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2 settembre
L’equipaggio della seconda tratta di Bulbo Matto verso i Caraibi è arrivata in perfetto orario. Oggi è domenica, ancora riposo, preparativi e turismo. Scopriamo altri pezzi di questa città bella, tranquilla e ben organizzata. Il castello, il bel centro vivibilissimo di locali e stradine interessanti. Il meteo per domani è assolutamente favorevole: venti da est, quindi a favore, moderati, temperatura ottimale, sole. L’attesa é grande. Domani cambusa e via verso le Colonne, il traffico, l’oceano. Siamo pronti e determinati, sicuri dei nostri mezzi, anche se l’incognita persiste: che vele metteremo? Niente randa? Gennaker e fiocco tangonato, oppure spi pesante e fiocco sottovento? Il entrambi i casi le vele “colorate” sono attrezzate con calza per ammainate rapide in caso di groppi, e naturalmente il fiocco é rollabile. Ma solo le onde la vera incognita: potrebbero fare diventare qualsiasi manovra problematica. Vedremo domani..

3 settembre

Partiamo da Malaga di buon mattino col nuovo gruppo, ed il pieno di cambusa acqua e gasolio. Abbiamo 60 miglia davanti per Gibilterra e poi altre 560 per Porto Santo, isoletta minore di Madeira e a NE di questa, che ci dicono molto piacevole da vedere e visitare. Il piano è quello di approfittare dell’alta marea a Gibilterra, prevista per le 17:40, per passare lo Stretto passando sotto la Rocca due ore dopo, evitando così la massima corrente contraria, tipicamente da O. Anche la previsione meteo è favorevole, con vento moderato da E. Se sarà così andiamo dritti in oceano senza fare soste. La navigazione ci dà vento da gennaker 12 nodi, perfino una corrente favorevole da 2 nodi. Arriviamo in perfetto orario sotto la Rocca, deludentemente piccola, in mezzo al prevedibile traffico di navi e traghetti di tutti i tipi, sotto spi a 7 nodi con una birra in mano! Meglio di così! Poco dopo, verso la costa spagnola di Tarifa, nota per regalare in media 300 giorni l’anno con 30 nodi di vento ai surfisti di tutto il mondo, il vento però comincia a rinforzare. Caliamo spi, una mano, due, ci troviamo a filare con 30-35 nodi nella notte e 13-13 nodi e mezzo di planate tra onde che crescono e diventano decisamente oceaniche, anche se mai pericolose.

4 settembre
Il mattino continua il vento sostenuto da E-NE e la nostra serena navigazione. Solo verso pranzo tutto si va attenuando e ci consente di mettere spi con brezza oramai da 12-15 nodi, sempre a favore. Un sogno di veleggiata.. Ognuno alle sue occupazioni, secondo i turni, chi legge, chi dorme, chi chiacchera, la barca sotto spi a 6-7 nodi, col pilota automatico. Che pacchia! Lo teniamo su fino a notte fonda, poi il vento rinforza e gira a N, per cui lo ammainiamo e proseguiamo con il genova. Con la calza di cui è dotato la manovra è alla portata anche di due sole persone, a condizione che si agisca prontamente in caso di rinforzo, e di tre persone con vento già forte come è stato il caso sotto Tarifa. La luce limpida della luna agevola il tutto.

5 settembre
La navigazione procede veloce e senza alcun problema, con vento da N 13-18 nodi al traverso largo. Ne abbiamo approfittato per provare il pilota a vento, aggeggio ormai quasi sconosciuto ai più. Avendo nella mia vita perduto due timoni in navigazione, incluso quello di Bulbo Matto, per gravi difetti di costruzione (peraltro pericolosamente e criminosamente diffusi) il timone che abbiamo sotto è stato riprogettato e costruito interamente in carbonio. Non voglio comunque correre più rischi simili e ho attrezzato la barca con uno di questi aggeggi, dotato di pala autonoma che può anche supplire da pala principale il caso di emergenza, e che ha rispetto il pilota elettronico il vantaggio di non consumare energia. La giornata trascorre così tranquilla e senza cambiare assetto, nè rotta, 250º verso Madeira. Due tonnetti integrano la dieta odierna.

6 settembre
Siamo tutti contenti che la notte sia finita. Due di noi hanno sofferto, o per qualcosa nel cibo o per stanchezza o per il mare, che però è fastidioso ma non grosso, ed i turni sono stati pesanti, anche per l’umidità notevole. Ma la barca, 12 o 18 nodi da N fila sempre intorno ai 6-9 nodi al traverso che è una meraviglia e la meta si va avvicinando. Alle 13 ora italiana siamo a 110 miglia ed il vento gira a N-NO sempre sui 10-12 nodi. A questa velocità arriveremo domattina col buio. Con le ore il vento va calando e ruotando a NO, cioè di bolina. Per fortuna con 6-8 nodi di vento l’andatura è del tutto riposante e comunque facciamo almeno 5 nodi. Ciò ci consentirà di arrivare con le prima luci evitando il buio di un porto non conosciuto.

7 settembre
Verso le 3 del mattino avvistiamo il faro, solita emozione dei naviganti. Alle 7 siamo sotto l’isoletta di sud-est, bassa e picco, di lava nera e rossa. A motore entriamo nel porticciolo silenzioso e ci ormeggiamo tra poche altre barche di navigatori più o meno avventurosi. Quattro giorni facili, grande velocità, 630 miglia in meno di 4 giorni, lo Stretto di Gibilterra attraversato sotto spi al tramonto, non si poteva desiderare meglio. Una sola notte con 30-35 nodi ci ha regalato delle belle planate e delle immagini video stupende, all’alba controsole.

 

 

 

 

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