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Due ore di vela le avevamo già vissute alla partenza, due ore ce le siamo concesse e godute all’arrivo. In mezzo 3000 miglia di navigazione, sbattimenti, sofferenze ma anche godimento intimo e spirituale, a ben vedere, ma vera vela agonistica, poca. Mi spiego meglio: solo alla partenza e oggi all’arrivo, a immediato contatto con altre barche, abbiamo vissuto emozioni da regata, da vela agonistica, quando poi ci siamo dispersi nell’Oceano, è stato piuttosto il confronto con Lui, con l’Oceano appunto, che ha condotto la scena. Tutto un altro sport. Alla partenza l’adrenalina dei minuti, delle prime miglia, con la pioggia le raffiche e le prime onde, all’arrivo, in un clima e con un vento mite, finalmente il gennaker e uno spunto di regata vera con un’altra barca, nel tentativo di tagliare la linea davanti, passando rasente a scogli sconosciuti, con il Nuovo Mondo che si presentava a noi nella luce di uno splendido mattino, con palme, ville, prati e boschi verdissimi. Un arrivo in gloria.

Ma poi il vero premio: non solo la soddisfazione dell’impresa, non solo il sollievo di avere comunque scampato possibili guai, non solo la consapevolezza di aver fatto una bella impresa sportiva, condotta e gestita al meglio delle nostre possibilità, ma l’emozione più grande e indimenticabile è stata la gioia dell’ingresso in porto, tra gli applausi generosi di quanti già arrivati, l’inaspettata accoglienza dei compagni di avventura e dell’organizzazione, gli abbracci, le foto, la musica, una bibita fresca, un cesto di frutta. Protagonisti assoluti per qualche minuto, assolutamente al centro della scena, portati in gloria da chi, avendoci anticipato magari solo di poche ore, ben sapeva la fatica vissuta, la perizia dimostrata, le grandezza dell’Impresa, appena ridimensionata e solo controllata dalla perfetta preparazione dell’organizzazione. Una emozione tanto forte quanto composita, e identica quale che sia stato il piazzamento, dato che le miglia e l’Oceano sono state comunque uguali per tutti. Ecco: l’Oceano come la livella di di ben nota memoria, un ambiente immenso cui tutti devono sottostare, con le sue regole ineludibili, non importa con quali mezzi si affronta e quanti soldi si abbiano a disposizione. Tutto un altro sport.

di Fulvio Croce

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