Partenza-arc

Prudenza e riposo 2 – Agonismo 0
E’ successo in passato una sola volta e quest’anno è la seconda: un meteo molto poco rassicurante ha suggerito all’organizzazione dell’ARC di postporre la partenza di due giorni, a martedì, per tutti tranne che per la nostra classe, quella racing. Una decisione molto sofferta, specie conoscendo gli inglesi, la loro dura concezione della vita e dello sport, gli interessi in gioco e le varie conseguenze del caso. La cosa non ci ha lasciato per nulla contenti. Uscire da un porto sicuro per affrontare venti contrari oltre i 30 nodi, onde di 6 metri, e pioggia battente quando tutti gli altri stanno a rilassarsi un pò dopo la fatica e lo stress della preparazione non è una prospettiva molto allettante, neanche per un gruppo volenteroso come il nostro. E poi non abbiamo avuto neanche il tempo di mettere il naso fuori dal porto, di dare un’occhiata a questa bella isola. Confesso che, tra la prudenza che è d’obbligo e il desiderio di relax e turismo, la soluzione di transitare alla classe cruising e riposare un paio di giorni ci appare piuttosto allettante. E quindi poche storie! Prudenza e riposo battono l’agonismo 2 a 0. Alla fin fine, a parte i duri che andranno in regata malgrado tutto (25 in tutto), solo 5-6 barche cruising su più di 200 partiranno domani.

istruzioniLa “sindrome della sete”
L’unico “pericolo” adesso è che riparta la “sindrome della sete”, la paura dell’ignoto, dell’abbandono, della solitudine da oceano che ci ha fatto già comprare acqua e cibo in quantità industriali. Dopo una spesa studiata, pensata, discussa e ridiscussa, dopo centinaia di euro di acqua, bevande e vettovaglie di ogni tipo purchè non facilmente deperibili, dopo aver trovato posto a 300 litri del prezioso liquido in bottiglia (come se non ne avessimo altri 400 nei serbatoi più un magnifico dissalatore..) chili di pasta, riso, couscous, latte, frutta secca e centinaia di lattine e scatole varie, dopo aver visto la barca quasi affondare sotto questo peso, il rischio è di vedere “naufragare” definitivamente i miei propositi di regata, di planate tra le onde, di velocità, di veder spuntare altra roba varia (e magari altra acqua).. Ma quale velocità, quali planate…saremo piantati come zattere con tutto questo peso fuori controllo! E’ stata tutta una congiura: di fronte alla sindrome del deserto nulla si può…Meno male almeno che le liste interminabili di cose da fare sono ormai esaurite, meno male che il Gran Giorno comunque si avvicina, che presto molleremo gli ormeggi e penseremo ad altro, a goderci il mare invece delle pur divertenti feste, a sistemare le vele invece delle lattine, a studiare il meteo invece dei gavoni per trovare altro posto alle cose da portare. La voglia di partire è al massimo, l’ansia da impreparazione svanita, ora perfino il lusso di due giorni di relax. E poi basta però! Partiamo!

di Fulvio Croce – Archeosailing

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