Combatte l’insonnia, stimola la melatonina e riequilibra gli ormoni. Da effettuarsi con adeguata protezione (solare).

 

(Leggi: Ocean Detox prima puntata)

A Guadeloupe è consigliabile fermarsi quattro o cinque giorni per fare una base di abbronzatura e completare la fase di decompressione, dormendo bene e a lungo. A Guadeloupe è consigliabile alzarsi alle sei e andare a dormire alle nove, per godersi la parte migliore della giornata dato che fa buio presto. Se in Italia siete nottambuli non dovrete nemmeno cambiare fuso orario: sarà come andare a letto alle tre e svegliarsi a mezzogiorno. Dal punto di vista dei costi, è consigliabile affittare un bungalow bruttino, ma pulito in un punto balneare (in bassa stagione, 53 € a notte per tre posti letto con zanzariera, cucina, wi-fi, book crossing, condizionatore e cassaforte, oltre al dehors per il mango a colazione e il rhum&coca della sera), e da lì muoversi autonomamente per spiagge ed escursioni. Vi consiglieranno anche di affittare una macchina, poi capirete perché. 

 

b2ap3_thumbnail_sainte-anne.jpgA Sainte-Anne la posizione è strategica, perché la spiaggia del paese, proprio in centro, è molto bella con le palme e illuminata la sera e i ragazzi ci vanno a correre, allenarsi e fare il bagno. Ne vanno orgogliosi e hanno ragione. Dopo il bagno serale (acqua caldissima) potete mangiare un riccio ripieno pescato proprio lì e abbrustolito sul camioncino a metro zero: potete pagarlo 13 euro (vive la France) e sentirvi imbecilli quando il pescatore/cuoco vi racconterà di aver fatto il camionista in Europa e che la ricetta è italiana. Non lasciate il vostro numero a Paco di Aqua Zen Plongée per prenotare un’immersione perché è talmente zen che non vi richiamerà. 

 

b2ap3_thumbnail_malendure.jpgC’è quell’odore di laguna, un po’ salmastro un po’ torbido, diffuso ovunque in questa parte di costa. Sono i sargassi, ne arrivano a tonnellate portati dell’oceano e moltiplicati dal riscaldamento globale. Sono un problema per fauna e flora, rubano luce e ossigeno. Non sono mica brutti, sono piantine dorate con foglioline aguzze e piccole bacche: sembrano il vischio a Natale. Quando arrivano l’acqua è bollente. 

 

Le francesi in spiaggia stanno in slip e reggiseno. Anche slip di pizzo trasparente, contente loro… (come verrà l’abbronzatura?). Quando arriva il temporale i turisti scappano perché hanno paura dell’acqua, ma voi che la sapete lunga copierete gli anziani del posto e ve ne starete in acqua a godere doccia e bagno. 

 

A Sainte-Anne i vu compra’ sono belle ragazze bionde e abbronzate che non fanno altro che cambiarsi costumi e pareo e sfilare avanti e indietro sulla spiaggia facendo sventolare allegramente sederi e cartellini del prezzo.

 

Se volete esplorare la zona, andate a piedi alla Plage de la Caravelle. Prende il nome dalle navi di Cristoforo Colombo che scoprì l’America ma anche Guadeloupe. Dopo di lui, la Caravelle fu scoperta dal Club Med che ci fece un resort con sdraie, hobiecat, moto d’acqua e jeux apéro. C’è anche la massaggiatrice in spiaggia. 

 

E c’è anche, proprio vicino al vostro asciugamano (la balneazione è libera), l’uomo più bello del mondo. Uno dei tanti dell’isola: alto, lucido, scultoreo. Ogni tanto, non riuscirete a fare a meno di gettare un’occhiata: ecco, vi sta guardando. Che imbarazzo. La soluzione: maschera e bagno. Snorkeling tra gli scogli verso la barriera corallina; dal lato est però l’acqua si fa sempre più bassa, finirete per spiaggiare sui ricci. Meglio piegare verso ovest, di là c’è pure più pesce, ecco infatti… «Bonjour

 

L’uomo più bello del mondo vi ha seguiti fin lì, attacca bottone, vi porta dal lato giusto della barriera, giù tra coralli, aragoste e pesci palla, vi porta a vedere una grotta e una tartaruga e un’altra spiaggia e voi lo seguite ringraziando la maschera graduata per tanto bendiddio e l’istruttore di apnea per avervi allenati così bene. 

