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Oggi, dopo metà traversata, confermo che aveva ragione. Da noi 30 nodi di vento, 1-2 metri d’onda, 2 mani di terzaroli sono cosa normale. Qui, con 20 nodi, 3-4 metri d’onda frullatore garantito, 3 mani ti servono giusto per equilibrare il fiocco e proteggerlo dai colpi di vento da 30 nodi che possono arrivare in qualsiasi momento, anche senza preavviso. Da noi qualsiasi rotta comincia con un GPS ed un waypoint da raggiungere. Qui è il meteo che detta la rotta, e dato che in 3 gg. se va bene si fanno 600 delle 2800 miglia che ti stanno davanti, è perfettamente inutile andare oltre nella programmazione. Noi, assistiti da casa da un amico meterorologo profesiionista, abbiamo preferito una rotta piuttosto classica, a sud, in modo da evitare la coda un due profonde perturbazioni (forza 10!) che hanno interessato una zona di mare 1000 miglia più a nord, e da restare nel letto dellìAliseo da SE. Oggi, passato nella notte un fronte temporalesco con lampi a giorno, pioggia, ma non troppo vento, viaggiamo con una piacevole brezza da Sud, i cieli in rasserenamento e aspettiamo che si ristabilisca l’Aliseo che dovrebbe portarci alla meta in circa 6-7gg.

Da noi si possono prendere dei rischi riguardo vele e attrezzature, qui molto meglio di no, ovviamente, ma a volte è dura, per un regatante come me, ridurre vela senza (immediato) motivo, riducendo di conseguenza una velocità che altrimenti potrebbe essere superiore. Ma assicuro che prendere una straorza o mettere un boma a mare o anche solo perdere una drizza che si sgancia e vola nel vento (e nella notte) qui, non è assolutamente come dalle nostre parti. E via andando, in tutti i particolari di prevenzione e di condotta della barca, così come nella vita di bordo, ma questa è un’altra storia…

di Fulvio Croce

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