Un massaggio vigoroso per aprire i chakra e stimolare la digestione. Seduta idromassaggio compresa nel pacchetto.  

 

Se salpate da Guadeloupe verso fine maggio e volete arrivare alle Azzorre, non andrete diretti perché dovreste attraversare una gigantesca bonaccia. Salirete di bolina con vento tra i 10 e i 25 nodi per un migliaio di miglia, poi cercherete le frange di una bassa pressione in arrivo da nord, per puggiarle davanti in modo da farvi spingere scendendo al lasco, possibilmente senza farvi raggiungere.

Dopo 11 giorni di bolina con rotta fra 35 e 45 gradi, intorno a 37° 15′ N 43° 58′ W potete lascare e dirigere verso le Azzorre. In quel momento c’è poco vento e il mare è calmo.

L’atmosfera si rilassa, si aprono finalmente osteriggi e boccaporti, ci si può sdraiare a prua, giocare coi delfini, pescare, leggere o fare yoga. Staccare i teli antirollio dalle cuccette. 

 

b2ap3_thumbnail_Detox-04-grampo.jpgA bordo non si parla solo di mare: si discute di filosofia morale (per esempio se sia giusto risparmiare i delfini ma decimare i tonni) o di progetti esistenziali (come smettere di lavorare, diventare molto ricchi e comprare una barca da due milioni), ma soprattutto si finisce per parlare di donne. 

Come spesso accade, sarete l’unica donna a bordo: ottima condizione per posizionarvi fuori target e guadagnarvi il ruolo della confidente, saggia dispensatrice di consigli di vita mondana e sentimentale. I maschi alfa, non dovendo lottare per la femmina, si sfideranno in gare di cucina (NON sperate di dimagrire!), scacchi e aperitivi.

 

b2ap3_thumbnail_Detox-04-onda.jpgFinché non sale il vento. 

Eccoli, i quaranta-quarantacinque nodi, le onde di cinque metri, la voce dell’oceano. Ed è subito planata: occhi che muovono incessanti dalla prua al windex, all’onda che sale sotto la poppa dal giardinetto, alla velocità sul log. Braccia sul timone (ottimo per tricipiti e deltoide). 

Ma non è un gioco: a oltre settecento miglia da qualsiasi cosa è meglio non fare troppo i gradassi ed evitare straorze, strapugge e qualsiasi tipo di rottura o infortunio. La barca comincia a rollare vigorosamente: non sono più i colpi di beccheggio di bolina, ma un potente movimento laterale. La luna è calante e sorge tardi, il cielo è coperto. C’è un momento in cui tutto è completamente nero e l’allenamento che avevate fatto timonando a occhi chiusi diventa un patrimonio, ma anche un atto di fede.

 

Anche sottocoperta, ogni oggetto al suo posto e tutto bloccato perché non rotoli e non sbatta. Ha ragione il comandante a infuriarsi per piatti e posate lasciati in giro, ogni cosa diventa pericolosa: per fortuna tra le dotazioni di bordo avrete un compagno di viaggio paraculo, elemento sempre indispensabile a ristabilire il buonumore con un paio di battute. 

 

(Nota sul comandante. In questo caso il comandante ha ventiquattro anni ed è alla sua ottava traversata, ha settantacinquemila miglia navigate sulle spalle e dorme quattro ore al giorno. Quando smonta dal turno di timone alle cinque del mattino, impasta il pane per il giorno che arriva. Ascolta jazz, rock e hiphop e al concerto di Jimmy Cliff era felice come un bimbo. Alla faccia del choosy). 

 

Attività Detox durante la navigazione al lasco: 

  • sdraiarsi in cuccetta per il turno di sonno (avrete rimesso il telo antirollio) e studiare i propri organi interni mentre si muovono nello spazio come autonomi, portati dal rollio.  
  • con due litri d’acqua (più facile se non siete su un Class 40, ma su un 65 piedi con cabina armatoriale e vasca da bagno) riuscire a fare doccia shampoo bucato e idromassaggio.  
  • legarsi a doppia cinghia alla lifeline e mimare lo sci nautico (raccomandato per i più insicuri, ma va bene per tutti). 
  • cercare le balene, individuarne qualche soffio, dubitarne. 
  • disputare un campionato di planate. 
  • guardare i tuffi dei delfini illuminarsi nel plancton fosforescente.  
  • cercare attentamente navi e nubi all’orizzonte. 
  • studiare meteorologia applicata. 
  • studiare astronomia applicata. 
  • fare prove di navigazione con sestante.  
  • ripassare le impiombature. 
  • armare la gopro. 

 

b2ap3_thumbnail_Detox-04-bionda.jpgComunque per onestà bisogna ammettere che, anche al lasco, l’Atlantico non schiarisce i capelli quanto il Mediterraneo. 

 

Leggi la prima puntata: Il démaquillage.

Leggi la seconda puntata: Il mar dei Sargassi.

Leggi la terza puntata: La bolina.

 

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