Prima regola del mal di mare: non parlate mai del mal di mare.
Seconda regola del mal di mare: non dovete dire mai io non ne soffro, a me non capita.

 

Capiterà anche a voi. Forse la prima volta si farà aspettare, forse arriverà dopo decenni di esperienza. Ma vi capiterà. Io quando mi chiedevano se avessi mai sofferto il mal di mare dicevo sempre «non ancora, ma capiterà».

 

Sarà magari in pieno oceano, sarà di notte, sarà di bolina e con venticinque nodi d’aria e tre metri d’onda.

 

Sarà magari per quel maledetto panino col prosciutto in offerta speciale o perché avete visto un compagno piegato fuori bordo a rendere il suo omaggio gastrico al mare. Sarà perché avete preso troppo sole e soprattutto bevuto troppo poco, o perché non avete avuto l’umiltà di prendere una pastiglietta preventiva.

 

b2ap3_thumbnail_maldimare-022.jpgCi vuole umiltà

Non che in oceano faccia più onore che star male su un traghetto da Piombino: non è mica una questione di orgoglio. Ma vi capiterà.

Può arrivare piano piano o all’improvviso.

Inizia con una sensazione negativa, un semplice calo di fiducia. Tutto a un tratto non mi sto più divertendo così tanto. E dopo un minuto eccovi là, a poppa o sottovento.

 

Oppure parte da una debolezza, stanchezza feroce che vi impedisce di alzarvi al cambio turno. Tocca a te. Non ce la faccio. Come non ce la fai, dai tocca a te. Non ce la faccio. Non riesco ad alzarmi. Portami il secchio. Opporcamiseria il secchio!

 

b2ap3_thumbnail_maldimare-03.jpgÈ in questo momento che il bugliolo diventa il vostro migliore amico. A tu per tu con lui e con voi stessi. A tu. Per tu-p-per-tu-u-tu-t-tu-ups. Vomitare aiuta. Ma non risolve.

Devi bere, reintegrare i liquidi. No, ma se bevo vomito di nuovo, di sicuro. Lo so, ma devi bere. Mangia due cracker. Ma sono celiaca, sono di kamut? Bevi un pochino. Ancora un pochino. Un sorso di Coca. La Coca Zero mi fa schifo. Belin, bevi! Bugliolo. Ups. Ok. Prendi una xamamina. Prova a dormire un po’.

 

Io ho dormito quattordici ore, per fortuna la traversata era lunga. Poi stavo bene, ma ho detto addio alla cambusa.

 

L’occhio, l’orecchio e la gopro

b2ap3_thumbnail_maldimare-044.jpgIl mal di mare, lo sappiamo tutti, nasce dall’orecchio. Anzi dall’occhio. Cioè quando l’occhio comincia a vedere il mondo come una planata ripresa da una gopro fissata alla barca, dove le cose che si muovono sembrano ferme e le cose ferme sembra che si muovano.

 

L’occhio comunica all’organo preposto all’equilibrio, che si trova nell’orecchio perlappunto, che qualcosa non va.

Orecchio, qualcosa non va! Dice l’occhio. Devi essere stato avvelenato, stomaco difenditi! Dice allora l’orecchio allo stomaco.Stomaco si svuota ma dice al resto del corpo: qualcosa non va, mettiti in stand by.

Dopo qualche ora, si saranno tutti convinti che non siete in pericolo, e vi lasceranno stare.

 

Suggerimenti da banchina provati per voi

I cracker (tenerne sempre un pacchetto nella tasca della cerata), le noccioline, l’acqua, la cocacola, timonare, guardare il mare: funzionano. La gomma da masticare: per me funziona, per altri no. Pareggio.

 

b2ap3_thumbnail_maldimare-045.jpgI braccialettini, addugliare cime, sdraiarsi proni o supini, girati verso poppa o verso prora: funzionano solo se avete voglia di crederci. Il panino con olio e acciughe non so se funziona ma è molto buono. Dormire funziona sempre (in generale, nella vita) ma vi perderete un po’ di gita.

 

Per farsi venire il mal di mare funzionano bene (visto provare per voi): la colazione con spremuta e cappuccino e bombolone alla crema in un giorno di mare lungo da libeccio, parlare del mal di mare, guardare uno che vomita, avere paura.

 

I cerotti di scopolamina e la xamamina funzionano benissimo contro l’insonnia. Scopolamina peraltro trovo che sia una bellissima parola, anche se dicono che adesso è stata ritirata dal commercio (la sostanza, non la parola). Pare che fosse usata anche come siero della verità. Interessante.

 

b2ap3_thumbnail_maldimare-05.jpgProdotti per voi

1. Dei francesi hanno inventato un paio di occhiali con l’acqua dentro, Boardinring, che dovrebbero ingannare l’occhio facendogli vedere altra roba che si muove pur restando ferma.

Se è vero, indossandoli a terra e muovendo la testa dovrei vomitare. Adesso li provo per voi e vi faccio sapere.

 

b2ap3_thumbnail_maldimare-06.jpg2. In Portogallo ho comprato in farmacia un prodotto che non faceva dormire come la xamamina e aveva un nome simpatico, Vomidrin. Mi ha fatto tornare in mente una bambola in commercio anni fa, si chiamava Sbrodolina ma in famiglia la chiamavamo affettuosamente Vomitina.

Praticamente le davi il lattino finto col biberon e lei, grazie a un meccanismo alimentato a pile, te lo risputava in faccia sbavettando.

Giochi educativi, nostalgia dei bei tempi andati.

 

 

 

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