 

Poi si torna alla spiaggia e si fa conversazione, lui vi chiede quanto rimarrete e se alloggiate in un bungalow da sola (?) e se avete già noleggiato una macchina perché ci sono altre belle spiagge dove andare e se volete vi accompagna. Ah, addio apnea. Ecco spiegate tutte quelle coppiette viste in giro, dove lui è l’uomo più bello del mondo e lei, bianchiccia e cicciottella, guida. 

 

Improvvisamente vi sentite ingenua, bianchiccia e cicciottella e giurate a voi stessi che non noleggerete nessun’auto. Tanto le spiagge belle (per esempio Malendure e i bei coralli della Réserve Cousteau) sapete già dove sono perché avete letto la Routard e avete chiesto consiglio a Olivier che è di Guadeloupe, il commesso del reparto vela di Decathlon in Largo Cairoli a Milano. 

 

b2ap3_thumbnail_bois-jolan-2.jpgPer evitare la Caravelle il giorno dopo vi dirigerete, a piedi, verso la spiaggia di Bois Jolan. Bois Jolan è praticamente una piscina baby, profonda al massimo 60 cm, larga 40 metri e lunga 3 chilometri. Su uno dei lati lunghi è bordata da sabbia e palme, sull’altro da onde e coralli. Per arrivarci dovrete camminare un’oretta lungo un sentiero punteggiato da tane di granchi giganti («c’est pas méchant!» ma non è cattivo!, rassicura un uomo comparso all’improvviso dalle mangrovie facendovi spaventare più dei granchi), stagni e pascoli (sì, pascoli: in riva al mare). 

 

A Bois Jolan non ci sono chioschi o negozi, quindi procuratevi acqua e frutta e pain aux raisins prima di andarci. A Bois Jolan non c’è niente salvo mangrovie, palme, sabbia, coralli, pesci, pellicani, granchi, uccellini multicolori, palmipedi, ricci, aragoste, cani, galline, mucche e un toro. E una decina di spazzini che raccattano la rumenta lasciata in giro alla faccia della spiaggia incontaminata. 

 

b2ap3_thumbnail_bois-jolan-4.jpgA Bois Jolan non c’è niente da fare, se non sdraiarsi a dormire, leggere, svuotare la mente, riempirsi di crema a protezione altissima, pucciarsi a bagno (quando vi hanno detto che si può nuotare, intendevano: a stile solo se conoscete la tecnica della “bracciata a uncino”, e a rana se avete fatto dodici anni di danza classica e avete un plié degno del Bolshoi; per fortuna siete persone un po’ ballerine, nel senso buono). In acqua, le attività principali sono: 1. accoccolarsi circolettando le braccia tipo miss Anni 50; 2. sdraiarsi sull’acqua a prendere il sole, è così salata che è più comoda del materassino, potete anche dormire; 3. fare esercizio di apnea statica (e un po’ autistica) studiando la vita sociale dei pesciolini gialli e blu che abitano intorno ai sassi. Loro studieranno voi e dopo cinque minuti di immobilità totale verranno ad assaggiarvi la mano. Riemergerete con la mente sgombra e la sensazione di aver passato mezz’ora con la testa nell’acquario della sala d’aspetto del vostro dentista.

 

b2ap3_thumbnail_bois-jolan-3.jpgNota sulla protezione: data l’intensità dei raggi solari e i lunghi tempi di esposizione, procuratevi crema solare ad altissima protezione e resistente all’acqua, come quella per bambini. Non preoccupatevi particolarmente dell’inestetismo dovuto alla patina bianca antistupro che la crema creerà sulla vostra pelle: se guardate bene tra le mangrovie, c’è un tizio che sta dimostrando energicamente il proprio apprezzamento per la vostra crema antistupro. Magari prendete su crema e carabattole e spostatevi sotto un’altra palma vicino a coppie e famiglie. Con calma e buonumore: è tutto Detox. 

 (continua)

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