (114-118 nodi), ma con raffiche estreme che lambiscono i 250-260 km/h (130-140 nodi) nell’area attorno l’occhio centrale. 

 

Potrebbe crearsi un mostro da 160 nodi

Ma quello che si teme maggiormente, soprattutto per le prossime ore, è un probabile ulteriore rinforzo del ciclone tropicale in un mostro di 5a categoria Saffir-Simpson, con una pressione centrale da capogiro sui 910 hpa e venti ciclonici violentissimi, che potranno superare la fatidica soglia dei 300 km/h (160 nodi) nell’area attorno l’occhio centrale. Venti di questa potenza, oltre a sollevare un moto ondoso davvero imponente, con ondate alte fino a più di 9 metri, rischiano di creare una Storm Surge (“onda di tempesta”) capace di espandersi per alcune centinaia di miglia di distanza dal nucleo centrale del super ciclone tropicale. 

 

Gli atolli rischiano di essere sommersi

Se così fosse l’effetto dello “Storm Surge” potrebbe avere esiti davvero distruttivi sugli atolli corallini a est e a sud di Vanuatu: gli atolli a pochi metri sopra il livello del mare potranno essere sommersi temporaneamente dalle ondate più alte generate dalla potente tempesta. 

 

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