Finalmente il Messico… Lasciata San Francisco e San Diego con molta impazienza, Best ci aspetta ad Ensenada, il porto di ingresso in Baja California per i naviganti che scendono lungo la costa est del Pacifico.

 

Espletate le formalità e raccolti altri tre membri dell’equipaggio, riempiamo frigoriferi e serbatoi pronti per le ultime mille miglia che ci porteranno oltre Cabo San Lucas fino al cuore del Mar di Cortez. Abbiamo grandi aspettative, la stagione delle balene grigie è ormai agli sgoccioli, ma speriamo di riuscire ad avvicinarle nelle lagune costiere dell’ultimo tratto prima di doppiare il capo. 

 

b2ap3_thumbnail_best-magdalena-4.jpgE di nuovo oceano e turni e onda lunga e un buon venticello da Nord che ci permette di surfare sulle onde e di scendere per rotta ad una buona media di 7-8 nodi. Siamo in 7, i turni sono rilassanti e ci godiamo il ritmo delle giornate e delle notti stellate. Ma ancora niente balene… Lagenorinchi sì (nella foto a sinistra), qualche volta arrivano a giocare un po’ sulla prua come i delfini (cugini strettissimi in effetti), con le bellissime bistrature grigie sui fianchi e la coda a falce di luna. Ci riempiono di allegria e gratitudine e poi spariscono in un lampo a caccia di una abbondante colazione o di un nuovo gioco.

 

b2ap3_thumbnail_best-magdalena-3.jpg

Ci teniamo un paio di giorni di sosta a Bahia Magdalena, dove sembra sia facile incontrarle e sfioriamo soltanto le lagune più a nord dove comunque non è possibile entrare con una barca privata. La visione fugace di un dorso argenteo che si fa largo in mezzo ad un banchetto di pellicani però ci fa davvero ben sperare in un prossimo incontro. Non perdiamo tempo e mettiamo prua dentro la baia con un venticello deciso verso il tardo pomeriggio.

 

E sono lì, ad aspettarci, in realtà intente a mangiare sul fondo senza dimostrarci particolare entusiasmo. Tre soffi distinti, tre groppe grigie e lucenti e le code a cuore. Emozione per il primo incontro con questa particolare specie di balene che è quasi scomparsa dai mari del mondo e si rifugia nelle acque basse delle lagune messicane per svezzare i cuccioli e riposare. Chissà perché ce le immaginavamo più inclini a lasciarsi avvicinare, in realtà è evidente che siano in altre faccende affaccendate, un solo respiro e di nuovo si immergono lasciandoci a indovinare dove riemergeranno. A volte la lunga sagoma chiara si vede muoversi appena sotto la superficie. Quando decidiamo di salutarle siamo comunque emozionati e soddisfatti di averle viste, di sapere che ci sono e che stanno bene.

 

b2ap3_thumbnail_best-magdalena-2.jpg

Diamo ancora davanti a un villaggio di quattro case e una chiesetta, un paesino di pescatori dal nome ambizioso di Puerto Magdalena. La sera è quieta e piena di voli di gabbiani mentre cala la luce e si accende una stallata spettacolare. L’esplorazione del mattino dopo rivela persone semplici e amichevoli, bambini ridenti. Il canto dei galli da combattimento risuona tutto il giorno fino a pomeriggio inoltrato.  Io e altri due amici lasciamo il Best a Puerto Magdalena grazie alla organizzazione del capitano del porto, che a tempo perso si occupa del trasferimento dei turisti fino all’aeroporto di La Paz, sull’altro lato della penisola.

 

La logistica è impeccabile, e il nostro addio alla laguna pure… una grande balena grigia emerge nella luce dell’alba a pochi metri da noi e resta immobile un lungo attimo come se davvero si accomiatasse. Ci dispiace allontanarci da questa magia e dalle migliaia di uccelli marini che ci girano intorno in questa indimenticabile mattina. Ma il nostro viaggio deve continuare…

 

Commenti